La Sindrome Premestruale

Cosa è la sindrome premestruale

La Sindrome Premestruale o SPM è una condizione caratterizzata da temporanea instabilità emotiva accompagnata spesso da sintomi fisici che si manifesta nei giorni che precedono l’inizio ciclo mestruale.

Quali sono i sintomi della sindrome premestruale

I sintomi scompaiono all’arrivo delle mestruazioni, anche se, soprattutto con l’avvicinarsi della menopausa, i disturbi possono durare più a lungo e diventare via via più intensi. La percentuale di donne che soffrono di Sindrome Premestruale vera e propria, nella sua forma più severa, è fortunatamente bassa, intorno al 5%. Circa un 20% manifesta invece sintomi più lievi ma che possono interferire con il funzionamento sociale e lavorativo. La maggior pare delle donne avverte comunque qualche cambiamento di umore e qualche disturbo fisico nei giorni che precedono la comparsa del ciclo.

I malesseri sono a tutte ben noti: nervosismo, ansia, tristezza, crisi di pianto, insonnia, alterazioni del desiderio sessuale, impulsività e aggressività a cui si associano sintomi fisici quali sensazione di  gonfiore, temporaneo aumento di peso, ritenzione di liquidi, dolore al seno (mastodinia), stipsi o diarrea, aumento della fame, mal di testa.

Senza entrare nei dettagli delle cause l’evento scatenante è la fluttuazione dei livelli ormonali, in modo particolare della bilancia estrogeni/progestinici, che ha una ripercussione più generale sull’assetto neuro- ormonale dell’organismo a cui alcune donne sono particolarmente sensibili.

Le terapie disponibili per la sindrome premestruale

Oggi è possibile trattare questa condizione attraverso il ricorso a terapie specifiche che devono essere però accompagnate anche da una modifica di alcuni stili di vita che possono peggiorare l’entità dei sintomi. Nei casi più gravi sarà lo specialista ginecologo a valutare la possibilità e la necessità di prescrivere una terapia estroprogestinica che, modulando le fluttuazioni ormonali e la funzione ovarica controlli l’insorgenza dei disturbi.

Sarà invece lo specialista psichiatra a dover valutare l’eventuale somministrazione di farmaci serotoninergici che si sono dimostrati molto efficaci nel trattare questa sindrome. Questo perché il calo degli estrogeni, nella seconda parte del ciclo, induce, nei soggetti che soffrono di questo disturbo, una riduzione della disponibilità di serotonina, uno dei principali neuro-trasmettitori.

Il calo della serotonina è a sua volta associato alla comparsa di ansia e alle oscillazioni del tono dell’umore.

Le terapie naturali nella cura della sindrome premestruale

Certamente l’utilizzo di una terapia antidepressiva va valutato attentamente e riservato alle situazioni in cui l’intensità dei sintomi è tale da interferire significativamente con la vita della paziente. Chi presenta una sintomatologia più contenuta può in alternativa rivolgersi alle terapie naturali utilizzando uno o più rimedi dalla cui sinergia può derivare un miglioramento.

Tra questi è oramai riconosciuta l’azione del Magnesio che possiede attività di rilassante neuro-muscolare ed ha quindi un’azione blandamente calmante sul sistema nervoso riducendo allo stesso tempo la contrattura della muscolatura degli organi interni, quindi anche quella uterina, e dello scheletro. Nei paesi dell’Europa settentrionale, come la Germania, il magnesio è già prescritto da anni dai ginecologi ostetrici ed utilizzato in gravidanza per ridurre l’intensità delle contrazioni uterine meno gravi, quando in Italia veniva ancora utilizzata l’ isossisuprina ( Vasosuprina), farmaco indicato per la minaccia di aborto. Sempre in Germania, paese notoriamente all’avanguardia per l’utilizzo delle terapie naturali anche nel Sistema Sanitario Pubblico, Il Ministero della Sanità ha riconosciuto e approvato l’utilizzo di preparati a base di Agnocasto, una pianta dotata di spiccata azione sedativa e modulatoria sull’irritabilità tipica della sindrome. E’ curioso notare il significato del nome Agnocasto: la pianta si chiama Vitex Agnus Castus e cioè “agnello casto”. Questa pianta è stata utilizzata, infatti, fin dai tempi antichi come “rimedio femminile” per le sue proprietà contro l’eccesso di aggressività.

Un’altra delle sue note azioni è il calo della libido, per questa ragione era prescritta in epoca romana alle donne i cui mariti erano in guerra e durante il Medio Evo veniva utilizzata come spezia nei monasteri per favorire la castità; veniva in quell’epoca chiamata appunto Pianta della Castità o Pepe dei Monaci. Tradizionalmente è oggi utilizzata nell’Europa settentrionale per trattare la dismenorrea, la mastodinia e alcune problematiche legate alla Menopausa e alla Sindrome Premestruale.

Un altro possibile rimedio naturale è l’utilizzo di Neurotrasmettitori e Ormoni in formulazione Low Dose, cioè in preparati attraverso i quali sono somministrati alle stesse concentrazioni nelle quali lavorano nel nostro organismo. Questa terapia permette di ottenere una modulazione fine che ha lo scopo di riequilibrare un assetto neuro-ormonale responsabile della comparsa dei sintomi. In particolare la Serotonina può essere molto utile nelle donne che manifestano una prevalente sintomatologia di tipo psichico. E’ possibile associare, secondo i casi, altri Ormoni Low Dose, come Progesterone o Beta-estradiolo, Melatonina.

Esistono anche preparati che associano l’effetto diuretico di un fitoterapico all’azione di un diuretico di sintesi, sempre in preparazione Low Dose, che contrastano quindi la ritenzione idrica senza il ricorso a farmaci più potenti con i loro possibili effetti collaterali. Inoltre in molte donne un blando effetto diuretico è utile durante tutte le fasi del ciclo.

La scelta della terapia più adatta deve avvenire sempre tenendo conto della situazione clinica, della qualità ed entità dei disturbi di ogni singola paziente e anche della predilezione e inclinazione personale ad assumere una terapia allopatica o una terapia Non Convenzionale.

Qualsiasi approccio deve però essere sempre affiancato a una serie di misure che riguardano lo stile di vita che sono indispensabili per alleviare l’entità dei sintomi. Si tratta comunque di norme generali che mirano al benessere dell’organismo perché capaci di influenzare l’assetto neuro-endocrino e che dovrebbero essere rispettate a prescindere dalla presenza della sindrome premestruale. Sarebbe, infatti, veramente poco saggio utilizzare dosaggi di farmaci maggiori quando già alcune misure preventive possono modificare l’andamento del ciclo e dei disturbi ad esso associati.

Ne menziono quindi qualcuna.

Le modifiche allo stile di vita utili per le donne affette da sindrome premestruale

Innanzitutto alcuni accorgimenti nell’alimentazione possono aiutare a ridurre l’intensità dei sintomi associati al periodo pre-mestruale e in particolar modo evitare o ridurre drasticamente i cibi conservati e i dadi da cucina e più in generale tutti gli alimenti contenenti Glutammato di Sodio. Questa sostanza è aggiunta allo scopo di dare sapore e conservare ma ha un potere molto eccitante a livello del sistema nervoso accentuando quindi l’impulsività, la facilità al pianto, i disturbi del sonno e le fluttuazioni del tono dell’umore. I cibi salati inoltre favoriscono la ritenzione idrica, disturbo quasi invariabilmente presente nei giorni che precedono il ciclo mestruale.

Vanno allo stesso modo contenuti gli alimenti ricchi di zuccheri, soprattutto a rapido assorbimento, questo perché le variazioni brusche di glicemia (quantità di glucosio nel sangue) accentuano i sintomi della sfera psichica della sindrome premestruale. Preferite quindi l’assunzione di carboidrati non raffinati, di frutta e verdura, anche esse fonte di zuccheri.

E’ utile ridurre anche l’assunzione degli alimenti cosiddetti nervini: caffè, tè, cacao, guaranà e ginseng ( attenzione alla bibite che li contengono), hanno un’azione stimolante a livello di sistema nervoso centrale e periferico, peggiorando quindi sintomi quali ansia, insonnia, irritabilità e facilità al pianto.

E’ necessario mantenere un ritmo sonno-veglia abbastanza regolare e soprattutto compiere un’attività motoria aerobica, anche leggera ma continua, che promuova un controllo della glicemia e che stimoli la produzione di sostanze con un’azione calmante e regolatoria sul sistema nervoso come serotonina, dopamina. L’attività fisica si è dimostrata inoltre efficace poiché aumenta le endorfine, sostanze oppioidi endogene utili per combattere il dolore, la loro produzione, infatti, diminuisce proprio nei giorni che precedono le mestruazioni.

Per chi preferisce un approccio fisico più delicato, è oramai noto che anche le tecniche di respirazione e di meditazione sono buoni ausili per contrastare ansia e irritabilità.

Queste tecniche, insieme alla pratica dello yoga fisico (Hatha Yoga) ed in particolare di alcune posizioni o sequenze di posizioni, e la pratica del Pranayama, cioè degli esercizi di respirazione, si sono dimostrate efficaci nel ridurre lo stato di stress e le modifiche neuroendocrine ad esso correlate, che causano la sintomatologia della SPM.

Da un punto di vista della medicina accademica ciò è facilmente spiegabile ed accettabile in quanto attraverso queste pratiche si modifica la disponibilità delle sostanze sopra menzionate e si ottiene un riequilibrio del sistema nervoso neurovegetativo.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra e Psicoterapeuta, si occupa di Psichiatria, Psicoterapia, OmotossicologiaSindrome Premestruale a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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