
Prevenire è curare: pratiche quotidiane per la salute mentale
Quando si parla di salute mentale, spesso si pensa alla cura di un disturbo già presente.
In realtà, la psichiatria contemporanea riconosce sempre di più l’importanza della prevenzione, intesa come attenzione quotidiana al benessere emotivo, psicologico e relazionale della persona.
Prevenire non significa evitare ogni difficoltà, peraltro impossibile nella vita, ma ridurre il rischio di sviluppare una sofferenza psicologica significativa, imparando ad ascoltare i segnali precoci e a prendersi cura di sé in modo consapevole.
La salute mentale come equilibrio dinamico
La salute mentale non è uno stato fisso, ma un equilibrio dinamico che può variare nel tempo in base a molti fattori, ad esempio lo stress lavorativo, situazioni familiari e cambiamenti di vita, eventi traumatici o perdite, vulnerabilità personali, presenza di malattie importanti.
Prendersi cura della propria salute mentale significa riconoscere quando fatichiamo a mantenere tale equilibrio e il nostro stato di benessere, prima che il disagio diventi sintomo o patologia.
Prendersi cura del sonno
Il sonno è uno dei pilastri della salute mentale, non è un lusso: è una necessità biologica e psichica.
Dormire poco o male influisce sulla nostra capacità di regolare le emozioni, come vediamo nei bambini che quando sono stanchi tendono a piangere anche senza particolari motivi. La carenza di sonno riduce le funzioni cognitive come attenzione e concentrazione e soprattutto la memoria a breve termine.
Dormire male per lunghi periodi può, in soggetti predisposti, favorire la comparsa di Disturbi d’Ansia o Depressione.
Perciò sono importanti le cosiddette pratiche di igiene del sonno come mantenere orari regolari, ridurre stimoli luminosi e digitali alla sera, creare rituali di “decompressione” prima di dormire, e soprattutto non sottovalutare insonnia persistente o risvegli frequenti.
Corpo e mente: un dialogo continuo
La salute mentale non può essere separata dal corpo.
È oramai noto a tutti che l’attività fisica regolare, anche moderata migliora il tono dell’umore e riduce lo stress.
Questo avviene attraverso sottili meccanismi di attivazione neurormonale che si concretizzano nel senso di vitalità che si sperimenta dopo avere svolto movimento.
Non serve un eccesso di performance: camminare e muoversi con costanza è già un atto di prevenzione, purché fatto regolarmente e con discreta intensità.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante: relazioni rigide o colpevolizzanti con il cibo aumentano il rischio di disagio psicologico.
Relazioni: nutrimento o fonte di stress
Le relazioni hanno un impatto diretto sulla salute mentale.
È essenziale sforzarsi di coltivare legami autentici, riconoscendo le relazioni che ci nutrono e ci arricchiscono. Altrettanto necessario, e spesso difficile, è sapersi allontanare da relazioni di eccessiva richiesta e stressanti, imparando l’arte di riconoscere i propri confini e saper dire di no a richieste che entrano in contrasto eccessivo con i nostri desideri.
È poi importante fare pratica per vivere alcuni momenti di solitudine da dedicare a noi stessi, come ognuno di noi desidera, imparare a concedersi degli spazi di solitudine che vengano vissuti come momenti di ricarica e non come uno stato di alienazione e di noia.
L’isolamento prolungato è un fattore di rischio, ma anche l’iper-adattamento agli altri può diventare fonte di sofferenza.
Fermarsi prima di esaurirsi: stress e burnout
Viviamo in una cultura che spesso premia la prestazione continua e ignora i segnali di stanchezza emotiva.
Bisogna essere consapevoli dei segnali di un malessere che se non prevenuto può veramente sfociare in uno stato depressivo: irritabilità persistente, senso di vuoto, stanchezza cronica, perdita di piacere, difficoltà di concentrazione sono segnali che non vanno normalizzati o minimizzati.
Ascoltarli precocemente significa evitare l’evoluzione verso ansia, depressione o burnout.
Dare spazio alle emozioni, senza giudicarle
Una delle principali forme di prevenzione del disagio psicologico è imparare a riconoscere le emozioni, nominarle, gestirle o tollerarle ed esprimerle in modo adeguato.
Molti disturbi psicologici nascono quando le emozioni vengono represse, negate o vissute come pericolose.
Ansia, tristezza, rabbia e paura non sono segnali di debolezza, ma messaggi che indicano un bisogno.
Chiedere aiuto prima che il disagio diventi sintomo
Rivolgersi a uno psicoterapeuta o a uno psichiatra non significa essere “malati”, ma prendersi cura della propria salute emotiva, così come si fa con controlli medici preventivi.
Dialogare con uno specialista può aiutare a chiarire un momento di difficoltà e dare un senso ad un malessere che si sta vivendo.
La prevenzione sta proprio nell’evitare che i sintomi di disagio si aggravino ed influiscano sulla qualità delle nostre vite.
La prevenzione è anche una scelta di responsabilità verso sé stessi.
In conclusione
Prevenire è curare.
La salute mentale si costruisce ogni giorno, attraverso piccoli gesti, ascolto, consapevolezza e attenzione ai segnali del corpo e della mente.
Prendersi cura di sé non significa evitare la sofferenza, ma imparare ad attraversarla con strumenti adeguati, prima che diventi invalidante.
La psichiatria moderna non è solo cura della malattia, ma promozione del benessere della persona nella sua interezza.