Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Cosa è il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

 Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di sintomi chiamati ossessioni e compulsioni.  A causa della loro intensità e frequenza questi disturbi causano un importante e grave disagio soggettivo e interferiscono con lo svolgimento normale delle attività quotidiane, influenzando negativamente il funzionamento sociale, familiare e lavorativo.

Le Ossessioni sono idee, pensieri o immagini che compaiono alla mente del paziente in modo improvviso e involontario, causando un profondo disagio sia per la loro intrusività sia, a volte, per il contenuto che può essere fonte di imbarazzo o paura. Alcuni esempi possono essere il timore ossessivo di essere contaminati toccando qualcosa o qualcuno, la paura di aggredire qualcuno o di non poter controllare l’impulso di dire parole oscene in pubblico, immagini o pensieri a sfondo sessuale ricorrenti e non desiderati.

Le Compulsioni sono comportamenti maniacali e azioni ripetitive alle quali il paziente non può resistere se non sperimentando una forte ansia. A volte sono contenuti mentali quali ad esempio pregare, fare calcoli, ripetere mentalmente alcune parole o contenuti ritenuti imbarazzanti e sconvenienti come bestemmie o parolacce.

Se il paziente cerca di resistere ai comportamenti compulsivi o ai pensieri ossessivi, proverà una profonda sensazione di ansia e di disagio psichico.

Tra le compulsioni più frequenti vanno segnalati i rituali di pulizia associati a pensieri ossessivi di contaminazione e timori fobico-ossessivi dello sporco. Questi sintomi inducono i pazienti a lavare o disinfettare se stessi, gli oggetti o l’ambiente in cui abitano in modo eccessivo. Spesso è possibile riscontrare danni cutanei causati dall’ossessivo lavaggio e uso di detergenti aggressivi per la pelle. Il più delle volte per questi pazienti è assolutamente impossibile recarsi in bagni pubblici o lo fanno solo ricorrendo a tutta una serie di strategie per non toccare le maniglie o i rubinetti e comunque con grande preoccupazione. Altrettanto difficile è toccare denaro o stringere la mano altrui.

Frequenti sono le ossessioni dubitative che riguardano l’aver chiuso i rubinetti dell’acqua, del gas o la porta di casa, cui fanno seguito rituali in cui il paziente può sentirsi obbligato a controllare numerose volte, ad intervalli precisi di tempo e a volte eseguendo sempre la stessa sequenza ripetitiva di movimenti che si devono susseguire in modo assolutamente preciso e sempre uguale.
Alcuni pazienti presentano ossessioni numeriche e quindi un bisogno continuo di svolgere calcoli mentali, che devono riprendere da capo se interrotti per qualsiasi motivo.
Particolarmente angosciante è  la paura di commettere azioni aggressive o lesive. Si tratta di ossessioni in cui il timore è di poter fare del male a qualcuno o anche a sé stessi. Spesso questi pazienti non possono tenere in casa coltelli da cucina, temono particolarmente recarsi sul balcone di casa o vicino alle finestre per il timore di non poter controllare l’impulso a farsi del male, nei casi più gravi è persino impossibile sollevare le tapparelle.
Frequenti anche i pensieri ossessivi e i rituali legati al bisogno di avere gli oggetti in un determinato ordine simmetrico e il disagio estremo provato quando questo criterio di precisione viene alterato o non può essere raggiunto.

Esiste una rara forma che viene definita Lentezza Ossessiva Primaria. I pazienti affetti da questa grave condizione necessitano tempi estremamente dilatati, lunghissimi, per compiere le primarie funzioni quotidiane come alzarsi, lavarsi, vestirsi e svolgere la cura di base del proprio ambiente. Ogni azione e attività deve essere eseguita con modalità precise, ossessivamente puntigliose, tanto da occupare mentalmente e fisicamente un grande numero di ore quando non la maggior parte della giornata.

Con il termine di “insight” si intende il livello di consapevolezza che il paziente ha della propria malattia e della reale interferenza che essa esercita sul suo funzionamento sociale, familiare e lavorativo. Il grado di “insight” nei pazienti ossessivo-compulsivi è variabile e nelle forme più gravi può essere nullo. Non tutti i pazienti, quindi, hanno consapevolezza della malattia, per alcuni di loro può essere particolarmente difficile riconoscere i propri rituali e le proprie idee come esagerati e irragionevoli e dovuti ad un disturbo. Spesso in questi casi sono i famigliari e le persone che vivono accanto a loro a chiedere un parere e un aiuto medico.

Frequentemente il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) compare in età precoce, anche in infanzia o in adolescenza. Ha un andamento per lo più cronico, con fasi di parziale remissione o riacutizzazione, anche se sono possibili casi in cui la sintomatologia è fluttuante con periodi di totale remissione.

Come si cura il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è stato in passato considerato una malattia mentale difficile da curare e spesso non sensibile al trattamento. Negli ultimi anni la ricerca clinica ha molto migliorato la conoscenza del DOC e la conseguente terapia e oggi esistono diverse strategie di cura, spesso efficaci.
Innanzitutto va precisato che il Disturbo-Ossessivo ha sempre bisogno di terapia farmacologica. Sebbene la terapia cognitivo-comportamentale sia il più delle volte indicata in associazione al farmaco, non è possibile né corretto prescindere da un periodo di cura con i farmaci.

Come abbiamo in precedenza detto il DOC è un disturbo d’ansia, ciò nonostante per  la sua terapia farmacologica si utilizzano molecole dotate anche di azione antidepressiva, in sostanza Depressione e Disturbi d’Ansia si curano con gli stessi farmaci.

I farmaci che si usano per la terapia del Disturbo Ossessivo agiscono tutti potenziando la presenza di serotonina nello spazio inter-sinaptico, cioè tra una cellula nervosa e l’altra.
Il primo farmaco che è stato riconosciuto dotato di una potente funzione anti-ossessiva è la clomipramina. Questa molecola appartiene ad una classe di antidepressivi chiamati triciclici, farmaci molto conosciuti e molto efficaci. I triciclici presentano però un profilo di effetti indesiderati collaterali a volte disturbante per il paziente, ciò può indurre alcuni a non assumere il farmaco regolarmente o addirittura a sospenderlo, soprattutto perché l’effetto anti-ossessivo si ottiene a dosaggi tendenzialmente elevati e protratti per periodi relativamente lunghi.

Più recentemente sono stati introdotti in terapia altri farmaci dotati di azione sul neurotrasmettitore serotonina, noti con il nome di serotoninergici o SSRI. Alcuni farmaci appartenenti a questa classe si sono dimostrati particolarmente efficaci nella cura del Disturbo Ossessivo-Compulsivo essendo spesso meglio tollerati rispetto alla clomipramina. Gli studi effettuati negli anni hanno evidenziato alcune differenze nell’efficacia dei farmaci appartenenti a questa categoria, la Fluvoxamina sembra il più valido tra questi nella cura del DOC. Ciò non significa che gli altri non abbiano effetto anti-ossessivo ma la percentuale di pazienti che rispondono è minore.
Il dosaggio di fluvoxamina necessario per ottenere una buona risposta terapeutica è solitamente levato e comunque spesso superiore a quello necessario per curare la depressione, intorno ai 250-300mg.

A volte, quando la risposta al farmaco non è sufficiente, il medico potrà valutare l’associazione con altre molecole che abbiano un’azione adiuvante, cioè che aiutino potenziando l’effetto del farmaco principale, tra queste i sali di litio e gli antipsicotici atipici o di nuova generazione.

Una volta ottenuta la risoluzione dei sintomi, il paziente dovrà protrarre la terapia a dosaggio pieno per alcuni mesi e in un successivo momento si potrà passare alla terapia di mantenimento, con lo stesso farmaco a dosaggio ridotto. In questo modo si assicura l’effetto anti-ossessivo e si possono ridurre quegli effetti collaterali che non si siano risolti dopo i primi mesi di terapia.

Ricordo comunque che il trattamento del disturbo ossessivo prevede e necessita una terapia integrata, dove accanto al farmaco il medico consigli un approccio di psicoterapia al fine di imparare tecniche di gestione del pensiero ossessivo e del comportamento compulsivo che ne consegue che migliorino la sintomatologia e quindi la qualità di vita del paziente.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa del percorso di diagnosi e terapia del Disturbo Ossessivo Compulsivo a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato alla patologia fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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