Fluoxetina Prozac Dott.ssa Cristina Selvi

FLUOXETINA – La pillola della felicità

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Fluoxetina Prozac Dott.ssa Cristina Selvi

FLUOXETINA – la pillola della felicità

 

La Fluoxetina è un antidepressivo di nuova generazione, forse più noto con il nome commerciale di Prozac.

Si tratta di un farmaco che ha fatto molto parlare di sé negli anni ’90, soprattutto nei paesi anglosassoni, dove è stato prescritto, secondo alcuni, in un modo un po’ indiscriminato. Ci si riferiva allora a questa molecola come alla pillola della felicità.

Appartiene alla classe degli antidepressivi serotoninergici ed è un ottimo farmaco, se usato nelle situazioni che veramente ne richiedono l’utilizzo e rispettando le linee guida della sua prescrizione.

 

Ricordiamo infatti che l’uso di un antidepressivo dovrebbe essere limitato ai casi di Depressione Maggiore e, nelle forme più lievi, andrebbe sempre abbinato alla terapia psicologica.

Un ulteriore campo di applicazione della Fluoxetina sono i Disturbi d’Ansia come ad esempio gli Attacchi di Panico, il Disturbo Ossessivo Compulsivo e la Fobia Sociale.

 

È inoltre comunemente prescritta in patologie come la Fibromialgia, il Disturbo Disforico Premestruale o Sindrome Premestruale e per trattare l’eiaculazione precoce.

 

Bisogna innanzitutto, fare chiarezza su un fatto molto importante.

Assumere un farmaco antidepressivo non ci rende più felici, più inclini a provare sentimenti di gioia ed allegria e meno sensibili a vissuti di tristezza. Gli antidepressivi non agiscono come una droga euforizzante, in un soggetto sano l’assunzione non sortisce nessun effetto, non modifica il suo tono dell’umore.

Questi farmaci esplicano la loro azione soltanto quando i sintomi riportati dal paziente hanno un loro correlato biologico nella alterata regolazione delle vie nervose. Quindi possono migliorare l’umore soltanto nei pazienti realmente affetti da Depressione o curare i disturbi precedentemente ricordati.

 

Per questo la Fluoxetina non può essere la panacea per tutti i dolori dell’animo umano, la pillola che ci tiene miracolosamente lontani e schermati dal dolore, va assunta nel modo corretto solo quando necessaria e ciò può essere valutato solo da uno specialista psichiatra.

 

Sebbene i farmaci serotoninergici siano pochi e per certi aspetti simili, ciascuno ha una sua struttura chimica specifica ed un profilo di azione peculiare per il quale può essere più o meno indicato in una data situazione o in un particolare paziente.

La pratica clinica insegna come una molecola sia preferibile rispetto ad un’altra a seconda del quadro sintomatologico presentato dal paziente, della sua dell’età, della compresenza di altre patologie e di altre terapie, o a seconda che si voglia ottenere un risultato più attivante o più ansiolitico, per esempio nelle forme depressive con una forte componente di ansia.

 

Le diverse molecole antidepressive agiscono sui recettori della serotonina ma anche su quelli di altri neurotrasmettitori, come ad esempio la dopamina, la noradrenalina e l’istamina, da ciò deriverà un differente profilo di effetti collaterali che vanno considerati in base alle esigenze del singolo paziente.

A volte addirittura si può sfruttare proprio un particolare effetto collaterale per agire su un sintomo disturbante, come l’utilizzo di alcuni serotoninergici nei pazienti affetti da gravi casi di eiaculazione precoce.

 

Un altro parametro che differenzia notevolmente gli SSRI tra loro, riguarda la cinetica del farmaco, è cioè la velocità con cui viene assorbito, metabolizzato ed eliminato dal nostro corpo.

Questi farmaci normalmente sono metabolizzati dal fegato e poi eliminati con le urine.

La Fluoxetina in questo senso è un farmaco particolare, con una emivita molto lunga, rimane cioè nell’organismo del paziente anche diversi giorni dopo la sospensione, fino anche a 15 giorni, che è un tempo molto lungo.

Questa caratteristica può essere sfruttata a favore della terapia, ad esempio non accade nulla se il paziente non ricorda di assumerne una dose giornaliera ed anche la sospensione definitiva della terapia con Fluoxetina è solitamente semplice e non da luogo a sintomi fastidiosi dovuti alla sospensione.

 

In generale la Fluoxetina ha un’azione attivante e quindi va assunta alla mattina, a stomaco pieno, per ridurre eventuali sensazioni di nausea o bruciore di stomaco, che sono possibili all’inizio della terapia e che tendono ad attenuarsi e a scomparire nel tempo.

Anche la Fluoxetina, come tutti gli altri antidepressivi, richiede un tempo di latenza di 2 o 3 settimane per dare i suoi benefici, è quindi importante avvisare di questo il paziente che inizia la cura.

 

Il concetto fondamentale nella prescrizione di un farmaco in un paziente depresso o affetto da Disturbi d’Ansia è sempre quello di non scegliere una molecola a caso. Sebbene infatti siano tutti farmaci efficaci e testati, il successo di una terapia dipenderà moltissimo dalla scelta del farmaco adeguato a quella particolare situazione clinica e a quel paziente.

 

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica per la terapia dell’ansia. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato  fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

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