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Articoli che trattano di: Sindrome Premestruale

Sindrome Premestruale

 
Consiste in una serie di modificazioni e disagi fisici, psichici e comportamentali durante la seconda fase del ciclo mestruale che tendono a regredire con l’arrivo delle mestruazioni.

Sebbene molte donne soffrano di qualche disagio in questi giorni, per porre diagnosi di Sindrome Premestruale (PSM) è necessario che l’intensità dei sintomi sia tale da generare disagio personale e socio-lavorativo. Inoltre vi deve essere una relazione con la fase luteinica del ciclo nella maggior parte dei cicli, i disturbi devono cessare con l’arrivo delle mestruazioni e deve esserci un intervallo di tempo completamente libero dai sintomi tra un ciclo e l’altro.

La Sindrome Premestruale, quando è severa, richiede un trattamento farmacologico che va valutato con attenzione dal medico ginecologo anche in collaborazione con lo psichiatra.

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La Sindrome Premestruale (SPM)

 La Sindrome Premestruale

Cosa è la sindrome premestruale

La Sindrome Premestruale o SPM è una condizione caratterizzata da temporanea instabilità emotiva accompagnata spesso da sintomi fisici che si manifesta nei giorni che precedono l’inizio ciclo mestruale.

Che cos'è la sindrome premestruale e come si possono trattare i sintomi

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La sindrome premestruale: ormoni e umore

Ormoni e Umore

Come medico-psichiatra mi capita spesso di visitare donne con diagnosi di Sindrome Premestruale.

Questa patologia è stata inserita anche nei testi di riferimento della psichiatria poiché, in alcuni casi, i sintomi fisici e mentali sono così marcati e gravi da determinare un quadro clinico che disturba in modo rilevante  la qualità di vita.

E’ anche frequente osservare l’associazione, nella stessa paziente, di un Disturbo d’Ansia o di una Depressione con i sintomi che caratterizzano la Sindrome Premestruale.

In base al tipo di disagio riferito dalle pazienti, il medico deve sapere discriminare le situazioni che non rappresentano una condizione patologica rispetto a quelle che invece si caratterizzano per gravità e che quindi richiedono un intervento terapeutico.

Vi sono diversi approcci, ugualmente validi, per attenuare i sintomi della Sindrome Premestruale. La scelta dell’intervento più utile ed efficace per la singola paziente, andrebbe valutato avendo presente la sua storia clinica, la sua storia personale, l’entità e la gravità dei sintomi, la concomitanza con altre condizioni cliniche, ad esempio una storia di ansia o di depressione nella paziente o nella famiglia di origine e considerando anche l’inclinazione ad assumere una terapia farmacologica tradizionale piuttosto che intervenire con rimedi più naturali.

Il medico deve comunque sempre motivare la paziente ad accettare la terapia per lei più adatta, instaurando un clima di alleanza terapeutica all’interno del quale la donna si possa fidare e affidare.

La cura può basarsi sull’utilizzo di una terapia convenzionale, prescritta dal medico ginecologo e a volte dallo psichiatra, o sull’impostazione di un Protocollo Omotossicologico o ricorrendo ad altri approcci di tipo Non Convenzionale.

Si parla di protocollo in quanto in Medicina Omotossicologica, a differenza dell’approccio Omeopatico unicista, è spesso necessario prescrivere al paziente  più di un farmaco o prodotto, che agiscano sinergicamente riequilibrando un’omeostasi che si è perduta e potenziando le capacità intrinseche dell’organismo di trovare un migliore adattamento.

In questa patologia sarebbe anche auspicabile una collaborazione e un confronto, tra il medico ginecologo e lo psichiatra, questo soprattutto quando i sintomi psichici sono molto intensi e invalidanti per la paziente e causano una ripercussione sulla sua vita lavorativa o sociale.

Ci occupiamo, in questo breve articolo, dei sintomi psichici e cioè: irritabilità e impulsività, tensione psico-fisica, irrequietezza e instabilità emotiva, umore cupo e triste, crisi di pianto immotivate o scatenate da motivi non gravi, difficoltà di concentrazione e, in alcune donne, mal di testa, disturbi del sonno e desiderio di carboidrati.

E’ oramai accertata una correlazione tra la produzione ormonale e la produzione di neurotrasmettitori, cioè di quelle sostanza che regolano funzioni cerebrali come il tono dell’umore, il sonno, l’appetito, l’impulsività, il desiderio sessuale.

Nelle donne affette da Sindrome Premestruale è presente una disregolazione delle vie che utilizzano Serotonina.

D’altronde anche in altre situazioni caratterizzate da importanti modifiche dell’assetto ormonale della donna, vi possono essere talvolta sintomi a livello psichico, come nel post-partum o nel periodo del climaterio e della menopausa.

La psichiatria convenzionale può aiutare le donne che soffrono di una Sindrome Premestruale, se particolarmente invalidante, attraverso la prescrizione di farmaci che regalano il tono dei neurotrasmettitori come i serotoninergici e le benzodiazepine.

Questo tipo d’intervento terapeutico va però riservato a quelle donne che presentano sintomi particolarmente gravi che influenzano in modo significativo, ogni mese, la loro vita socio-lavorativa, o alle donne che, anche indipendentemente dalla fase del ciclo, presentano problemi di ansia o depressione.

Soprattutto, queste terapie devono riguardare le donne che non hanno avuto beneficio da un approccio al problema caratterizzato da una radicale ri-valutazione del loro stile di vita, alimentazione, movimento e capacità di gestione dello stress.

In Medicina Omotossicologica i sintomi psichici della PMS possono essere attenuati e modulati con il ricorso a farmaci complessi che agiscono sulla regolazione del tono dell’umore, sulla tensione psichica e sull’ansia.

Anche in questo caso, come in precedenza segnalato, è indispensabile che la paziente condivida con il medico informazioni sul suo stile di vita e sia disposta a modificarlo per favorire il riequilibrio necessario e non contrastare l’azione dei rimedi prescritti.

Da un punto di vista Omotossicologico la Sindrome Premestruale può essere collocata nella cosiddetta Fase di Reazione, in cui i sintomi mentali sono l’espressione di una situazione di infiammazione eccessiva che determina una reazione sproporzionata a stimoli non particolarmente intensi.

Va potenziato in queste pazienti il drenaggio del tessuto connettivo attraverso l’attivazione degli organi emuntori, rene e fegato. E’ inoltre necessario favorire il riequilibrio neuro-endocrino e bilanciare lo stato di equilibrio acido-base.

La corretta associazione dei diversi farmaci disponibili andrà valutata, di caso in caso, secondo la predominanza dei sintomi nel quadro clinico e anche secondo lo stato generale d’intossicazione e d’infiammazione nel quale si trova la paziente.

Agendo su questi tre parametri attraverso i farmaci, con una corretta alimentazione e idratazione e movimento, si ottiene spesso un evidente miglioramento dei sintomi.

La dott.ssa Cristina Selvi si occupa di Psichiatria, Psicoterapia, Omotossicologia, Ormoni e Umore e Sindrome Premestruale a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

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L’Emicrania è Donna

L’Emicrania è Donna

Ebbene sì, noi appartenenti al genere femminile abbiamo questo primato: infatti la prevalenza dell’emicrania nelle donne (calcolata nell’anno precedente l’indagine e nei paesi occidentali, maggiormente colpiti) è compresa tra l’11 e il 25%, mentre quella nei maschi tra il 4 e il 9%.

Per fortuna questo dato non varia soltanto in rapporto al sesso, ma anche in rapporto all’età: infatti mentre nei bambini è presente in una percentuale variabile tra il 3 e il 5% e colpisce in modo più o meno uguale maschi e femmine, nelle età successive la prevalenza aumenta progressivamente fino ai 40 anni per poi decrescere e portarsi alle basse prevalenze (1-4%) della terza età.

Analizzando i dati a nostra disposizione ancor più da vicino, si osserva che lo squilibrio tra i sessi origina dalla pubertà: più del 10% delle emicranie  inizia appunto con  la pubertà; da quel momento per la donna affetta da emicrania le modificazioni ormonali relative a gravidanza, puerperio, menopausa, e anche assunzione di contraccettivi orali o terapia sostitutiva ormonale, influenzeranno l’andamento della patologia.

Emicrania E Ciclo Mestruale

 L’International Headache Society  distingue due forme in relazione al ciclo mestruale:

  •  l’emicrania mestruale pura (Pure Menstrual Migraine), caratterizzata da attacchi emicranici che si presentano nella finestra perimestruale, compresa tra meno 2 e più 3 giorni rispetto al primo giorno di mestruazione, in almeno 2 cicli su 3;
  • l’emicrania correlata alle mestruazioni  (Menstrually Related Migraine), in cui gli attacchi si verificano anche in momenti diversi dal ciclo mestruale.

Caratteristiche Degli Attacchi

Gli attacchi mestruali si presentano con le caratteristiche dell’emicrania senz’aura, sono molto intensi, hanno a volte anche  durata superiore a 72 ore, rispondono poco al trattamento farmacologico e hanno un’elevata probabilità di recidivare.

Generalmente questa forma di cefalea migliora in gravidanza,  per poi ripresentarsi appena dopo,  spesso purtroppo in forma peggiore.

Terapia

Anche per queste forme di cefalea è valida come prima cosa l’assunzione del sintomatico per stroncare l’attacco; i farmaci utilizzati sono gli stessi per l’emicrania senz’aura e quindi triptani,  (da preferire per il loro maggior controllo sul dolore e sui sintomi di accompagnamento) FANS, e vari analgesici in combinazione.

Si può poi intraprendere quella che viene definita “mini-profilassi”, cioè una profilassi a breve termine con somministrazione del farmaco  per un tempo che solitamente varia dai 6 ai 14 giorni coprendo il periodo mestruale. Oppure si può optare per una supplementazione estrogenica  prima della mestruazione, in considerazione del fatto che la fisiologica caduta dei tassi estrogenaci nel periodo pre mestruale, costituisce il principale fattore scatenante in questo tipo di emicrania.

Esistono poi altre strategie terapeutiche sicuramente complesse e con effetti collaterali importanti, da riservare ai casi più gravi .

Per concludere possiamo dire che anche se da tempo è noto che gli attacchi mestruali sono tra le forme di cefalea più difficili da trattare, abbiamo comunque a disposizione diverse strategie terapeutiche in grado di far fronte a questo tipo di mal di testa.

La dott.ssa Nicoletta Rocca, Neurologa, si occupa di Emicrania nelle Donne a Milano correlata al ciclo mestruale, collaborando con la dott.ssa Cristina Selvi, PsichiatraPsicoterapeuta e Omotossicologa presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

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Donne lunatiche??

Ansia e Depressione

La Sindrome Premestruale  viene definita come la comparsa ciclica  di disagi  fisici ed emotivi associati a  modificazioni del tono dell’umore e del comportamento  che compaiono nel periodo post-ovulatorio del ciclo mestruale, per attenuarsi e poi sparire con la comparsa della mestruazione. Devono essere di gravità sufficiente a determinare difficoltà nelle relazioni interpersonali, familiari e un’interferenza significativa con le attività quotidiane, lavorative e personali.

La stima delle donne che lamentano disturbi in questo periodo è variabile a seconda degli studi  ma circa il 75% di esse sperimenta una qualche forma di disagio, più o meno marcato.

Soltanto una percentuale minore, valutabile intorno al 2%-10% è afflitta in modo molto serio da queto disturbo, sono questi i casi che rientrano nella diagnosi di Disturbo Disforico della Tarda Fase Luteinica che rappresenta una categoria diagnostica riconosciuta a livello internazionale e presente nel DSM-IV, all’interno del capitolo dedicato ai Disturbi dell’Umore ( Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali,  è il testo di riferimento per la ricerca e la clinica che elenca  tutti i sintomi e i segni che devono essere presenti per poter porre diagnosi di un disturbo).

La prima descizione scientifica di questo disturbo risale al 1931 quando il neurologo Robert Frank descrisse  con il termine Tensione Premestruale  un quadro clinico vero e proprio con sintomi fisici e psichici che collegò alla fase luteinica del ciclo e quindi a modifiche dell’assetto ormonale, per lui dovute ad una disfunzione dell’ ovaio.

Il termine Sindrome Premestruale fu poi introdotto nel 1960.

Fino al 1987 la medicina accademica non ha considerato questa situazione come una patologia che può causare  un vero e proprio disagio e che può necessitare di un intervento terapeutico, è stato soltanto in quell’anno che  la psichiatria ne prese atto intoducendola come categoria diagnostica  dotata di una sua nosografia (descrizione di sintomi e segni).

Nel 1987 la Sindrome premestruale è stata introdotta nella sezione dei “Disturbi Depressivi non Altrimenti Specificati” nel Manuale DSM.

Spesso anche le donne che non  presentano manifestazioni cliniche  marcate e severe possono comunque sperimentare difficoltà  evidenti nella loro vita quotidiana proprio nei giorni che precedono la comparsa del ciclo.

Esistono diversi sintomi in comune tra quelli lamentati nella PMS e i Disturbi Affettivi, ed esiste una prevalenza di Depressione Maggiore nelle donne  affette da  Disturbo Disforico della Tarda Fase Luteinica (LLPDD).

I SINTOMI DELLA PMS:

L’umore può essere depresso o francamente irritabile, associato ad ansia, labilità emotiva con pianto immotivato, cefalea, tensione mammaria con mastodinia, cioè dolore al seno, gonfiore e tensione addominale,  diarrea o stitichezza, malessere generale, stanchezza,  ritenzione idrica con  modificazioni significative del peso corporeo, modificazioni dell’appetito,  calo della libido, a volte nausea e vomito.

Alcune donne possono sperimentare soltanto uno o due sintomi in modo molto evidente mentre  altre   lamentano un numero maggiore di disagi ma con intensità meno marcata.

La comparsa della Sindrome Premestruale può avvenire in ogni momento dopo il menarca, anche se è più probabile intorno ai 25/30 anni. Il decorso tende ad essere ingravescente, nel senso che con il tempo i sintomi diventano  più marcati e possono durare per un periodo maggiore di tempo.

La eziologia (causa) della comparsa di questi sintomi è da attribuire alle modifiche del corretto equilibrio tra estrogeni e progesterone nella seconda fase del ciclo. E’ oramai accertata una funzione diretta di questi ormoni sul tono dell’umore, gli estrogeni tendono a migliorarlo mentre il progesterone è lievemente sedativo e depressogeno.

Si parla di un deficit relativo di Progesterone, condizione che riduce tra l’altro, la soglia alla sensibilità del dolore.

Gli studi segnalano inoltre alterazioni premestruali dei livelli di Serotonina, che  potrebbero spiegare il maggior bisogno di consumo di carboidrati in questo periodo  così come le alterazioni del transito intestinale, ricordiamo che l’intestino è ricco di recettori per la serotonina. Inoltre questo neurotrasmettitore  è coinvolto nella percezione del dolore, nella modulazione del tono dell’umore e del comportamento aggressivo.

Altre sostanze implicate nella comparsa della sindrome sono L’Acido Gamma Aminobutirrico (GABA), i cui livelli sono più bassi nelle donne affette dalla PMS; è  questo un amminoacido con una azione inibitoria a livello neuronale, fortemente correlato agli stati d’ansia e di tensione muscolare; per intenderci le benzodiazepine, cioè i farmaci sedativi,  potenziano l’azione del GABA.

La causa della Sindrome Premestruale,  però non è soltanto biologica,  la comparsa dei sintomi e soprattutto l’impatto emotivo di questi sulla donna è legata anche  a  fattori socioculturali e psicologici.

I vissuti emotivi  e gli atteggiamenti culturali tramandati a livello famigliare sono essenziali nel potenziare un atteggiamento negativo di alcune donne nei confronti del ciclo mestruale che può essere considerato  comunque un evento negativo e limitante. L’esperienza materna   del ciclo mestruale ( così come quelle della gravidanza, della maternità e della menopausa)  influisce notevolmente sull’approccio della figlia a tutte le questioni che riguardano la sfera sessuale e riproduttiva e a tutti i cambiamenti e ai possibili disagi ad essa connessi.

Non è raro nella pratica clinica incontrare donne che sono solite mettere in atto durante il ciclo    una serie di comportamenti evitanti e di limiti nella loro quotidianità come se si trovassero in uno stato in qualche modo patologico.

STRATEGIE PER RIDURRE I SINTOMI:

Seguire una dieta povera di zuccheri, privilegiando comunque quelli a basso Indice Glicemico, cioè quelli che determinano un aumento più graduale dei livelli di glicemia nel sangue ( più variazioni intense e improvvise di glicemia determinano più variazioni intense e improvvise del tono dell’umore).

Ridurre l’assunzione di cibi che contengono Glutammato di Sodio,  sale derivato dall’Acido Glutammico  ( attente ad esempio ai dadi da cucina ) che ha un’azione eccitatoria a livello cerebrale e ridurre tutte le bevande che possono avere la stessa azione, come il caffè (evitando le bibite che contengono caffeina e zucchero!!).

Ridurre tutti  gli alimenti ricchi di cloruro di sodio, cioè di sale.

L’apporto  di acqua deve essere adeguato, circa 30 ml per ogni kg di peso.

Incrementare l’assunzione di oligoelementi, quali lo Zinco, il Calcio e il Magnesio.

E’ utile, come oramai è noto in tutti i Disturbi dell’Umore,  l’apporto di  Acidi Grassi Polinsaturi, i famosi Omega 3/6/9, di derivazione alimentare o come supplementazione di integratori.

Svolgere esercizio fisico regolare che produce Endorfine, e altre sostanza endogene quali la Feniletilamina che  innalzano  la soglia al dolore e migliorano il tono dell’umore.

Naturalmente come tutte le regole di igiene di vita queste attenzioni non possono essere seguite soltanto nella fase che precede le mestruazioni ma devono essere tenute presenti durante tutto il mese.

QUALI TERAPIE PER STARE MEGLIO:

Tutte le regole e le strategie consigliate  vanno nella direzione di ridurre lo stato di infiammazione e acidosi metabolica dell’organismo.

Questo è il motivo per cui la Sindrome Premestruale tende a peggiorare nel tempo, in quanto inevitabilmente,  l’organismo  va incontro negli anni ad un processo graduale di intossicazione che tende a dis-regolare  i processi  infiammatori e ad aumentare lo stato di acidosi, condizioni ambedue che potenziano la comparsa dei sintomi.

Ed  è qui che la Medicina Omotossicologica può agire profondamente ed efficacemente  riducendo i sintomi correlati alla PMS,  modulando e riequilibrando i processi infiammatori e drenando e detossificando l’organismo e in particolare il tessuto connettivo,  che è ubiquitario nel nostro organismo ed è quindi localizzato anche a livello cerebrale.

La Medicina Omotossicologica e di Regolazione dispone di ormoni in concentrazione Low Dose  (Progesterone, Beta-estradiolo, Melatonina, Serotonina, Beta-endorfina ) e di Organoterapici  ( cioè derivati di organo che modulano la funzionalità  dell’organo bersaglio) come Ovarium Suis e  Corpus Luteum Suis in grado di regolare la bilancia tra estrogeni e progesterone in modo da ridurre la comparsa dei sintomi.

Molti altri prodotti omotossicologici possono poi agire direttamente, in maniera sintomatica su manifestazioni quali ad esempio l’ansia, la ritenzione idrica, i dolori e  la cefalea.

A seconda dei sintomi che  maggiormente disturbano la donna possono essere impostati  protocolli terapeutici che hanno dimostrato di esser decisamente efficaci nel ridurre l’intensità dei sintomi della Sindrome Premestruale.

La Terapia Omotossicologica può essere prescritta, almeno inizialmente, anche in associazione con le eventuali terapia allopatiche già assunte per questo disturbo dalla paziente, che solitamente sono la Pillola Estroprogestinica, Benzodiazepine e, a volte, gli  Antidepressivi Serotoninergici, che si sono dimostrati utili nella terapia dei casi più invalidanti.

CURIOSITA’:

L’accertamento della Sindrome Premestruale al momento dell’atto delittuoso viene riconosciuta dalla legislazione di alcuni paesi ( Inghilterra, Francia) come una condizione attenuante.

In alcune regioni italiane  le donne non potevano  aiutare nella preparazione di salse e marmellate, in occasione del ciclo.

La dott.ssa Cristina Selvi si occupa di Psichiatria, Psicoterapia, Omotossicologia, Ansia e Depressione a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.