Il cervello che cambia

Una delle scoperte scientifiche più importanti degli ultimi decenni riguarda il nostro cervello e ha avuto un’enorme risonanza per la medicina, in particolare per le malattie che si manifestano quando le funzioni di questo nobile organo perdono la loro regolazione, come la Depressione.

Ora sappiamo che il cervello umano è dotato di plasticità, cioè della capacità di cambiare la sua struttura e il suo modo di funzionare in relazione all’ambiente nel quale viviamo. Fino a poco tempo fa si pensava che, una volta completato lo sviluppo, i neuroni e le sinapsi non potessero più cambiate né come numero né come conformazione. Nei decenni precedenti, la scienza è riuscita a scoprire che sintomi come l’ansia o la depressione sono causati da alterazioni dell’equilibrio e della sinergia dei neurotrasmettitori, le molecole che nel cervello permettono il funzionamento dei neuroni, la trasmissione degli impulsi e dei segnali nervosi. Tutto ciò ha dato la possibilità ai ricercatori di formulare molecole che potessero ripristinare lo stato di equilibrio e di conseguenza eliminare i sintomi.

Nel corso degli anni gli scienziati impegnati in questa ricerca hanno selezionato molecole sempre più raffinate e selettive, che agiscano possibilmente soltanto là dove c’è bisogno, causando il minore numero possibile di effetti collaterali. Impresa non facile se si pensa a quanto sia complesso il nostro organismo e in particolare il cervello, organo tra l’altro non facile da studiare proprio anche per la sua collocazione all’interno della scatola cranica. In fondo questo è ciò che accade per le malattie di molti altri organi o apparati del nostro corpo: i sintomi sono legati ad un alterato equilibrio dell’organo o del tessuto e i farmaci intervengono eliminandolo e riportando la situazione alla normalità.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di psicoterapia a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

Questo concetto per gli psicofarmaci è molto importante perché una delle paure principali di molti pazienti è che il farmaco “alteri il loro modo di essere, la propria personalità”. In verità l’effetto del farmaco è proprio il contrario, eliminando lo squilibrio riporta la persona a come era prima della comparsa dei sintomi, con tutte le sue caratteristiche personali, tutti i suoi punti di forza e risorse e tutte le sue fragilità. Questa importantissima scoperta ha modificato in modo davvero rivoluzionario il destino di tante persone affette da Disturbi d’Ansia o da Depressione che ora possono finalmente condurre una vita del tutto normale.

Il cervello è dotato di neuroplasticità

In anni più recenti sono migliorate notevolmente le metodiche di studio sul cervello, con la possibilità di un’indagine diretta della sua struttura e del suo funzionamento attraverso esami diagnostici sofisticati come la TAC , La Risonanza Magnetica, la PET, e soprattutto la fRMN, cioè la Risonanza Magnetica Funzionale che permette proprio di vedere, in tempo reale, cosa succede nel nostro cervello durante le normali attività che svolgiamo, funzioni come il pensare o il guardare una immagine o quando proviamo emozioni come  ansia, paura, gioia o rabbia o ancora durante l’esecuzione di pratiche che favoriscono la concentrazione e il rilassamento.

Le neuroscienze hanno poi affinato sempre più la possibilità di indagare le funzioni del nostro cervello e della nostra mente attraverso  valutazioni indirette delle funzioni cognitive come ad esempio test o prove di performance, utili sia a scopo di diagnosi  che per fini di ricerca. Da tutto ciò deriva l’importantissima scoperta del fatto che il cervello umano può cambiare nel tempo, può modificarsi non solo per ciò che concerne il suo funzionamento ma anche  modificare la sua struttura. Ciò che si è scoperto è che questi cambiamenti, tipici della fase dello sviluppo, permangono anche nell’età adulta e sono influenzati dall’ambiente e dalle esperienze che facciamo durante la vita.  Si tratta di una plasticità che può essere indotta durante tutta la nostra esistenza.

Le ripercussioni di queste scoperte sono estremamente importanti e la speranza è che la scienza possa progredire fino al punto di poter influire positivamente su queste capacità rigenerative, cosa che permetterebbe futuri scenari di cura su alcune malattie cerebrali, in quei casi in cui il tessuto cerebrale viene lesionato per diversi motivi, come un ictus o un trauma.

Allo stato dell’arte comunque, sapere che le esperienze e l’ambiente possono influire e modificare la struttura dell’encefalo, anche durante la vita adulta, ha permesso di dare una spiegazione più precisa e concreta di ciò che avviene in psicoterapia.

La psicoterapia cioè, pur essendo un trattamento che si fonda sulla parola, crea nel tempo modifiche a livello del tessuto cerebrale, al punto tale da poter esser considerato un “trattamento biologico”, che porta ad un efficace cambiamento psicologico sotteso da modifiche neurobiologiche. Come tutte le esperienze umane, quindi, anche la psicoterapia genera influenze e cambiamenti sulla funzione e sulla struttura dell’encefalo e lo fa in modo mirato, cioè il tipo di esperienza che viene fatta in psicoterapia porta a modifiche efficaci ad attivare vie neuronali che permettano alla mente di calmarsi e di funzionare in modo più integrato e collaborativo tra le diverse aree, quelle dove in seguito alle esperienze della vita si generano le emozioni e quelle che ci permettono di dare a queste emozioni dei significati corretti e ci aiutano ad autoregolarci quando queste emozioni sono intense e difficili.

E’ una specie di percorso al contrario: esperienze di sofferenza e di trauma generano attivazione di circuiti neuronali che vengono resi meno attivi dalla psicoterapia, la quale stimola la formazione e l’attivazione di  vie neuronali più utili ad uno stato di calma emotiva e di equilibrata razionalità. Queste modifiche riguardano le sinapsi, cioè le congiunzioni tra un neurone e l’altro, che possono attivarsi e aumentare numericamente o all’opposto possono spegnersi, quietarsi. In una mente calma sono attive strutture e vie neuronali differenti da quelle attive in una mente agitata. Ad esempio, attraverso le tecniche di neuroimaging, metodiche che permettono la  visualizzazione del cervello, si è visto che in una mente tranquilla le strutture profonde, deputate al controllo emotivo come l’amigdala, sono meno attivate,  mentre sarà più presente un controllo da parte di strutture più evolute, situate nella parte della corteccia che sono deputate alla elaborazione cognitiva degli eventi emotivi.

La psicoterapia modifica strutturalmente il cervello

Se la psicoterapia può essere quindi considerata un trattamento che modifica strutturalmente il cervello e regola il modo in cui i diversi circuiti di neuroni vengono attivati o silenziati. E’ ben intuibile come una sinergia tra un trattamento farmacologico e una psicoterapia rappresenti la migliore strategia di cura nei disturbi come l’Ansia e la Depressione. D’altronde l’efficacia della psicoterapia in questa condizioni è oramai comprovata da una notevole massa di studi a suo favore. Integrando i due tipi di trattamento si agisce non solo a livello psicologico, aiutando cioè il paziente a pensare in modo diverso a sé e alle proprie difficoltà o a relazionarsi in modo più efficace, si agisce anche direttamente modificando l’attività dei neuroni e in generale l’assetto neurobiologico del cervello.  Le ripercussioni positive di ciò possono riflettersi su tutto l’organismo dal momento che alcune strutture cerebrali sono  responsabili di fenomeni come la secrezione degli ormoni dello stress, i quali generano importanti  influenze su tutto il corpo fisico.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di psicoterapia a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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