Depersonalizzazione e Derealizzazione

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Depersonalizzazione e Derealizzazione

 

La Depersonalizzazione e la Derealizzazione sono due sintomi spesso riferiti dai pazienti e fonte di particolare angoscia e preoccupazione per coloro che li sperimentano in quanto si riferiscono ad una alterazione dell’esperienza di contatto con la realtà esterna e con la propria identità fisica e psichica.

Si tratta di sensazioni psichiche particolarmente spiacevoli.

Transitori episodi di questo tipo possono accadere a chiunque anche in condizioni normali, il più delle volte vengono scatenati da situazioni di stress o di particolare impegno emotivo.

Questi due fenomeni sono abbastanza comuni in molti disturbi psichici come ad esempio nel Disturbo da Attacchi di Panico e in generale in molte situazioni in cui il sintomo predominante è l’ansia.

Anche nei Disturbi di Personalità o nei Disturbi dell’Umore alcuni pazienti riferiscono sensazioni spiacevoli, difficili da descrivere, attribuibili a questi brevi episodi dissociativi.

Altre volte, invece, possono fare da sottofondo continuo e sfumato nella sua intensità, nella vita di alcuni soggetti, senza che si concretizzino all’interno di un disturbo psichico vero e proprio.

 

DEFINIZIONE:

 

Depersonalizzazione: può essere definita come un’alterazione dell’esperienza del sé, durante la quale il paziente sperimenta un senso di distacco e di estraneità che può riguardare il sé corporeo ma anche i propri contenuti mentali.

Il proprio corpo può essere percepito come sfumato, appannato, rimpicciolito o ingigantito, ad ogni modo alterato e deformato.

I pazienti faticano a trovare le parole per descrivere questa angosciosa esperienza, spesso lo fanno riferendo di avere la sensazione di vivere in un sogno: “mi sento come stordito o in una bolla, come se il mio corpo fosse distante ed estraneo, come se mi vedessi all’interno di un tunnel, come se fossi fuori dal mio corpo” o ancora “mi sento come un automa, un burattino o come se fossi in trance”.

Altre descrizioni frequenti sono il percepire la realtà come osservandola fuori dal proprio corpo o il sentirsi separati dalla realtà da un vetro o da un velo di nebbia.

Non è certamente facile descrivere con parole un’esperienza tanto vaga quanto angosciante; spesso il paziente ne è spaventato, teme di perdere il contatto con la realtà esterna e con sé stesso, teme di impazzire.

Per il medico psichiatra, che ben conosce l’esistenza di questi sintomi, è invece molto facile riconoscerli nei tentativi di descrizione dei pazienti.

Il medico dovrà poi contestualizzarli all’interno del racconto fornito e formulare una diagnosi corretta.

In questi casi è sempre utile tranquillizzare il paziente, spiegargli che ciò che sta sperimentando è noto ai medici, percepito da altri pazienti ed è anche relativamente frequente e che, nonostante possa apparire terrificante, può essere facilmente inquadrato e curato.

Per Derealizzazione si intende invece la alterazione della percezione del mondo esterno tale per cui la realtà viene sperimentata come strana, estranea, lontana e rimpicciolita, deformata ed irreale o come osservata con un microscopio o una lente. Durante gli episodi di derealizzazione la realtà viene percepita come priva di risonanza emotiva e anche gli ambienti famigliari risultano estranei e poco protettivi, poco accoglienti.

 

CAUSE:

 

La comparsa di questi due fenomeni è più probabile nei pazienti che hanno avuto esperienze infantili in qualche modo “traumatiche” o comunque non semplici da elaborare per la mente di un bambino.

Il sistema cognitivo ed affettivo del bambino non può elaborare esperienze di forte angoscia e se ne difende con una sorta di stato dissociativo.  Condizioni di trascuratezza, di negligenza o comunque di difficoltà da parte dell’ambiente di prendersi cura emotivamente del neonato o del bambino, generano stati angosciosi che vengono riattivati da adulto in specifiche situazioni emotivamente stressanti.

La dissociazione che genera questi sintomi rappresenta una forma estrema di difesa, una strategia protettiva quando l’ambiente è costantemente traumatizzante e frustrante rispetto ai bisogni fisici ed emotivi del bambino. La perdita del contatto con il sé e con la realtà permette paradossalmente al bambino di difendersi da un dolore troppo intenso causato da abuso o trascuratezza, fisica o emotiva.

È importante specificare che, nella maggior parte dei casi, non si tratta di traumi derivanti da gravi abusi o severe trascuratezze genitoriali, ciò nonostante, l’immaturità del sistema di coping del bambino (per coping si intende l’insieme delle risorse cognitive, emotive, intellettive e comportamentali che permettono la gestione delle situazioni di stress) può causare, in soggetti maggiormente predisposti, una grave sofferenza emotiva e predisporre a sintomi dissociativi nell’età adulta e a Disturbi d’Ansia.

 

TERAPIA:

 

Innanzitutto, va chiarito che la Depersonalizzazione e la Derealizzazione non sono due patologie ma sintomi che si trovano associati ad altri, in alcune condizioni cliniche.

Per questo motivo la cosa essenziale è approfondire la situazione informandosi su tempi e contesti relazionali all’interno dei quali si sono generati e indagare sulla presenza di altri sintomi che orientano il clinico nella diagnosi.

Una informazione molto importante riguarda l’eventuale utilizzo di sostanze psicoattive, anche delle cosiddette “droghe leggere” che sempre più vengono utilizzate dai giovani senza una corretta informazione scientifica su quelli che possono essere i danni e le conseguenze del loro abuso.

Una volta effettuata la diagnosi corretta sarà facile per il medico impostare una terapia che riduca l’impatto di questi sintomi e la patologia di fondo alla quale appartengono.

 

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica per la terapia dell’ansia. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato  fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

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