Stress, infiammazione e depressione

Lo stress infiamma il cervello

Gli effetti negativi di uno stato depressivo sul sistema immunitario sono conosciuti da molto tempo, negli ultimi anni i ricercatori di tutto il mondo hanno però dimostrato che il percorso può essere inverso, hanno quindi confermato che un’attivazione del sistema immunitario può generare depressione, ansia e disturbi cognitivi, passando attraverso una condizione di infiammazione sistemica, cioè che interessa tutto l’organismo.

Infatti è oramai chiaramente dimostrato che i processi infiammatori sono alla base di molte patologie moderne, tra cui le malattie cardiovascolari come l’infarto e l’arteriosclerosi, l’ipertensione, il diabete, alcune forme reumatiche e malattie degenerative come la demenza senile.

Lo stato infiammatorio generale può essere alla base della depressione

Anche nella comparsa della Depressione è implicata un’infiammazione generale dell’organismo che è definita low grade chronic inflammation. Siamo generalmente abituati ad immaginare l’infiammazione come un evento patologico che provoca sintomi evidenti e conclamati, come ad esempio in una artrite o in una sinusite; queste sono infiammazioni focali, cioè situate in un luogo specifico del corpo. L’infiammazione sistemica invece è una condizione in cui i processi infiammatori sono cronicamente stimolati a bassi livelli, interessando l’intero organismo. In questo modo, per lungo tempo, possono non comparire sintomi, avvengono però continue piccole alterazioni a livello metabolico, immunitario, endocrino, che possono alla fine esitare in patologie anche gravi.

Questa connessione tra stato infiammatorio generale e malattia può spiegare perché in molte patologie vi è un’associazione con la depressione.  Non si tratta soltanto di una demoralizzazione psicologica di chi si trova a soffrire di una malattia importante, la depressione è la manifestazione psichica dello stato infiammatorio sistemico che ha causato anche la malattia.

Le sostanze proinfiammatorie presenti nei pazienti depressi

Come prova a favore di ciò le ricerche segnalano che nei pazienti depressi vi è un’elevata concentrazione nel sangue e nel liquido cerebrospinale di sostanze che l’organismo produce quando si trova in uno stato infiammatorio. Queste sostanze sono note con il nome di citochine e sono molecole che permettono la connessione e la comunicazione tra le cellule del sistema immunitario. Questi pazienti presentano un aumento delle citochine pro-infiammatorie (IL-6, IL1, TNF alfa) e di altre sostanze che confermano lo stato infiammatorio generale dell’organismo.

Inoltre, i pazienti depressi che non rispondo alla terapia farmacologica mostrano concentrazioni ancora più elevate di citochine pro-infiammatorie.

Studi su animali hanno chiarito che queste citochine, agendo a livello cerebrale, inducono una condizione nota come Sickness Behavior che è molto simile alla depressione e che consiste in stanchezza e grande faticabilità, problemi di sonno e di appetito, riduzione della attività motoria, e isolamento sociale. Alcuni di questi sintomi come la fatica, la stanchezza e il rallentamento psico-motorio sono inoltre molto frequenti in corso d’infezioni virali e nella convalescenza dalla febbre, situazioni in cui l’organismo produce citochine infiammatorie.

Un tipico esempio di depressione indotta dalle citochine è quella che si osserva nei pazienti sottoposti a terapia con interferone.

Probabilmente alcuni sanno che i pazienti che assumono interferone hanno un’elevata probabilità di sviluppare un quadro clinico che è sovrapponibile alla depressione, in corso di terapia.  Questo farmaco è prescritto ad esempio nelle epatiti da virus e in alcune forme di tumore. L’interferone è un potente induttore di quelle citochine pro-infiammatorie che abbiamo elencato prima e cioè IL1, IL6, TNF alfa.

Se vi è un rapporto tra infiammazione e depressione va segnalato che lo stress cronico induce nell’organismo uno stato infiammatorio, le citochine endogene prodotte in condizioni di stress inducono infiammazione e poi depressione.

Lo stress cronico, attraverso stimoli deboli, multipli e persistenti, genera low grade chronic inflammation con la mediazione dell’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene e la cronica ipersecrezione di cortisolo, fino a che la naturale capacità dell’organismo di adattarsi si esaurisce e compare la malattia in modo evidente.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di depressione a Milano correlata ad ansia e stress cronico. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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