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Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

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IL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

 

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) appartiene ad una categoria di disturbi psichiatrici precedentemente inserita all’interno dei Disturbi d’Ansia e più recentemente categorizzato insieme al disturbo da accumulo, il disturbo da dismorfismo corporeo, la tricotillomania.

È caratterizzato dalla presenza di immagini o di pensieri ripetitivi ed intrusivi, il più delle volte indesiderati che si presentano quindi contro la volontà del paziente e da comportamenti ripetitivi definiti compulsioni o rituali ossessivi.

Il paziente non ha la capacità di opporsi alle ossessioni e i rituali sono messi in atto nel tentativo di bloccare le ossessioni o l’ansia che le accompagnano.

Purtroppo contrastare le compulsioni genera un forte senso di paura e di angoscia, che, a sua volta potenzia i pensieri ossessivi, creando un circolo vizioso che si cronicizza sempre più.

Nelle sue forme più gravi, fortunatamente rare, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo rappresenta una delle patologie psichiatriche più gravi e invalidanti per la qualità di vita del soggetto e richiede sempre una terapia farmacologica associata a psicoterapia.

Alcune delle ossessioni più comuni sono la necessità di mantenere un ordine rigido e non modificabile nella disposizione degli oggetti e nelle pratiche di gestione casalinga, dubbi di poter danneggiare altre persone senza accorgersi, ad esempio durante il tragitto in auto, la paura dello sporco che porta a compulsioni e a rituali di lavaggio e disinfezione fino anche a danneggiarsi la cute, la fobia di poter essere contaminato o di contrarre e trasmettere malattie, rituali di controllo su azioni quotidiane come chiudere gas, rubinetti, finestre e la porta di casa ripetendo l’azione un numero incongruo e spesso preciso di volte, il timore di poter fare del male a se stessi o agli altri non riuscendo a controllare i propri agiti, ossessioni che riguardano pensieri intrusivi di tipo blasfemo o di tipo aggressivo. Pensieri e ossessioni a sfondo sessuale come il timore di essere pedofilo o omosessuale.

Altre volte le ossessioni riguardano la paura di buttare via oggetti di qualsiasi importanza o il bisogno ossessivo di collezionare oggetti, sia che poi vengano effettivamente utilizzati sia che non servano affatto.

Il paziente disturbato da questi pensieri è obbligato ad agire compulsioni e rituali nel tentativo di contenere l’ansia che ne deriva, in realtà il sollievo è soltanto temporaneo e le ossessioni si ripetono determinando uno stato di grave malessere e complicandosi spesso con altri disturbi psichici.

Per porre diagnosi di Disturbo Ossessivo-Compulsivo è necessario che il tempo occupato dalle ossessioni o dedicato ad eseguire i rituali occupi una gran parte della giornata del paziente, interferendo in modo significativo con il suo funzionamento sociale, relazionale e lavorativo, che nei casi più gravi sono gravemente compromessi.

Fortunatamente questo disturbo si presenta con gravità spesso più lievi, con le quali i pazienti imparano a convivere per molti anni prima di chiedere un parere medico. In questi casi il funzionamento e la qualità di vita vengono disturbati ma non compromessi in modo eccessivo, anzi a volte il paziente stesso e la sua famiglia considerano queste modalità semplicemente “un modo di essere”.

L’esordio più frequente è durante l’adolescenza sebbene non sia raro incontrare pazienti che ricordano e descrivono la presenza di rituali e di pensieri ossessivi già durante l’età che va dai sei ai 10 anni.

In una discreta percentuale di casi il DOC è associato ad altri disturbi psichiatrici come Disturbi d’Ansia, gli attacchi di panico o la depressione maggiore.

È una patologia che colpisce indifferentemente sia maschi che femmine e si stima che circa il 3% della popolazione sviluppi un DOC nella propria esistenza.

Se non viene trattato adeguatamente il disturbo si cronicizza e raramente guarisce spontaneamente.

Per quanto riguarda le cause, il modello di riferimento è quello bio-psico-sociale. È frequente osservare questo disturbo in soggetti che hanno una familiarità positiva per altri disturbi psichiatrici o per il disturbo ossessivo stesso.

È verosimile quindi che siano implicati fattori biologici e genetici così come fattori psicologici e ambientali, legati a comportamenti e modalità apprese durante l’infanzia.

Spesso nella storia clinica di questi pazienti è presente qualche forma di trauma.

Un’importante distinzione, e anche un’importante obiettivo terapeutico, è quello di trasformare le ossessioni e le compulsioni in processi che in psichiatria si definiscono egodistonici, cioè la possibilità che il paziente sia consapevole della insensatezza dei propri pensieri ossessivi e dei rituali che ne conseguono; molti pazienti infatti ritengono che le loro ossessioni siano giustificate per quanto a volte possono essere bizzarre e razionalmente inverosimili.

Questi pazienti non hanno consapevolezza che la loro condizione rappresenta una vera e propria patologia psichiatrica curabile e spesso vengono spinti a consultare il medico dai familiari.

Per questo motivo si stima che una percentuale piuttosto elevata di pazienti giunga alla diagnosi e alla terapia con una latenza di molti anni e che il disturbo ossessivo compulsivo sia in generale una patologia sotto-diagnosticata. A volte questo avviene anche a causa del fatto che molte persone, consce della irragionevolezza dei loro pensieri e delle loro azioni, provino imbarazzo e vergogna nel chiedere aiuto.

Come dicevo precedentemente, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo richiede sempre un’associazione tra terapia psicologica e cura farmacologica.

Per quanto riguarda l’aspetto farmacologico la terapia di elezione del DOC vede l’efficacia dei farmaci che agiscono sul sistema della serotonina, tra questi alcuni hanno dimostrato di avere una maggiore efficacia in questa patologia come la fluvoxamina e la clomipramina, utilizzati a dosaggi adeguati e in generale questo è un disturbo che va sempre trattato in ambiente specialistico.

Se ben impostata e rispettata dal paziente, la terapia del Disturbo Ossessivo-Compulsivo porta a benefici apprezzabili e, associata ad una adeguata psicoterapia, riesce a risolvere i sintomi o comunque ad alleviarli portando il paziente ad un livello di benessere e di qualità di vita spesso inaspettati.

 

La dott.ssa Cristina Selvi, Psichiatra e Psicoterapeuta, si occupa di PsichiatriaPsicoterapiaOmotossicologia a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

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