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Mania e Ipomania

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MANIA E IPOMANIA

 

All’interno della categoria dei Disturbi dell’Umore vengono distinte due forme caratterizzate da sintomatologia clinica differente.

La Depressione Maggiore e il Disturbo Bipolare nel quale si alternano episodi depressivi, periodi di normotimia, cioè di umore stabile, ed episodi di euforia definiti anche Episodi Maniacali.

Per Mania si intende uno stato di euforia che influisce sul pensiero, sull’eloquio e sul comportamento del paziente.

Spesso si associa ad uno stato di irritabilità che si manifesta quando parenti o curanti cercano di limitare l’espansività e i comportamenti eccessivi ed eccentrici del paziente.

Con il termine di Ipomania si identifica una versione più “leggera” della mania vera e propria, con sintomi simili ma molto più attenuati.

Il Disturbo Bipolare è uno dei disturbi mentali più frequentemente diagnosticati, con una distribuzione simile tra donne e uomini.

Nel Disturbo Bipolare di tipo I sono presenti Episodi di mania mentre nel Disturbo di tipo II la fase euforica si presenta con stati ipomaniacali.

 

Vorrei focalizzare oggi l’attenzione su gli stati maniacali e ipomaniacali meno noti rispetto alla sintomatologia depressiva.

Gli stati maniacali sono caratterizzati da umore elevato, euforico, espansivo.

Alla alterazione del tono timico si associano altri sintomi che possono riguardare diverse funzioni quali il comportamento, l’eloquio e il pensiero.

I pazienti in euforia presentano agitazione psico-motoria o comunque un aumento delle attività fisiche e mentali e una costante energia e voglia di fare associata ad un ridotto bisogno di dormire, il paziente non si sente mai stanco nonostante l’aumento, a volte frenetico delle sue attività.

L’eloquio è abbondante, veloce, ricco di particolari e il flusso logorroico è difficilmente contenibile per la spinta continua a parlare.

Il tono della voce è alto, il flusso di parole accelerato e spesso sono presenti neologismi, bizzarrie nel modo di rispondere, ad esempio il paziente può esprimersi con giochi di parole, battute scherzose e inopportune.

Il contenuto del discorso è spesso incoerente.

il paziente può passare rapidamente da un argomento ad un altro senza nessi logici e nei casi più gravi si osserva quella che viene definita insalata di parole, cioè un insieme casuale di parole senza senso compiuto.

Il paziente presenta un aumento dell’iniziativa e dell’impulsività, spesso coinvolgendosi in attività per lui insolite e potenzialmente pericolose come investimenti finanziari avventati, spese eccessive rispetto alle sue disponibilità, guida eccessivamente veloce, uso di droghe e coinvolgimenti interpersonali e sessuali inopportuni e poco controllati.

 

L’umore è quindi tendenzialmente allegro, elevato, il paziente percepisce uno stato di forza e di benessere mentale, di gioia e di allegria.

Spesso però l’umore è anche piuttosto mutevole, fluttuante e caratterizzato dalla tendenza all’irritabilità e alla l’abilità emotiva, a volte i pazienti possono diventare supponenti, sfrontati fino anche a comportarsi in modo aggressivo, questo soprattutto quando si cerca di ridurre le iniziative continue e di renderli consapevoli del fatto che il benessere che percepiscono è in verità uno stato patologico.

Nell’episodio maniacale l’ideazione, cioè il pensiero è solitamente molto alterato, sia nella sua forma che nel suo contenuto.

Le idee e i contenuti ideativi, così come le parole, scorrono con grande facilità, il flusso delle idee è accelerato, eccessivamente fluido e sconnesso, come dicevo prima ciò si osserva nel modo con cui i pazienti parlano, ma spesso loro stessi riferiscono di avere tante idee nella testa tutte nello stesso momento (fuga delle idee).

Purtroppo il più delle volte per il paziente ciò rappresenta un segnale di benessere e di eccezionalità della propria persona.

È quindi presente una scarsa o assente critica della malattia e consapevolezze che è necessario curarsi con le terapie adatte.

Durante gli stadi maniacali come abbiamo detto il pensiero diventa estremamente fluido e produttivo fino a perdere quelli che vengono definiti nessi associativi.

Spesso sono presenti caratteristiche di tipo psicotico, delirante, come idee persecutorie, deliri di grandezza e che riguardano la sfera mistica o quella erotica, con un aumento della spinta sessuale.

Il paziente può manifestare idee di grandezza e di grandiosità, sentirsi speciale ed unico a causa della percezione alterata del suo valore e all’autostima ipertrofica.

Si osserva una evidente distraibilità tale per cui l’attenzione del paziente è labile e fortemente influenzata da stimoli esterni, anche di lieve intensità.

 

Non è raro che l’umore possa oscillare anche durante l’episodio di euforia e che siano presenti, o che si alternino, caratteristiche depressive del tono dell’umore, ciò che viene definito come contaminazione depressiva durante un episodio maniacale.

L’Episodio Maniacale è un disturbo spesso di gravità tale da causare una marcata compromissione del funzionamento lavorativo e sociale e non raramente richiede l’ospedalizzazione per proteggere il paziente dalle azioni pericolose dovute alla assenza di critica e per impostare la terapia adeguata.

L’esperienza clinica insegna che un paziente ben seguito impara a riconoscere i segni iniziali dello stato maniacale e con l’andare del tempo impara a chiedere aiuto prima di raggiungere livelli di malessere eccessivi.

La durata dei cicli è variabile.

Un ciclo è il periodo di tempo che va dall’esordio di un episodio all’esordio di quello successivo e man mano che la malattia prosegue c’è una naturale tendenza dei cicli a ridursi nella loro durata e quindi diventare via via più frequenti.

Per questo motivo è essenziale impostare il prima possibile una terapia adeguata, per evitare la possibilità che diventi sempre più difficile riportare l’umore nel suo range di normalità ed ridurre la possibilità che si instauri quella che viene definita la rapida ciclicità, una condizione in cui nell’arco di un anno è possibile osservare anche 4 – 6 cicli che si susseguono senza soluzione di continuità.

Inoltre curare e risolvere un episodio euforico, con la opportuna terapia, riduce la probabilità che il paziente slitti poi nella fase depressiva.

Il trattamento di elezione per queste situazioni cliniche è la terapia farmacologica che si avvale di diverse molecole ad azione stabilizzante e farmaci che agiscono sui sintomi psicotici e sulla agitazione psicomotoria.

La principale difficoltà in questi casi è la scarsa o assente consapevolezza dei pazienti e quindi la loro scarsa adesione alle proposte di terapia.

 

La dott.ssa Cristina Selvi, Psichiatra e Psicoterapeuta, si occupa di PsichiatriaPsicoterapiaOmotossicologia a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

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