I Meccanismi di Difesa

Nel 1894 Freud dichiarò l’esistenza di meccanismi inconsci, definiti come ‘meccanismi di difesa’, atti a proteggere il soggetto da determinati conflitti, stati d’animo, pensieri, emozioni.

Tali operazioni si collocano come filtro tra gli impulsi e le emozioni da un lato e la realtà presente o le proibizioni interne dall’altro lato. Si tratta di processi automatici ed individuali che mediano tra il mondo interno ed il mondo esterno.

I meccanismi di difesa presentano le seguenti caratteristiche:

  • Vengono generalmente sperimentati in modo inconsapevole;
  • Rappresentano un modo attraverso cui viene gestita la sfera emotiva;
  • Sono reversibili;
  • Possono essere disadattivi o adattivi.

Nel tempo, molti autori si sono cimentati nell’approfondire lo studio di tali processi psicologici. Alcuni di essi hanno individuato due particolari tipologie di difesa: le difese di alto livello e di basso livello. Le prime vengono utilizzate in un periodo più avanzato dello sviluppo, mentre le altre sono difese di tipo primitivo. Si tratta, quindi, di una concezione che vede le difese come distribuite lungo un continuum evolutivo i cui estremi sono rappresentati da poli di maturità-immaturità.
L’essere umano, durante la crescita, sviluppa progressivamente una struttura mentale sempre più sofisticata e dotata di difese mature. Nei casi di grave patologia, invece, il paziente tende ad utilizzare i processi psichici tipici di fasi precoci di sviluppo.

Le difese di più alto livello non assolvono solo alla funzione di ridurre la tensione e l’angoscia ripristinando l’equilibrio interno, ma possono essere anche estremamente adattative ed utili al raggiungimento di un buon funzionamento sociale. A tal proposito, George Vaillant, psichiatra e psicoanalista americano, le equipara all’ostrica che, disturbata da un granello di sabbia all’interno del suo guscio, è in grado di creare una perla.

In effetti, ricerche longitudinali hanno rivelato che le persone che presentano una maggiore maturità dei processi difensivi ottengono un miglior funzionamento in ogni area della vita, in particolar modo a livello relazionale e nell’ambito della stima e della soddisfazione di sé.

Quali sono alcune delle difese di alto livello?

  • Altruismo: i conflitti e lo stress vengono gestiti occupandosi delle necessità altrui, per soddisfare le proprie (es. necessità di attaccamento e di attenzione);
  • Umorismo: lo stress viene superato ironizzando e sottolineando gli aspetti divertenti del conflitto al fine di alleviare la tensione interna;
  • Repressione: la causa dello stress e del conflitto viene temporaneamente allontanata (non rimossa dalla coscienza) per essere presa in esame nel momento più opportuno al fine di non perdere la concentrazione dalla attività che si sta svolgendo;
  • Sublimazione: sentimenti ed impulsi che derivano dal conflitto emotivo vengono incanalati verso comportamenti adattivi senza essere inibiti (es. sfogarsi attraverso lo sport o la creatività).

Alcune difese di basso livello possono essere:

  • Proiezione: i propri pensieri ed impulsi scaturiti da un conflitto vengono erroneamente attribuiti agli altri per preservare se stesso;
  • Ipocondriasi: lamentazione frequente che appare come una ricerca di aiuto, ma che, in realtà, cela un modo ostile di respingere ogni possibile suggerimento e consiglio;
  • Dissociazione: il conflitto viene gestito attraverso un’alterazione temporanea della coscienza al fine di segregare nell’incoscio aspetti eccessivamente ansiogeni;
  • Comportamento passivo-aggressivo: il soggetto che si sente impotente nell’esprimere direttamente i propri bisogni utilizza in modo velato ostilità ed aggressività.

In un percorso psicoterapeutico, i meccanismi di difesa vengono osservati e valutati poiché rappresentano un indice del funzionamento clinico del soggetto e predicono il decorso della psicoterapia. Gli interventi dello psicoterapeuta devono puntare alla presa di coscienza da parte del paziente del proprio assetto difensivo dal momento che esso può gradualmente mutare.

La dott.ssa Alessia Giulia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta, si occupa di Psicoterapia a Milano per il trattamento dei disturbi di ansia e di depressione collaborando con la dott.ssa Cristina Selvi, PsichiatraPsicoterapeuta e Omotossicologa a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

dott.ssa Alessia Giulia Santoro

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La dott.ssa Alessia Giulia Santoro è una Psicologa Psicoterapeuta che esercita la sua attività presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. Collabora presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6, Milano. | Contatta la dott.ssa Alessia Giulia Santoro |
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