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Disturbo ossessivo compulsivo di personalità

Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: definizione, sintomi e cura

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Disturbo ossessivo compulsivo di personalità

Disturbo ossessivo compulsivo di personalità: definizione, sintomi e cura

Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità rientra nella più ampia categoria dei disturbi di personalità, con caratteristiche e sintomatologia specifiche che, se non affrontati nel modo corretto, possono dare luogo a stati di forte depressione con conseguenze anche a livello fisico. 

Scopriamo meglio cosa si intende per disturbo ossessivo compulsivo di personalità, come si manifesta e come curarlo con la psicoterapia. 

Definizione di Disturbo di Personalità

I disturbi di personalità solitamente hanno il loro esordio già nell’adolescenza e tendono a persistere nel tempo. Costituiscono e rappresentano le modalità psicologiche e comportamentali con cui dell’individuo affronta la sua esistenza, soprattutto per quanto riguarda le sue relazioni interpersonali e, in generale, il suo funzionamento sociale e lavorativo, oltre che la percezione di sé. Questi disturbi causano grande sofferenza soggettiva e spesso influenzano anche il clima familiare in cui il paziente vive. Solitamente vengono divisi in tre gruppi, ciascuno dei quali presenta caratteristiche specifiche:

  • il gruppo A è caratterizzato da comportamenti eccentrici
  • il gruppo B da comportamenti impulsivi e drammatici,
  • il gruppo C da comportamenti ansiosi e insicuri.

Un disturbo di personalità può coesistere con un disturbo psichico maggiore come un Disturbo d’Ansia, gli attacchi di panico o la Depressione. Nella strutturazione di una personalità sono coinvolti fattori biologici e costituzionali sebbene un ruolo determinante derivi delle prime esperienze relazionali e del contesto in cui il bambino si trova a crescere.

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità fa parte del cluster o gruppo C a cui appartengono anche altri disturbi di personalità caratterizzati da tratti ansiosi, in particolare il Disturbo Evitante e il Disturbo Dipendente di Personalità.

Come si manifesta il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità e chi ne soffre? 

Le persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo di personalità affrontano la loro esistenza all’insegna del senso del dovere e del perfezionismo. Sono soggetti dotati di autodisciplina e controllo, spesso eccessivamente precisi, ordinati e poco inclini a manifestare i propri stati d’animo e le emozioni più intime. Questo disturbo prevale nei maschi, si declina specialmente all’interno delle vite professionali di questi soggetti ed è soprattutto presente nelle società occidentali moderne. Si tratta di persone affidabili ma anche molto rigide, che difficilmente accettano di delegare, nella certezza erronea di essere i soli a saper fare le cose nel modo corretto. Molto critici verso i loro errori e fallimenti, lo sono anche nei confronti degli altri e tendono ad un eccesso di moralismo.

Queste caratteristiche, che rappresentano delle qualità utili se ben dosate, causano in questi soggetti un importante disagio emotivo che si esprime come uno stato costante di ansia e spesso determinano un rallentamento del loro funzionamento, dovuto al bisogno di controllare più e più volte il loro operato, a causa della loro tendenza al perfezionismo.

Sono infatti molto attenti ai dettagli, all’ordine e seguono procedure di controllo e liste delle cose da fare investendo molto tempo ad organizzare al meglio il loro lavoro ma perdendo spesso di vista le vere priorità e gli obiettivi finali. Anche la vita sociale e relazionale può essere influenzata dalle caratteristiche della personalità ossessivo compulsiva.

Innanzitutto questi pazienti sono il più delle volte estremamente dediti al lavoro e riservano meno tempo per le amicizie e la convivialità, inoltre hanno spesso difficoltà ad empatizzare e ad esprimere le loro emozioni, sono rigidi e tendono a considerare gli altri in modo giudicante, ritenendoli spesso superficiali e poco organizzati, nonché privi di un adeguato senso del dovere e dell’etica. A volte anche l’inclinazione all’avarizia è ostacolo al mantenimento di relazioni di amicizia reale e profonda.

Conseguenze e complicazioni del disturbo ossessivo compulsivo di personalità 

Lo stato di attivazione neurovegetativa costante in cui vivono i pazienti con disturbo ossessivo compulsivo di personalità ha ripercussioni anche sul versante fisico, possono infatti soffrire di disturbi psicosomatici come cefalea, problemi gastrici o intestinali, ipertensione e contratture che danno luogo a dolori muscoloscheletrici. Una delle possibili complicazioni di questo disturbo, se non adeguatamente affrontato, può essere lo sviluppo di Depressione conseguenti all’ansia cronica, soprattutto in momenti di vita in cui nonostante i loro sforzi vanno incontro a qualche fallimento. Queste due evenienze possono indurre questi pazienti a rivolgersi al medico e gradualmente diventare consapevoli che il malessere, sia esso fisico che psichico, può derivare dalla situazione di stress cronico che il loro stile cognitivo determina.

Cura e trattamento con la psicoterapia

Per questi pazienti è indicata una psicoterapia il cui scopo fondamentale è lavorare sugli aspetti disfunzionali, sia del modo di pensare, sia nel modo di relazionarsi a sé e al mondo circostante. Per questo è necessario aiutarli a ridurre il senso del dovere e l’idealizzazione ponendosi obiettivi più realistici, lavorare sulla possibilità di accettare limiti ed errori, essere più flessibili nei giudizi verso sé stessi e verso il contesto sociale per favorire lo sviluppo di una migliore socialità.

Come integrazione alla psicoterapia può essere utile in questi pazienti con disturbo ossessivo compulsivo di personalità il Protocollo MBSR, cioè tecniche di meditazione  strutturate secondo un protocollo di 8 settimane e rivolte alla riduzione dello stress percepito.

In alcuni casi lo specialista potrà valutare l’opportunità di un trattamento farmacologico che contribuisca ad alleviare i sintomi ansiosi o gli stati depressivi. I farmaci più utilizzati a questo scopo sono i Serotoninergici associati inizialmente a farmaci per l’ansia o l’insonnia. In questo modo il paziente sollevato dai sintomi più acuti potrà beneficiare al meglio della psicoterapia che deve essere indirizzata all’acquisizione di maggiore consapevolezza e capacità di modulare la struttura psicologica alla base del disturbo.

 

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