Quando l’ansia è un’ossessione

Esiste un pregiudizio diffuso secondo il quale se una persona è abituata a pianificare meticolosamente i suoi impegni, preoccupata di avere le mani sempre ben pulite o ad organizzare il week end fino all’ultimo dettaglio, potrebbe soffrire di un Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Le azioni che spesso vengono comunemente associate al Disturbo Ossessivo-Compulsivo, quali il lavaggio reiterato delle mani o controllare più volte la chiusura  delle porte o del gas, possono anche essere manifestazioni di lievi tendenze ossessive che molte persone manifestano come abitudine ma che non devono essere considerate patologiche.

Il disturbo ossessivo-compulsivo

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è invece una patologia psichiatrica grave, spesso non riconosciuta o sottovalutata dalla società, dai pazienti stessi, inconsapevoli di avere un problema e anche, talvolta, da alcuni medici. Fra i Disturbi d’Ansia è forse il più debilitante e complesso per ciò che concerne la gestione terapeutica.

Come suggerisce il nome, i sintomi nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo sono di due tipi: i pensieri intrusivi sotto forma di immagini create mentalmente, parole ripetute, numeri, filastrocche, pensieri su cose da fare o timori fobici, conosciuti come ossessioni, e i comportamenti compulsivi che sono messi in atto per controllare l’ansia che queste ossessioni causano nei malati. Esistono soggetti con una personalità incline al controllo ossessivo ma Il vero DOC è raro, e può essere molto debilitante: in questo caso manca completamente il controllo sui propri pensieri ossessivi e sulle compulsioni, a volte addirittura manca anche la consapevolezza della malattia e ciò  può interferire con il lavoro, la scuola o la vita sociale, fino al causare una grave compromissione del funzionamento socio-lavorativo e un profondo malessere soggettivo.

L’interferenza sul funzionamento psico-sociale, sulla qualità di vita e con le normali attività è infatti un criterio diagnostico che discrimina coloro che sono affetti da Disturbo Ossessivo-Compulsivo da tutti coloro che potrebbero solamente essere un po’ più meticolosi o maniaci con l’igiene o l’ordine. Nonostante l’ossessione dell’igiene, la paura di contaminazione e quindi il lavaggio ripetuto delle mani sia il sintomo più comune del Disturbo Ossessivo-Compulsivo, le manifestazioni sintomatologiche possono assumere le forme più disparate.

Le ossessioni possono manifestarsi spesso come timori di nuocere agli altri o a sé stessi con azioni incontrollate o preoccupazioni su schemi precisi di comportamento, moralità o sull’identità sessuale. Le compulsioni possono manifestarsi come la necessità di controllare meticolosamente l’igiene personale, a volte anche riversata sui famigliari, spesso purtroppo sui figli che non possono riconoscere l’irrazionalità della preoccupazione del genitore. Altri pazienti hanno l’assoluta necessità di disporre meticolosamente gli oggetti, di controllare più e più volte la corretta chiusura di porte, finestre o gas, o ancora di spostarsi seguendo pattern prestabiliti, magari non calpestando mai i bordi delle piastrelle. Molte persone che soffrono di Disturbo Ossessivo-Compulsivo capiscono  la relazione tra le loro ossessioni e le compulsioni, non poter evitare comportamenti compulsivi quando si è però perfettamente consapevoli dell’irrazionalità delle proprie ossessioni rende questa patologia una condizione profondamente invalidante sul piano emotivo, genera stress e a volte può complicarsi con aspetti depressivi.
Le persone affette da Disturbo Ossessivo-Compulsivo possono addirittura arrivare a “sentirsi pazze” a causa dell’ansia che percepiscono e che sanno essere basata su pensieri irrazionali e a causa dell’impossibilità di controllare le proprie compulsioni.

Quale è la causa del disturbo ossessivo-compulsivo?

Purtroppo, ancora non è completamente chiaro. Abbiamo però degli indizi importanti: il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è considerata una patologia che origina su basi neurobiologiche e i ricercatori hanno identificato le aree principali del cervello che potrebbero essere implicate in questi pattern comportamentali alterati: la corteccia orbitofrontale (responsabile del comportamento sociale e della pianificazione cognitiva ), il nucleo caudato (coinvolto nella regolazione dei movimenti volontari) e il giro del cingolo (area responsabile del controllo emotivo e delle risposte emotive ad eventi esterni).

Che vi sia una base neurobiologica nel DOC è anche segnalato dalla frequente presenza di famigliari malati nella stessa famiglia. E’ anche vero che l’ansia e le sue manifestazioni sotto forma di tendenza al pensiero ossessivo e a comportamenti ripetitivi e maniacali, è anche una modalità che impatta fortemente sui figli di madri o di padri affetti da questo problema, se non curati. I bambini crescendo sono fortemente influenzati e possono modellare i propri schemi mentali, cognitivi e di comportamento a quelli del genitore malato che si è preso cura di loro. Quindi, anche in questo caso possiamo sostenere che la genesi è di tipo bio-psico-sociale ed è per questo che il trattamento corretto di un paziente affetto da Doc deve integrare sempre la cura farmacologica alla psicoterapia.

Curare il disturbo ossessivo-compulsivo

Anche il DOC, come gli altri Disturbi d’Ansia, sembra essere associato a bassi livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che permette la comunicazione tra varie parti del cervello e regola processi vitali quali umore, aggressività, controllo degli impulsi, sonno, appetito, temperatura corporea e dolore.

La cura per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo si basa sull’utilizzo di farmaci serotoninergici, che aumentano quindi la quantità di serotonina a livello cerebrale.  In associazione al farmaco va sempre consigliata la psicoterapia. L’approccio cognitivo-comportamentale gradualmente desensibilizza il paziente dall’ansia causata dalle proprie ossessioni e lo aiuta nella gestione dell’impulso ad agire le compulsioni. In alcuni casi può essere preferibile consigliare al paziente una psicoterapia psicodinamica che si basa su presupposti teorici e tecnici differenti rispetto alle terapie cognitivo-comportamentali.

La scelta del migliore approccio deve essere personalizzata e può avvenire soltanto dopo che il medico ha incontrato e visitato il paziente attraverso un colloquio clinico e ha approfondito la conoscenza della sua situazione attuale e le sua storia di vita personale e famigliare.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Ossessioni e Disturbo Ossessivo Compulsivo a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

 

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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