La mente vagante, creatività e ansia

Le neuroscienze stanno facendo scoperte sempre più importanti ed interessanti per quanto riguarda il funzionamento del nostro organo più nobile e segreto: il cervello.

Stanno cercando di approfondire e di spiegare cosa è realmente la mente, come funziona e come influenza la nostra vita o, viceversa, come noi possiamo influenzala e dirigerla verso una modalità che potenzi il nostro senso di benessere. A volte sembra che la mente abbia una vita propria, fatta di pensieri, desideri, ricordi e una varietà di emozioni che si generano in modo automatico e involontario.

Spesso, infatti, la mente ci porta là dove vuole, senza che noi possiamo agire alcun controllo sui suoi contenuti, sui pensieri e le emozioni. Allo stesso modo, il più delle volte, gli esseri umani reagiscono a questi pensieri ed emozioni con comportamenti che sono spesso influenzati dalle nostre sovrastrutture cognitive e precedenti esperienze affettive, comportamenti spesso rigidi, ripetitivi e poco efficaci all’ottenimento della serenità.

Mind Wandering: la mente vagante

Esiste una modalità di funzionamento della mente che viene chiamata Mind Wandering e potrebbe essere tradotta come La mente vagante.

Questa è il frutto dell’attivazione di circuiti specifici di neuroni ed è uno stato molto frequente in tutti noi, spesso inconsapevole, altre volte più presente alla nostra coscienza.

Durante lo stato di mind wandering, appunto, la mente vagabonda, salta da un contenuto all’altro, i pensieri si affacciano alla mente come se ciò non fosse sotto il dominio della nostra volontà, si affollano e a volte ci sommergono, generando ansia e malessere. Sicuramente durante lo stato di mind wandering non possiamo essere pienamente consapevoli della situazione presente che stiamo vivendo né degli stati interni che essa ci provoca.

Come ho detto precedentemente lo stato di mind wandering avviene il più delle volte senza alcuna consapevolezza, è spesso una condizione non riconosciuta, a meno che non si impari ad accorgersi del vagare incessante della mente attraverso l’utilizzo di pratiche che riducono questo fenomeno e aiutano la mente a rimanere concentrata.

La capacità della mente di vagabondare alla ricerca di associazioni e pensieri ha anche aspetti positivi. Ad esempio, la creatività e le intuizioni, si generano proprio grazie alla facoltà della mente umana di “saltare di ramo in ramo” alla ricerca di soluzioni diverse e più efficaci. Questo stato ci permette quindi di riflettere, ragionare, ipotizzare le diverse possibili soluzioni, pianificare, avere intuizioni e pensieri creativi. L’eccesso inconsapevole di questo fenomeno può però risultare dannoso ai fini della nostra tranquillità, nonchè inutilmente dispendioso.

Un eccesso di mind wandering non è soltanto svantaggioso ma è anche correlato con stati mentali negativi, come pessimismo e ansia. Viceversa, stati negativi dell’umore potenziano il mind wandering dando via ad un circolo vizioso che molti di noi conoscono ma rispetto al quale oggi possediamo alcune armi efficaci.

Mind Wandering e psicoterapia

Nella pratica clinica, ad esempio durante le sedute di psicoterapia, è frequentissimo osservare questo fenomeno che interferisce con la nostra consapevolezza di ciò che siamo nel qui e ora della nostra vita e crea un ciclo continuo di pensieri e di emozioni spesso inutili e dolorose che si oppongono al nostro cambiamento e alla nostra evoluzione.

Per questo motivo gli studi e le ricerche nel campo della psicologia, della psichiatria e delle neuroscienze sono oggigiorno molto attenti alle cosiddette pratiche meditative, riconoscendo a queste un ruolo importante nella cura di alcune situazioni di sofferenza emotiva ed anche fisica.

Ridurre il mind wandering con la meditazione

La meditazione in questo contesto è intesa come una pratica che favorisce la possibilità che mente rimanga concentrata su uno specifico stimolo. Ogni cosa può essere oggetto di meditazione, cioè di attenzione focalizzata: una parte del corpo, un rumore, uno stimolo qualunque rilevato con i nostri sensi, pensieri e stati d’animo. Inizialmente si usa come stimolo qualcosa di facilmente percepibile come ad esempio il fluire del respiro.

Molte tradizioni filosofiche e religiose sanno da secoli che imparare a vivere nel momento presente aiuta a sviluppare emozioni positive e di serenità. Esistono pratiche differenti, laiche e religiose, che portano tutte, come risultato finale, a ridurre il mind wandering e placare la mente, sviluppando anche la capacità di essere in contatto con il momento presente, con la realtà in tutti i suoi risvolti sia positivi che negativi.

La meditazione favorisce la capacità di rimanere in contatto con ciò che non vorremmo riducendo nel tempo la nostra sofferenza e la reattività.

Circuiti neuronali particolari si attivano quando svolgiamo compiti che richiedono di focalizzare e concentrare la mente e quando concentriamo volontariamente la nostra attenzione su uno specifico stimolo.

La meditazione focalizzata permette di contrastare il rimuginio della mente e ciò non soltanto nel momento in cui si pratica la meditazione, cosa logicamente intuibile ma anche in tutti gli altri momenti della giornata in cui la meditazione non viene praticata.

Mindfullness

Viene definita MINDFULLNESS, la pienezza della mente, la consapevolezza che emerge se prestiamo attenzione in modo intenzionale al momento presente, così come è, possibilmente in modo non giudicante.

Questa definizione si deve al medico Jon Kabat Zinn, colui che per primo ha studiato ed applicato a livello terapeutico le pratiche di concentrazione della attenzione.

Ad un certo punto, gradualmente la Mindfulness diventa una modalità di vivere, diventa spontanea, si affaccia con maggiore frequenza nelle nostre vite migliorando il nostro umore, il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e con le inevitabili ostacoli e sofferenze insite nella vita stessa.

Ci aiuta a stare nel presente, riducendo la nostra naturale reattività al mondo, l’attaccamento ossessivo a ciò che desideriamo o il rifiuto di ciò che non vogliamo. Crea uno stato di pace interiore che è di notevole aiuto e permette di fare scelte consapevoli e non reattive.

La capacità di sviluppare mindfulness, contrariamente al mind wandering, migliora la flessibilità psicologica e facilita i processi di disidentificazione dai propri contenuti mentali, che non devono essere negati ma osservati in modo consapevole per favorirne la graduale riduzione di intensità.

Una notevole mole di studi scientifici ha dimostrato inequivocabilmente gli effetti benefici della meditazione sul benessere psicologico ed emotivo e quindi anche sulla salute fisica, se pensiamo a tutti i sintomi somatici che possono scaturire da uno stato di stress emotivo cronicamente protratto (coliti, gastriti, patologie cutanee, disturbi funzionali cardiaci, ipertensione e tanti altri).

Molti studi inoltre riconoscono alla meditazione, sempre se praticata in modo regolare, il potere di potenziare il sistema immunitario e di ridurre i processi involutivi a livello della corteccia cerebrale.

La meditazione per la cura dei disturbi d’ansia e del dolore cronico

Oggi la meditazione viene utilizzata sia nella prevenzione delle ricadute depressive che nella cura di Disturbi d’Ansia, inoltre, in alcuni ospedali, per il trattamento del dolore cronico.

È da tempo proposta a livello preventivo nei paesi anglosassoni, recentemente anche in Italia, in alcune scuole, negli studi professionali e nelle aziende, in quanto, favorendo il benessere personale, migliora la capacità di apprendere, memorizzare e di essere efficaci nello svolgimento del proprio lavoro.

Per il suo potere nel migliorare la gestione delle emozioni e i conseguenti comportamenti reattivi, fa parte del programma riabilitativo in molte Comunità Terapeutiche e in diversi Istituti Penitenziari.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Mindfullness a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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