Depressione nell'adolescente

La depressione in adolescenza

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Depressione nell'adolescente

L’adolescenza è una fase di transizione importantissima, conclude il periodo dell’infanzia e accompagna verso l’età adulta. È uno dei periodi più complessi, entusiasmanti e, a volte, tormentati che l’essere umano attraversi.

È spesso in questo periodo che si manifestano disagi, difficoltà e disturbi emotivi che hanno le loro radici già nell’infanzia ma che emergono nel momento in cui il ragazzo si confronta con i profondi cambiamenti psicologici, sociali e fisici tipici di questa fase di crescita. Entrare in adolescenza significa sviluppare competenze sempre più complesse per raggiungere l’autonomia dalle figure genitoriali e la capacità di occuparsi di sé.

Il bambino vive all’interno del nucleo famigliare, a stretto contatto fisico e soprattutto emotivo con i genitori, l’adolescente sente un’intensa spinta a crescere, il desiderio di autonomizzarsi e di trovare una sua strada, un modo personale di affrontare la vita, costruendo una sua identità, differenziata e separata dai genitori.

La crescita e l’acquisizione di autonomia dai genitori è tanto attesa e desiderata quanto temuta, come ogni cambiamento ed emancipazione, porta con sé la rinuncia ad una posizione di passività e di tranquillità dove si demanda al genitore, che viene ancora vissuto come figura di riferimento e protezione.

I ragazzi non sono consapevoli delle dinamiche ambivalenti che accompagnano l’adolescenza e spesso “negano” la loro fragilità e il loro timore di crescere e di abbandonare la tutela genitoriale, che, sebbene a volte vissuta come soffocante e limitante, evita di affrontare con le proprie forze gli impegni, i dolori e le difficoltà della vita, non ultima la sfida di essere in grado di pensare al proprio benessere, coltivare ciò che ci fa essere sereni.

Per questo è tipico degli adolescenti mostrarsi spavaldi, autonomi, sicuri di sé e indipendenti, per affermare la loro identità in formazione e tenere a bada il timore di essere vulnerabili. Come quando stava imparando a camminare l’adolescente deve poter esplorare il mondo con le proprie forze, tranquillo del fatto che i genitori sono ancora disponibili, sebbene a distanza via via crescente.

Come allora, il genitore deve monitorare e accompagnare senza sostituirsi troppo al figlio, senza evitargli ogni frustrazione, errore o sconfitta, permettendo al giovane di fare esperienza dei suoi punti di forza e delle sue debolezze, integrandole in una immagine di sé realistica e positiva.
L’età adulta porta, infatti, con sé la presa di coscienza dei propri limiti e dei limiti di una vita che l’adolescente spesso idealizza come ricca di soddisfazioni affettive, economiche, estetiche e sociali,  anche purtroppo potenziate da comunicazioni fuorvianti di performance e successo. Crescere significa abbandonare l’onnipotenza adolescenziale e fare i conti con tutti gli aspetti della realtà, quelli piacevoli e quelli difficili.

Se il processo di crescita avviene in modo fluido, il ragazzo riuscirà ad integrare ciò che è stato il suo vissuto infantile con nuove competenze, nuove idee, punti di vista e comportamenti, crescerà come un adulto sufficientemente sereno e psichicamente sano. Se per qualche motivo, inerente a difficoltà proprie del ragazzo o del suo contesto, questo processo evolutivo è rallentato, bloccato o ostacolato, potranno manifestarsi sintomi veri e propri della sfera psichica e psicologica e soprattutto disagi relazionali.

Negli ultimi decenni vi è stato un significativo aumento della incidenza di Depressione negli adulti ma anche nei giovani, che sempre più spesso faticano a strutturare competenze adulte e una esistenza serena e soddisfacente. È quindi di primaria importanza riconoscere quali sono le situazioni che richiedono attenzione, stabilire se i vissuti e i comportamenti osservati dall’esterno segnalano uno sviluppo normale o patologico.

L’adolescenza, anche quella fisiologica, è un periodo in cui normalmente si sperimentano sentimenti di tristezza o di inadeguatezza, difficoltà ad accettarsi per il proprio aspetto fisico e difficoltà nelle relazioni con i coetanei, spesso l’umore è cupo e il giovane rimane isolato e ritirato, a volte compare irritabilità e  la tendenza a rifiutare le regole che fino ad allora non erano mai state messe in discussione.

L’adolescente depresso

Il tono dell’umore in un adolescente depresso tende ad essere costantemente triste, non fluttua e non cambia come invece avviene normalmente in ciascuno di noi, soprattutto nei giovani. In un adolescente l’umore può essere cupo e triste un giorno ed entusiasta il giorno dopo, in particolar modo è molto sensibile agli stimoli ambientali e agli avvenimenti esterni. L’umore in un adolescente depresso sarà triste in modo costante, indipendentemente da avvenimenti piacevoli o da contesti allegri, come una festa o una vacanza.
A differenza dell’adulto i ragazzi difficilmente riconoscono o dicono di essere tristi e depressi, spesso si sentiranno arrabbiati, irritati, annoiati e il più delle volte attribuiranno la causa  del loro malessere all’esterno, in un fatto accaduto o nel comportamento di una data persona, il genitore, un insegnante, un partner. Anche i ragazzi lamentano di non potersi concentrare, di non avere memoria, ma soprattutto noia e mancanza d’interesse, nulla pare a loro interessante, nulla vale la pena di essere vissuto, con un atteggiamento nichilistico e passivo.

Se l’adolescenza è l’epoca in cui è frequente sentirsi inadeguati e avere timore del giudizio e dell’emarginazione, un adolescente depresso sarà ancora più in difficoltà, si sentirà giudicato per un nonnulla e tenderà a controllare il rifiuto anticipandolo ed isolandosi dagli altri. Molti giovani depressi lamentano difetti del loro corpo che vengono esagerati e che causano una vergogna così profonda da interferire gravemente con le loro relazioni.

Infatti, è in questa età che spesso si fa diagnosi di Dismorfofobia, un vero e proprio disturbo fobico che ha come oggetto il proprio corpo. Allo stesso modo molti giovani sviluppano comportamenti anoressici o bulimici.

Nell’adolescente sono anche frequenti i sintomi ansiosi acuti come gli Attacchi di Panico e spesso anche le lamentele somatiche e le preoccupazioni ipocondriache. Purtroppo l’utilizzo di alcol e droghe diventa sempre più frequente anche negli adolescenti, che cercano nello stordimento o nell’eccitazione una fuga dai vissuti depressivi.

La terapia della Depressione in adolescenza

La corretta valutazione diagnostica ed impostazione terapeutica di una situazione depressiva o di disagio psicologico in età adolescenziale deve avvenire in ambiente specialistico. La presa in carico del ragazzo con disagi emotivi e psichici deve essere caratterizzata da un intervento sia sul piano farmacologico, quando necessario, che sul piano psicologico.

La cura farmacologica con farmaci antidepressivi sarà importante quando i sintomi sono di gravità tale da interferire significativamente con il rendimento scolastico o con la vita sociale e relazionale del ragazzo. Molto importante è la valutazione dell’eventuale rischio di atti autolesivi anche in considerazione dell’impulsività tipica di questa età.

La psicoterapia è in quest’età parte integrante e imprescindibile del percorso di comprensione e risoluzione. Essenziale anche il coinvolgimento nella cura dei genitori con interventi psicoeducativi.

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