Dottoressa, ho poca serotonina?

Non di raro i pazienti si presentano alla visita portando con sé preziosi ritagli di giornali o riviste divulgative in cui si parla della serotonina e del fatto che una sua mancanza o carenza sia la causa della Depressione.

Il ragionamento sotteso è: se sono depresso o ansioso vuole dire che mi manca la serotonina, se la introduco nel mio organismo starò bene. Alcuni pazienti, addirittura, mi chiedono se è possibile fare indagini mediche per scoprire se il loro organismo è povero di questo neurotrasmettitore. In effetti, i non addetti ai lavori possono essere tratti in errore dall’abitudine di dosare sostanze di cui possiamo essere carenti, nel sangue o nelle urine, come ad esempio il ferro o alcuni ormoni.  Per alcune di queste sostanze è valido il principio di ristabilire i giusti livelli nel corpo assumendole come vere e proprie medicine.  Purtroppo tutto ciò non vale per la serotonina.

La serotonina non può esser assunta come tale ma gli antidepressivi ne aumentano la disponibilità attraverso diversi meccanismi. Esiste la possibilità di assumere serotonina in diluizione low-dose, utilizzabile solo in alcune specifiche situazioni e comunque mai nella Depressione Maggiore. I livelli plasmatici della serotonina possono anche essere misurati ma è un’indagine che non si fa mai nella Depressione perché non ha alcun valore clinico o predittivo. Questo neurotrasmettitore gioca senza dubbio un ruolo importante in diverse funzioni cerebrali e indubbiamente è implicato nella genesi di alcuni disturbi psichici come l’ansia e la Depressione.

Si tratta ovviamente di una grande semplificazione. Nella Depressione e nei Disturbi d’Ansia le modifiche che avvengono a livello del cervello, e in generale in tutto l’organismo, sono numerose ed eterogenee.  L’insorgenza di queste malattie è cioè determinata da un insieme di cause e da alterazioni di meccanismi complessi, e non può essere semplicemente ricondotta alla mancanza di un unico neurotrasmettitore.

Dire che una mancanza di serotonina causa depressione è una semplificazione scientificamente non corretta, ma anche se non è esatta su un piano scientifico, può tornare utile per cercare di avvicinare alla comprensione di ciò che accade in un organismo malato. È inoltre vero che i farmaci che aumentano la disponibilità di questa sostanza danno beneficio e hanno potere antidepressivo.
Un fatto importante, che deve essere chiaro, è che gli antidepressivi funzionano solo nei soggetti clinicamente depressi, quelli che il medico psichiatra, attraverso la raccolta delle informazioni e la valutazione qualitativa e quantitativa dei sintomi, riconosce come affetti da Depressione Maggiore, Unipolare o Bipolare. Tutti gli altri soggetti, che pur possono sperimentare, anche con discreta frequenza, sentimenti di tonalità depressiva, ma non sono clinicamente depressi, non avranno alcuna modifica del loro umore assumendo questi farmaci.

Che cosa è la serotonina

La serotonina è un neurotrasmettitore, cioè una sostanza che viene liberata da una cellula nervosa nello spazio tra un neurone e l’altro. Agendo su recettori delle cellule nervose vicine trasmette un messaggio. Normalmente è prodotta dal nostro organismo dall’amminoacido triptofano, che deve essere introdotto con il cibo, poiché non lo possiamo sintetizzare. La produzione di serotonina avviene per la maggior parte al livello dell’intestino e in minore percentuale proprio nel cervello.

A cosa serve la serotonina?

Da tempo si sa che la serotonina è implicata in molteplici funzioni biologiche ed è in qualche modo alterata durante malattie come la depressione e l’ansia.

La serotonina interviene nella regolazione del tono dell’umore e del ciclo sonno-veglia. E’ implicata nel controllo dell’appetito e nella regolazione del senso di sazietà.  Anche il comportamento sessuale è regolato dalla trasmissione di serotonina, infatti, la mancanza di desiderio sessuale è uno dei sintomi cardine della Depressione, così come la riduzione dell’appetito. Questo neurotrasmettitore regola anche i tempi di eiaculazione. Gli antidepressivi che agiscono sulla serotonina spesso si utilizzano nei casi di eiaculazione precoce. E’ ovviamente indispensabile affiancare alla terapia sintomatica, indagini mediche e approfondimenti psicologici che portino alla vera comprensione e soluzione del problema. Ciò nonostante, almeno temporaneamente, può essere un buon approccio di supporto, soprattutto nei soggetti giovani che patiscono molto questa problematica che interferisce profondamente con la loro vita affettivo-relazionale.

Altre importanti funzioni regolate dalla serotonina sono la percezione del dolore e la peristalsi intestinale. Si ritiene  che parte della sintomatologia nella fibromialgia sia legata ad una carenza di questo neurotrasmettitore, in effetti uno dei sintomi cardine della malattia è proprio il dolore.

Quando le vie nervose che utilizzano serotonina non funzionano nel modo giusto è possibile avere sintomi o patologie come Depressione, Attacchi di Panico o altri tipi di ansia, insonnia e disturbi alimentari. Anche i disturbi legati alla Sindrome Premestruale si ritiene possano essere, almeno in parte, dovuti ad alterazioni della serotonina,  a volte questa sindrome si riduce con l’assunzione di farmaci serotoninergici.

Depressione: diagnosi e terapie

La Depressione rimane comunque una malattia complessa nella sua genesi e le alterazioni nell’organismo malato sono altrettanto complesse, sicuramente ad oggi ancora non del tutto note. Si intrecciano conoscenze di tante discipline per capire come mai alcuni soggetti soffrano di depressione e come mai, talvolta, questa si ripresenti con più episodi nella vita di una persona. Sono importanti gli studi sulla genetica ma anche sulle esperienze precoci di attaccamento e relazione con le figure di accudimento, su esperienze precoci di trauma, inteso anche e soprattutto come eventi relazionali, non macroscopici o eclatanti, ma che hanno minato nella loro cronicità lo sviluppo armonioso della personalità e un io adeguatamente strutturato da resistere e rispondere in modo adeguato agli stress che la vita impone.

Le esperienze precoci sono in grado di modificare le connessioni e il funzionamento del cervello e anche quello delle vie serotoninergiche.
Il livello di complessità dello stimolo stressante dovrebbe essere sempre adeguato al  grado di maturità affettiva e cognitiva del piccolo bambino, altrimenti questi eventi diventano patogeni e traumatizzanti, cioè espongono ad una maggiore probabilità di ammalare di disturbo depressivo o ansioso.

Il mio parere è favorevole all’utilizzo del farmaco, che non va demonizzato, anzi, come dico sempre ai miei pazienti, vissuto come un buon alleato. La terapia farmacologica va però integrata all’interno di una strategia di cura seriamente attenta a fattori causali anche di altro tipo.

Modificare i pensieri e i comportamenti, elaborare i ricordi, sciogliere alcune sensazioni emotive, in modo che il passato non entri continuamente nel nostro presente, è altrettanto importante e questi processi avvengono in psicoterapia. La Depressione è in parte un evento biologico e in parte un evento psicologico reattivo, le due cose non possono essere scisse e separate ma si influenzano reciprocamente.

Tantissime persone hanno un’esistenza inquinata da frequenti stati di tristezza e insoddisfazione che non raggiunge la gravità per essere diagnosticata come Depressione e che verosimilmente non può beneficiare di un farmaco miracoloso. Sebbene ogni caso rappresenti la realtà di una persona e non possa essere curato senza conoscerne bene i dettagli, è probabile che in queste persone le disfunzioni che portano all’umore spesso cupo e infelice richiedano altri tipi di interventi o comunque MAI solo il farmaco.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di depressione e obesità a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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