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Articoli che trattano di: Sindrome del Colon Irritabile

Sindrome del Colon Irritabile

 
La Sindrome del Colon Irritabile o Colite Spastica è un disordine funzionale della motilità dell’intestino. Le cause di questa patologia non sono ancora del tutto note.

Si tratta tuttavia di una malattia ad eziologia multifattoriale, dove sono importanti fattori alimentari, fattori psichici e ormonali. Colpisce prevalentemente le donne e i sintomi si modificano talvolta con le diverse fasi del ciclo mestruale.

A volte i sintomi sono tanto disturbanti da causare al paziente un importante fonte di ansia e di limitazione della propria vita di relazione. In questa situazione clinica lo stress determina un netto peggioramento dei sintomi.

A causa della sua genesi multifattoriale è necessario impostare una terapia che preveda una dieta adeguata, modifiche dello stile di vita, intervento farmacologico e psicologico.

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Omotossicologia e Psichiatria

Omotossicologia.

Cos’è?

LOmotossicologia si è sviluppata nel secolo scorso, in Germania, per opera del medico tedesco Hans Heinrich Reckeweg, spinto dal desiderio di creare una sinergia e un collegamento tra l’Omeopatia e la Medicina Convenzionale.

L’evoluzione recente della Omotossicologia è la Medicina Fisiologica di Regolazione (PRM)  che rappresenta la più moderna integrazione tra medicina accademica e le cosiddette medicine non convenzionali.

Omotossicologia e  Medicina di Regolazione si fondano sulle attuali conoscenze nel campo della Biologia Molecolare, della Biochimica, della Biofisica, dell’Immunologia ed in particolare della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia.

Rappresentano quindi il passaggio dell’approccio omeopatico verso la rigorosità scientifica.

>> Scarica l’infografica “Omotossicologia in Psichiatria” in formato pdf

I farmaci omotossicologici

In PMR e in Omotossicologia si utilizzano farmaci sia a diluizioni omeopatiche che a diluizioni ponderali, questi ultimi vengono formulati secondo i principi della terapia Low Doses ( cioè a Basso Dosaggio ) e attraverso processi di dinamizzazione cinetica i quali rendono la molecola attiva farmacologicamente anche a bassi dosaggi; ciò permette di modulare e ridurre drasticamente la comparsa di effetti collaterali e il sovraccarico degli organi deputati al metabolismo dei farmaci (fegato e rene).

L’interpretazione della malattia

Secondo La Medicina di Regolazione la malattia è interpretata come la risposta e la lotta dell’organismo a qualsiasi “tossina”.

Il suo bersaglio è l’eliminazione del sovraccarico di tossine che hanno superato la soglia di allarme, soprattutto attraverso la correzione e la stimolazione dei meccanismi fisiologici atti a mantenere il corretto funzionamento delle difese dell’organismo. Esso è infatti costantemente esposto ad un’enorme quantità di tossine esogene (batteri, virus, tossine alimentari, metalli pesanti, fattori di inquinamento ambientale, cataboliti di farmaci di sintesi, stress emotivi, ecc.) ed endogene ( prodotti intermedi dei diversi metabolismi, cataboliti finali, ecc. ).

La terapia ha lo scopo di riportare l’organismo nella condizione di reagire all’agente patogeno senza sviluppare sintomi, potenziando i meccanismi difensivi, le funzioni cellulari e l’attività degli organi emuntori.

PMR e Psichiatria

In ambito psichiatrico Omotossicologia e Medicina di Regolazione trovano applicazione in diverse situazioni cliniche.

Una attenta diagnosi deve innanzitutto essere posta per riconoscere correttamente ed inquadrare la patologia presentata dal paziente. Vanno differenziate quindi le situazioni che necessitano una terapia antidepressiva o di controllo dell’ansia con farmaci classici dalle situazioni nelle quali la terapia secondo il Paradigma Omotossicologico può risultare utile e risolutiva; sempre con l’attenzione ad un corretto inquadramento personale che permetta anche di valutare la eventuale necessità di un supporto o di una terapia di tipo psicologico.

Sono oramai numerose le evidenze che correlano la comparsa di disturbi e sintomi quali ansia, insonnia, “esaurimento psicofisico”, “stanchezza cronica”, Sindrome Premestruale a cause che solo di recente sono state riconosciute come momenti patogeni di primaria importanza e che potrebbero sembrare assolutamente poco correlate alla comparsa di sintomi psichiatrici: tra questi la disbiosi intestinale, gli stati di candidosi e le intolleranze alimentari.

Basti pensare che l’80% del neurotrasmettitore serotonina viene prodotta a livello intestinale e che la moderna psichiatria utilizza normalmente farmaci Serotoninergici (cioè che aumentano la disponibilità del neurotrasmettitore serotonina nello spazio intersinaptico) per trattare disturbi d’ansia e disturbi dell’umore.

Inoltre, La Medicina di Regolazione è molto efficace nelle situazioni di cronica attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene legate a condizioni di stress prolungato, attraverso terapie che supportano l’organismo e le reazioni biochimiche mitocondriali deputate alla produzione di energia, supportando e stimolando tutte le funzioni che vengono attivate cronicamente e quindi stressate in condizioni di sovraccarico psico-fisico prolungato.

L’obiettivo è quello di evitare che l’esaurimento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene porti alla comparsa di sintomi che possono mimare e successivamente evolvere in una Sindrome Depressiva.

Possono inoltre essere comprese ed affrontate con la PMR alcune di quelle situazioni cliniche che vengono classificate nelle cosiddette Patologie Psicosomatiche, quali situazioni caratterizzate da  dolore cronico senza correlati fisici, disturbi cronici a livello gastrointestinale, ipertensione, situazioni di stanchezza cronica (Sikness Sindrome), nonché la sintomatologia psichica e neurovegetativa legata alla Menopausa, tutte condizioni che spesso, dopo numerosi approcci e trattamenti, approdano allo studio psichiatrico e vengono trattate con farmaci antidepressivi.

Appartengono a queste situazioni anche quelle classificate come M.U.S. (Medical Unexpleined Syntoms), e cioè quadri sintomatologici caratterizzati da sintomi vaghi ed aspecifici che spesso sono legati a disregolazioni del Sistema Neurovegetativo: affaticabilità, irritabilità, dolori diffusi, alterazioni del ciclo sonno-veglia, stipsi o diarrea cronica, eccessiva sensibilità al freddo, sensazioni di sbandamento, cefalea, ansia, alterazioni tono dell’umore, che però ancora non si strutturano in una vera e propria Sindrome Depressiva.

L’impiego di farmaci Omotossicologici è inoltre di grande efficacia nella fase in cui il medico decide di ridurre gradualmente e poi sospendere la terapia psichiatrica allopatica, allo scopo di stimolare le difese dell’organismo per evitare la ricomparsa di sintomi.

 Concetti di base

In Medicina Fisiologica di Regolazione uno dei concetti principali e il primo momento terapeutico è il Drenaggio della Matrice, cioè del tessuto connettivale ubiquitariamente presente nel nostro organismo, che svolge funzioni di vitale importanza per ciò che riguarda la regolazione di numerosissime funzioni da cui dipende il mantenimento dello stato di salute.

Una matrice non drenata porterà ad una sofferenza del metabolismo cellulare e quindi alla comparsa di malattie di funzione d’organo fino ad una sofferenza cellulare dell’organo stesso.

Perciò la Riattivazione degli Organi Emuntori (polmone, cute, rene, fegato, intestino) e il drenaggio della Matrice Intercellulare sono due cardini portanti della PMR e hanno la finalità di migliorare i processi di regolazione e di difesa, stimolando la capacità del soggetto di ripristinare e mantenere lo stato di salute.

Un altro concetto cardine è quello della Regolazione dell’Equilibrio Acido–Base e la correzione dell’acidosi tissutale, condizione che può anch’essa facilitare l’insorgenza di sintomi legati alla disregolazione del Sistema Nervoso Neurovegetativo.

In conclusione

La terapia Omotossicologica e la Medicina di Regolazione non agiscono sopprimendo il sintomo, ma si propongono come terapie di profonda disintossicazione e stimolazione dei fisiologici meccanismi metabolici e di difesa; questo grazie all’utilizzo sia di farmaci derivanti dall’omeopatia classica, che da acquisizioni farmacologiche più recenti: derivati d’organo, catalizzatori della respirazione cellulare, chinoni, vitamine omeopatizzate, citochine omeopatizzate, farmaci allopatici in diluizione omeopatica e altri prodotti dalla moderna ricerca farmacologica di settore.

Una corretta integrazione, là dove sia possibile, tra farmacologia classica e farmacologia Omotossicologica porta spesso a risultati migliori e più duraturi rispetto all’utilizzo di un solo paradigma di cura. 

 La dott.ssa Cristina Selvi si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Omotossicologia a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

 

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Gastrite spastica e Colon irritabile: un approccio integrato

Gastrite Spastica e Colon Irritabile: un approccio integrato

Partendo dalla convinzione, peraltro oramai validata scientificamente, che la psiche influenzi e interagisca con le funzioni del corpo, tutti concordiamo sul fatto che alcune patologie a carico dello stomaco e dell’intestino possono essere legate a situazioni di stress emotivo, a conflitti psicologici più o meno noti al paziente e a situazioni di Ansia o Depressione.

Un recente studio condotto in Scandinavia, su un campione molto ampio di ben 65.000 persone, ha confermato che i pazienti affetti da disturbi d’ansia, associati o meno a depressione, hanno una probabilità di sviluppare gastrite spastica da 1.5 a 3.2 volte più elevata rispetto ai soggetti sani.

Per questo motivo all’attenzione dello psicologo e dello psichiatra spesso si rivolgono, o sono inviati da colleghi, pazienti che soffrono delle cosiddette patologie funzionali, cioè un disturbo della funzione di un organo senza che vi sia un’alterazione della sua struttura anatomica.

La richiesta di un aiuto specialistico di questo tipo, il più delle volte, avviene dopo un periodo caratterizzato da tentativi di risolvere i sintomi agendo direttamente sull’organo disturbato. A volte si ottengono risultati soddisfacenti con riduzione dei sintomi e del disagio ad essi connesso. Spesso infatti questi disturbi, sebbene non gravi o pericolosi, interferiscono in modo marcato con la qualità della vita del paziente, creando, ad esempio, problemi rispetto all’allontanarsi dalla propria casa o ad alimentarsi in viaggio o al lavoro o in cene conviviali.

Altre volte invece lo squilibrio psicologico di fondo è tale da impedire la risoluzione della sintomatologia.

E’ molto frequente che i pazienti affetti da un Disturbo d’Ansia riferiscano problemi digestivi di vario tipo tra cui il reflusso gastroesofageo, la gastrite, la sensazione di bolla gastrica, aerofagia, digestioni lunghe e laboriose, eruttazioni, nausea o ripienezza post-prandiale, dolori epigastrici e inappetenza, stitichezza o colite, associati al timore di assumere alcuni alimenti.

Qualche volta l’enfasi emotiva su questi disturbi e sulla loro correlazione all’alimentazione è tale da configurare essa stessa un Disturbo d’Ansia che influisce in modo rilevante con la gioia e la libertà del paziente di godere del cibo e del momento del pasto.

La presunzione che vi sia una genesi psicologica di un disturbo somatico deve comunque sempre conseguire ad accertamenti precisi che permettano l’esclusione di un problema organico.

La farmacologia classica possiede farmaci molto utili nelle patologie funzionali dell’apparato gastroenterico ed essi possono essere associati anche ad una terapia che miri a risolvere il quadro psichico che le determina o le aggrava.

Esistono molecole con attività antispastica, che agiscono cioè sulla motilità di questi organi, inibendola e modulandola quando è eccessiva o che la stimolano quando è carente. Esistono farmaci che controllano la produzione di acido cloridrico a livello gastrico e farmaci che fungono da protettori della mucosa dello stomaco irritata; lo specialista gastroenterologo ha, in effetti, a sua disposizione tutta una serie di farmaci che possono aiutare a modulare la funzionalità dell’apparato gastroenterico, riducendo la sintomatologia che disturba il paziente.

A mio parere, e secondo il principio di un’attenzione alla persona e all’organismo come un insieme fatto di parti che interagiscono fra loro, è buona pratica medica non limitarsi al controllo dei sintomi, risultato peraltro molto utile per la qualità di vita del paziente ma occuparsi anche dell’aspetto psichico o psicologico che può essere alla base del problema.

Lo psichiatra quindi dovrebbe lavorare in accordo con il collega gastroenterologo, valutando la struttura della personalità del paziente, la sua attuale situazione di vita, soprattutto per ciò che concerne la sua vita affettiva e relazionale, in famiglia così come al lavoro, approfondendo l’esistenza di possibili motivazioni e conflitti che possano essere con-causa della sintomatologia.

Insieme a queste valutazioni lo psichiatra deve conoscere la qualità e l’entità dei sintomi, sia psichici che fisici, in modo da valutare l’indicazione a una terapia farmacologica o psicologica o, il più delle volte, l’associazione dei due approcci.

Anche la farmacopea psichiatrica possiede diversi farmaci che possono aiutare in questi casi, come gli ansiolitici, alcuni di questi vengono anche formulati in associazione con molecole che riducono la motilità intestinale e la secrezione gastrica e gli antidepressivi, i quali risolvono il quadro d’ansia o depressivo sottostante al disturbo gastrointestinale.

La terapia psicologica è invece necessaria in tutti quei pazienti nei quali il medico riconosca una struttura di personalità caratterizzata da tratti poco flessibili e che portano il paziente ad affrontare le difficoltà e i problemi relazionali, o di qualsiasi altro genere, mettendo in atto comportamenti e soluzioni che risultano inefficaci quando addirittura non dannose.

Nella modulazione dell’ipereccitabilità del sistema neurovegetativo, legata a fattori psicologici, che è implicata nella comparsa di disturbi come la Sindrome del Colon Irritabile o il Reflusso gastroesofageo, sono particolarmente utili i rimedi della Medicina Omotossicologica.

Senza entrare nel dettaglio è importante sapere che esistono preparati che agiscono sull’ansia, sull’eccitabilità e sulla motilità dell’intestino e dello stomaco, utili per risolvere gli spasmi dolorosi, farmaci che controllano le scariche diarroiche o stimolano la peristalsi nel caso di forme ad impronta stitica.

Non tralascio, anche in questa sede, di ricordare che, se vogliamo aderire ad una concezione del benessere e della salute, che sia frutto di una visione dell’uomo come di un sistema in equilibrio e che scambia importanti informazioni con l’ambiente nel quale vive, dobbiamo porre una attenzione costante e una adeguata consapevolezza sull’importanza di altri semplici fattori che concorrono al raggiungimento dello stato di salute.

Quindi, ancora una volta pongo l’enfasi sullo stile di vita inteso come qualità e quantità di alimentazione e di moto e il rispetto del ciclo sonno-veglia, in modo che che rispondano alle necessità e alle esigenze individuali.

Peraltro, le stesse regole valgono per un approccio di cura integrato dell’ansia e della depressione, che tra le diverse cause, riconoscono anche la loro origine in uno stile di vita poco attento a norme basilari e piuttosto intuitive di rispetto della propria persona intesa sia come corpo fisico che come mente.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra e Psicoterapeuta, si occupa di Psichiatria, Psicoterapia, Omotossicologia, Sindrome del Colon Irritabile a Milano e Gastrite Spastica presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

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Stiamo Bene Naturalmente!!

Omotossicologia a Milano.

LO STUDIO di PSICHIATRIA INTEGRATA PARTECIPA ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE DI MEDICINA OMEOPATICA 2102.

Oltre 11 milioni di cittadini si rivolgono al proprio medico per migliorare il proprio standard di salute mediante farmaci di origine biologica e terapie naturali. In occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica, AIOT (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia) grazie al sostegno di GUNA , leader italiano della medicina complementare, promuove l’iniziativa “Stiamo bene… naturalmente!”.

Negli ultimi anni la medicina omeopatica sta prendendo sempre più piede anche se sono ancora in pochi a conoscerla, o meglio, a crederci fino in fondo. I risultati sono però così evidenti, che un numero sempre maggiore di persone sceglie questo tipo di medicina alternativa.

Lunedì 16 Aprile  è la  Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica 2012, è possibile fissare un appuntamento per  una visita gratuita.  Contattare la dott.ssa Cristina Selvi che si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Omotossicologia a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata, al numero 340.1075744 o attraverso i recapiti della sezione Contatti del sito.