Intestino e depressione

In considerazione dell’importante aumento dei casi di Depressione nel mondo occidentale, questa patologia è oramai una delle maggiori cause di malessere nonchè un onere sociale importante, diventa quindi indispensabile capirne sempre meglio le cause multifattoriali e studiare nuove forme di prevenzione e supporto alla cura farmacologica.  La Depressione sarà, infatti, la malattia di maggiore impatto sociale ed economico nei futuri anni, come segnalato dalle indagini statistiche dell’OMS.

Innumerevoli studi stanno cercando di valutare, in modo sempre più approfondito e scientificamente provato, quali possano essere nuovi obiettivi per la prevenzione e per la cura di questa malattia. Tra i tanti trovano ampio consenso quelli riguardanti le connessioni tra lo stato di salute dell’intestino e la composizione della flora batterica intestinale con i Disturbi dell’Umore e quelli del Comportamento.

Che cosa è il microbioma

Per microbioma s’intende l’insieme di microrganismi che si trovano nell’apparato digerente dell’uomo, dalla bocca all’ano,  comunemente  noto come flora batterica. Lo stato del microbioma è sicuramente connesso a molte importanti patologie fisiche ma una vasta letteratura di studi suggerisce un’associazione anche tra Depressione, disturbi del comportamento e benessere dell’intestino. E’ un campo di studio relativamente emergente che dovrà svilupparsi con dati più certi negli anni a venire, ma le cui evidenze vanno già da ora prese in seria considerazione ed applicate per potenziare la risposta ai farmaci e la naturale propensione di un organismo ad auto-guarire, soprattutto nelle depressioni con sintomi di lieve e media entità. Tutto ciò va considerato e inteso nella sua giusta misura, non rappresenta la panacea contro la Depressione, è certo però che una corretta attenzione a ciò di cui ci nutriamo va associata ai diversi interventi che dovrebbero essere integrati e consigliati quando un paziente si presenta con uno stato depressivo, il quale si manifesta con suoi sintomi debilitanti sull’intero sistema mente-corpo. E’ un campo di ricerca ancora in divenire, che si completerà e chiarificherà negli anni futuri. Connessioni dirette e inequivocabili tra Depressione e stile di vita, alimentazione compresa, sono peraltro già state comprovate nei pazienti obesi o affetti da sindrome metabolica, i quali sono più esposti al rischio di sviluppare Depressione.

Il nostro intestino è un organo molto sviluppato, al suo interno è presente un numero eccezionale di microorganismi, stimati intorno ai 100 trilioni, un enorme organo virtuale composto da queste cellule che svolgono ruoli differenti ed essenziali per la nostra salute. Le colonie batteriche presenti all’interno dell’intestino sono note  per svolgere funzioni di primaria importanza, ad esempio per lo sviluppo e il buon funzionamento del sistema immunitario, per regolare la motilità dell’intestino e proteggere la funzione di barriera della mucosa. Le caratteristiche del microbioma iniziano a determinarsi dopo la nascita e dipendono dal tipo di allattamento nell’infanzia e poi dalla dieta, da eventuali terapie assunte, specialmente antibiotiche, dalla genetica ed anche da dove viviamo, cioè dai microorganismi che introduciamo con gli alimenti. Esiste un’associazione tra una dieta sana e la minore possibilità di sviluppare anche malattie come la Depressione oltre ad altre forme patologiche dove il legame può sembrare più intuitivo. Una dieta equilibrata e sana rallenta l’invecchiamento cerebrale che genera i deficit cognitivi, dell’attenzione e della memoria.

Il possibile ruolo dell’intestino nelle malattie sistemiche

I primi dati che correlano il ruolo dell’intestino con malattie sistemiche risalgono al 1800, ora questo campo di studio è in rapida espansione. Oggi si sa che eventi stressanti perinatali, o durante la gestazione, possono modificare la flora batterica rendendo il bambino più vulnerabile immunologicamente e con un sistema di gestione dello stress più facilmente incline ad attivarsi in modo eccessivo.

Un eccesso di prescrizione e di utilizzo di terapie antibiotiche modifica la flora batterica intestinale e quasi mai viene raccomandata dal medico la ripopolazione con probiotici adeguati, per almeno due mesi. Da non tralasciare poi la continua assunzione di antibiotici attraverso le carni di animali allevati in modo intensivo, trattati con antibiotici ed altri farmaci per evitare che loro sistema psico-neuro-immuno-endocrino stressato dalla condizioni innaturali di esistenza, si sregoli e faccia ammalare gli animali.

I microorganismi sono importanti per la produzione di vitamine, di serotonina e triptofano, il suo precursore, da qui l’influenza sull’umore, il comportamento e gli aspetti cognitivi.  I microorganismi intestinali sono anche importanti per mantenere sana e integra la mucosa dell’organo, ciò fa sì che non siano assorbite dal lume dell’intestino sostanze tossiche e molecole proteiche che, entrando nel circolo sanguigno, possono causare disturbi come allergie cutanee o respiratorie o disordini del sistema immunitario.

Quando l’intestino aumenta la sua permeabilità si può avere una infiammazione sistemica di basso grado, con il rilascio di citochine infiammatorie e oggi si sa come la malattia depressiva abbia alle sua radice una patogenesi anche di tipo infiammatorio. Sembra sempre più chiaro che le modificazioni dello stile alimentare del dopoguerra, sia qualitative che quantitative, soprattutto i cibi industriali, raffinati ed inquinati da tossici ambientali, additivi e conservanti, siano responsabili di una “epidemia di disbiosi” e di intestini infiammati e sofferenti, a sua volta connessa con l’aumento delle malattia infiammatorie come le patologie cardiovascolari, l’ Artrite Reumatoide e la Depressione.

Da tutto ciò deriva che avere cura dell’intestino, modificando la dieta nel modo corretto e se necessario supportando ciclicamente con pro e prebiotici, può avere un significato come supporto ad un più globale intervento sia preventivo che di cura per la Depressione.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di intestino e depressione a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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