La Sindrome da Stanchezza Cronica

Esistono alcune malattie che si manifestano con un insieme di sintomi fisici e psichici e che spesso rappresentano per il medico una vera sfida diagnostica e terapeutica. Mi riferisco ad alcune situazioni cliniche emergenti, che ancora non sono parte integrante della nosografia ma sono sempre più frequentemente condizioni che si presentano all’attenzione del medico, il quale spesso ha pochi strumenti per interpretarle ed affrontarle nella loro vera essenza.

Si cerca comunque di alleviare le sofferenze somministrando molecole che possano agire sui disturbi riferiti dai pazienti in modo sintomatico. Nell’ambito di una Medicina Integrata, accanto a questo indubbiamente utile approccio, è necessario approfondire sempre più i meccanismi patogenetici che portano allo sviluppo di queste condizioni mediche, in modo da poter agire su di questi prima ancora che inducano la comparsa di sintomi.

Una di queste condizioni è la Sindrome da Stanchezza Cronica o Sindrome da Fatica Cronica.

In questi casi è necessario innanzitutto fare una corretta diagnosi differenziale, escludendo l’origine della profonda astenia all’interno di altre patologie, sia mediche che psichiatriche. Per questo è importante l’integrazione di figure professionali che siano in grado di fare, o escludere, diagnosi che potrebbero spiegare la stanchezza grave riferita dal paziente.

In questo senso la collaborazione di uno psichiatra e di un internista, sensibili all’esistenza di patologie quali la Sindrome da Stanchezza Cronica, è necessaria al fine di proporre una corretta terapia, che sarà di tipo medico-nutrizionale e, se necessario, di tipo psicologico per motivare e supportare il paziente a modificare il proprio stile di vita, condizione necessaria per la risoluzione dei sintomi.

Il dott. Francesco Facchini pone l’attenzione sullo stress ossidativo causato da alimentazione profondamente errata e da carenze nutrizionali che inibiscono e rallentano i processi metabolici e biochimici, causando stanchezza eccessiva.

Lo stress è però anche di tipo Neuroendocrino, l’organismo cioè può ridurre le proprie capacità di disintossicazione e protezione anche attraverso l’attivazione di vie metaboliche che hanno la loro origine nello stress psicologico. Ed ecco che ancora una volta un approccio di tipo integrato è quello che può fornire al paziente una maggiore probabilità di successo per risolvere o modulare l’entità del suo disagio.

La Sindrome da Fatica Cronica

Nell’ultimo ventennio, anche in Italia, ha esordito e poi assunto proporzioni rilevanti, una forma clinica nota come Sindrome da Fatica Cronica. Oramai si stima che una persona adulta su 3/4 ne sia affetta, in vario grado.

Questa sindrome, quasi ignota in precedenza, non è ovviamente dovuta a motivi genetici, in quanto un lasso di tempo di venti anni è troppo breve per determinare cambiamenti a livello genetico nella popolazione.

Fino a qualche anno fa chi ne era affetto era stigmatizzato come malato mentale o psicosomatico. Spesso il riferimento a una causa psicologica era il risultato di numerose visite che non portavano ad alcuna diagnosi né alla risoluzione del problema. Tale conclusione era spesso supportata dal fatto che la Sindrome da Fatica Cronica comunemente si associa a disturbi del sonno e a sintomi depressivi, a volte anche con attacchi ansiosi. In assenza di cause organiche il medico concludeva associando lo stato di grave astenia ad un disturbo depressivo e come tale il paziente veniva inviato allo psichiatra.

Prima di diagnosticare la Sindrome da Fatica Cronica vanno escluse cause organiche di base che possono dare stanchezza come sintomo, ad esempio disturbi della tiroide, diabete, epatiti ed anche escludere la presenza di un vero Episodio Depressivo. Di solito queste cause di stanchezza si trovano in meno del 10% di chi si rivolge al medico a causa di stanchezza continua e debilitante.

Nell’ultimo ventennio profondi cambiamenti hanno influenzato la nostra società. Uno dei principali riguarda l’alimentazione, sia sotto il profilo della quantità che della qualità. Si stima che il consumo medio, pro capite, di zuccheri semplici e complessi, bevande gassate, caffeina, sale e grassi dannosi per l’organismo sia aumentato drasticamente, mentre l’attività fisica media e le ore di sonno sono diminuite. E’ possibile che la Sindrome da Fatica Cronica possa essere spiegata da questi cambiamenti nutrizionali?

La risposta è: ASSOLUTAMENTE SI !

La stanchezza è il sintomo di uno sbilancio corporeo di stress ossidativo. In pratica, più radicali liberi ossidanti vengono prodotti dall’organismo quando lo stile di vita è dannoso e meno efficaci sono i processi metabolici che vi si oppongono. Quindi, se gli stanchi cronici sono ossidativamente più stressati, come possiamo risolvere il loro problema e ridargli le necessarie energie? Una semplice analisi dell’alimentazione può già inquadrare la condizione e permettere di impostare la strategia terapeutica adeguata. Al paziente verrà chiesto di compilare un diario alimentare dell’ultima settimana in base al quale il medico analizzerà i nutrienti assunti e le eventuali carenze. Spesso un eccesso di ferro e di consumo glucidico e un ridotto apporto di rame, selenio, zinco, manganese, magnesio e cromo sono identificati tramite una semplice intervista e il diario alimentare. A ciò vanno associati i risultati di semplici tests ematochimici di routine. La correzione degli squilibri alimentari, senza necessità di riduzione calorica, integrata o meno con una corretta igiene del sonno (periodo in cui il corpo umano ripara i danni da stress ossidativo), porta nel giro di un breve periodo di tempo a una risoluzione dei sintomi, totale o comunque notevole, nella maggior parte dei pazienti cronicamente stanchi.

Non malati di mente, quindi, ma semplicemente stressati da una dieta sbagliata.

Il dott. Francesco Facchini si occupa di malattie metaboliche e malattie croniche legate all’invecchiamento umano, in particolare diabete, obesità e ipertensione.
Ha lavorato presso la Stanford University e conseguito la specialità in Medicina Interna presso l’Ospedale St. Mary a San Francisco, e la specialità di Nefrologia e Ipertensione presso l’Università di California a San Francisco.
Dal 1996 è professore volontario presso UCSF (University of California a San Francisco) e ha lavorato come dirigente e consulente in ospedali e cliniche negli Stati Uniti, Svizzera e Germania.
E’ autore di pubblicazioni riguardanti le cause d’invecchiamento e delle malattie croniche e metaboliche e del regime dietetico su queste patologie.
Il dott. Facchini vive in Svezia e visita a Milano, una volta al mese, presso lo Studio di Psichiatria Integrata in piazzale Gorini 6.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Ansia e Depressione a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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