Depressione e Natale. Che strano connubio!

Chi lo ha detto che il natale sia per tutti un lieto evento? Per alcune persone le feste possono suscitare vissuti depressivi e ansiosi, specie il natale. E’ stato riscontrato statisticamente come durante il periodo natalizio aumentino le richieste di aiuto psicologico poiché, per le persone già sofferenti, si acuiscono i pensieri depressivi e ansiosi. Questa statistica merita attenzione e le dovute considerazioni. Non sempre l’aria di festa, di allegria e di famiglia viene vissuta con spirito gioioso e, spesso, le persone si trovano a fare i conti con sensazioni interiori di tristezza e solitudine, di ansia e senso di soffocamento. Tali sono le risposte emotive ad un clima di forzata ed imposta felicità.

Se si facesse una piccola statistica degli argomenti che i pazienti portano in psicoterapia le settimane che precedono le feste di natale risalterebbe in modo significativo la prevalenza di una miscellanea di emozioni che spaziano dalla depressione all’ansia. Sentimenti di malinconia, sensazione di abbandono e di solitudine, ansia, panico, disagio sociale, senso di inadeguatezza sono i principali vissuti che talune persone possono provare in previsione di e durante questo periodo. Chi vive stati d’animo depressivi e ansiosi non sempre ne riconosce il motivo e, spesso, non se ne capacita poiché, come vuole la logica, ci si aspetterebbe un adeguamento automatico all’atmosfera spensierata circostante. Non riconoscendone la motivazione, si fatica anche ad ammettere a sé stessi che possa esserci una correlazione tra il proprio disagio e la festività.

E’ così strano provare sentimenti negativi di fronte ad un evento gioioso, perché succede?

Nella cultura occidentale, il natale assume il significato della festa della famiglia poiché, secondo tradizione, ci si riunisce insieme ai propri congiunti ritrovando e fortificando il senso di unione ed affetto. Per le persone che si trovano ad affrontare una situazione particolarmente difficile come coloro che hanno subito una perdita dei legami familiari, per gli emarginati, per chi vive una separazione matrimoniale e chi una lontananza fisica o affettiva, oppure ancora per coloro che si trovano nella situazione di famiglia allargata in cui, talvolta, viene a mancare il senso di intimità e di raccoglimento, il vissuto di solitudine può rendere maggiormente evidente una condizione di disagio psichico.

Se di base è già presente una lieve depressione dovuta ad una particolare situazione che si sta vivendo, questa potrebbe diventare più acuta proprio nel momento in cui ci si trova a contatto con il natale, ricorrenza che ci viene trasmessa come la festa in cui devono obbligatoriamente trionfare la famiglia, gli affetti e l’unione.

Ciò ci fa rendere conto di quanto noi tendiamo a subire i significati proposti dalla cultura in cui siamo inseriti senza poterci permettere una nostra personale elaborazione.

In merito al ‘subire’ il significato imposto dall’esterno, ricordo ancora una paziente proprio all’ultima seduta prima del natale. Arrivò stanca e nervosa. Mi disse di aver appena finito di addobbare la sua casa ma di aver fatto molta fatica. Si era imposta di farlo nonostante non ne avesse voglia. Mi confidò che negli ultimi anni non aveva più sentito il desiderio di ornare la casa. Sentiva il natale come una forzatura, quasi dovesse obbligarsi ad interpretare uno stato d’animo di felicità quando, invece, avvertiva dentro di sé un gran vuoto. L’avanzare dell’età, la perdita degli affetti più cari, il ricordo dei natali passati con la sua famiglia le mettevano una grande malinconia ma non poteva darlo a vedere, forse nemmeno a sé stessa prima di quel momento. Il suo disagio non sarebbe stato in linea con l’atmosfera natalizia e nemmeno con le aspettative di suo marito e delle persone con cui era a contatto. Il nervosismo e la stanchezza che provava ben si poterono spiegare come reazioni derivanti dalla difficoltà di vivere liberamente il suo vuoto e la sua malinconia. Non si era mai data il tempo di accorgersi cosa le suscitasse il natale perché era troppo presa ad interpretare una parte.

E’ importantissimo cogliere le proprie emozioni. Darsi il tempo per capire e riflettere senza mai sottovalutare il disagio che si prova, chiedere aiuto ad uno specialista che con le sue competenze permette di entrare maggiormente a contatto con sé stessi significa darsi una grande opportunità: significa potersi liberare di certi stati d’animo sgradevoli e opprimenti per poter ridimensionare o eliminare certi vissuti di depressione e angoscia e per poter vivere meglio e più liberamente, anche il natale!

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta, si occupa di Depressione a Milano collaborando con la dott.ssa Cristina Selvi, Psichiatra, Psicoterapeuta e Omotossicologa presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

dott.ssa Alessia Giulia Santoro

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La dott.ssa Alessia Giulia Santoro è una Psicologa Psicoterapeuta che esercita la sua attività presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. Collabora presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6, Milano. | Contatta la dott.ssa Alessia Giulia Santoro |
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