Cura Distimia sintomi Depressione

Distimia e Sintomi Depressione

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Cura Distimia sintomi Depressione

Francesca ha 33 anni, è sposata, ha un figlio di 9 anni e lavora in una agenzia di viaggi.

Non ricorda neanche più quando ha cominciato a sentirsi così, né il perché.

In effetti, nella sua vita non ci sono particolari problemi ma ciò nonostante tutto le sembra faticoso, poco gratificante, poco significativo. Se dovesse pensare a qualcosa che le dia veramente gioia e allegria non saprebbe che risposte darsi.

Certo è molto contenta del suo bambino e del suo matrimonio che le sembrano anche il riparo sicuro da un mondo nel quale trova poco di piacevole.

Non sa davvero dire che cosa le piacerebbe fare o cosa la renderebbe felice, tutto il suo tempo libero lo trascorre aderendo alle iniziative che propone il marito, le vanno bene e le va bene che sia lui a decidere per loro.

Non ha amici personali, quelli di quando era ragazza non li ha più contattati e solitamente la sua vita sociale è limitata agli incontri con chi già il marito conosceva prima di sposarsi.

Comunque sente sempre un po’ di disagio quando sta con gli altri come se loro avessero sempre cose da dirsi e da raccontarsi e lei invece non avesse mai nulla d’interessante o intelligente da condividere. Vive con un latente senso di inadeguatezza…

Cosa

Il termine Distimia deriva dal greco dys (deviazione) e thymos (mente), ossia, nel linguaggio corrente, “cattivo stato mentale” o “umore malato”

La Distimia, o Disturbo Distimico è una forma particolare di Depressione caratterizzata da sintomi più lievi ma più persistenti rispetto alla Depressione Maggiore, cioè di durata pari o maggiore ai due anni. La gravità della depressione è, nella Distimia, minore che durante un Episodio Depressivo e la sensazione soggettiva del paziente è spesso quella di “essere fatto così”, attribuendo il disagio più al suo carattere  e della sua personalità che ad un disturbo. È, infatti, normale, per la persona distimica, “sentirsi giù di corda”, “vedere tutto nero”.

Anche gli altri sintomi sono simili per qualità a quelli della Depressione ma meno gravi e più duraturi nel tempo e si concretizzano soprattutto come bassa autostima, atteggiamenti eccessivamente autocritici e autosvalutanti, difficoltà a relazionarsi, senso di inadeguatezza, pessimismo, indecisione, un senso di generale disinteresse e mancanza di senso, stanchezza cronica, che si associano ad un umore cronicamente triste e l’inclinazione alla malinconia. Inoltre le persone affette da Distimia si vivono spesso come poco intelligenti, noiose, poco interessanti.

Quando

Questa patologia ha spesso un esordio precoce, già nella adolescenza o nella prima età adulta. Nonostante ciò la diagnosi spesso avviene solo ad avvenuta cronicizzazione, proprio a causa della ridotta intensità delle sue manifestazioni. Purtroppo il ritardo nel riconoscimento di questa patologia può causare l’evoluzione del disturbo in un Episodio di Depressione Maggiore.

Quanto

Si tratta di un disturbo ad elevata prevalenza: fino al 6% della popolazione sviluppa in qualche momento della sua vita uno o più episodi distimici.

È più frequente nel sesso femminile.

Negli Stati Uniti è stato calcolato che il 30% degli individui in psicoterapia è affetto da Distimia. Questo dato è molto rilevante in quanto segnala come il disturbo venga considerato esclusivamente legato a fattori personologici e vengano trascurati fattori più complessi di tipo Bio-Psico-Sociale che richiedono per la Distimia un trattamento combinato, di tipo psicologico e farmacologico.

La tendenza cioè a interpretare la cronicità del disturbo come legata alla personalità induce a considerare la Distimia sensibile soltanto alla psicoterapia.

Perchè

L’eziologia (ossia la causa) della distimia è multifattoriale, e quindi da ricercare tra un background genetico predisponente, associato a condizioni di stress cronico e situazioni “traumatiche” durante l’infanzia. Quando insorge tardivamente, per esempio nell’anziano, è probabilmente correlata al progressivo declino delle capacità cognitive e all’impatto emotivo delle difficoltà fisiche o delle malattie a cui si va incontro con l’invecchiamento.

Come curarla

Generalmente è la difficoltà nei rapporti sociali che porta questi soggetti a cercare aiuto. Spesso la prima figura professionale interpellata è il Medico di famiglia il quale può avere difficoltà a riconoscere la presenza di un disturbo specifico. Per questo motivo la diagnosi è sottostimata e avviene solitamente soltanto in contesti specialistici.

A differenza del passato, dove questo disturbo era spesso ignorato e non si conoscevano schemi terapeutici adeguati, la progressiva presa di coscienza del mondo medico nei confronti della Distimia ha permesso l’individuazione di strategie farmacologiche efficaci come gli inibitori re-uptake della serotonina (SSRI).
La risposta alla terapia farmacologica è comunque generalmente buona. L’approccio medico deve essere sempre affiancato dalla psicoterapia, sia ad indirizzo psicodinamico che cognitivo – comportamentale, proprio in virtù delle suddette cause multifattoriali della malattia.

Il tasso di guarigione del Disturbo Distimico, grazie alle attuali conoscenze e terapie, può raggiungere l’80%.

Se non trattato adeguatamente il Disturbo Distimico può invece evolvere in Depressione.

Per questo, alla base dell’intervento terapeutico farmacologico e di supporto psicologico ci deve sempre essere un colloquio psichiatrico che miri ad individuare il problema, capirlo e lavorare assieme per risolverlo.

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