La Depressione in gravidanza

I disturbi depressivi in gravidanza si possono manifestare con tre diverse situazioni cliniche che si differenziano per la gravità e la durata dei sintomi e anche per la terapia che richiedono: la Maternity blues, nota anche come Baby blues, la Depressione post-partum e la Psicosi puerperale.

La Maternity Blues è un disturbo piuttosto diffuso e non necessariamente si trasforma in depressione post-partum. Presenta un decorso transitorio, reversibile e caratterizzato da una sintomatologia depressiva sfumata. Colpisce una percentuale di donne notevolmente maggiore rispetto alla vera depressione post-partum, dal 50 all’80% secondo gli studi. Insorge solitamente nei primi giorni dopo il parto e tende a regredire entro il primo mese. E’ causata dalla brusca caduta dei livelli di ormoni estro–progestinici. E’ consigliabile monitorare le donne con Maternity blues per valutare l’andamento dei sintomi e la loro evoluzione, in quanto hanno una, seppur lieve, maggiore probabilità di sviluppare la Depressione post-partum.

La Depressione post-partum è una forma di Depressione Maggiore che compare da 6-8 settimane dopo il parto e comunque entro il primo anno dalla nascita del bambino. Come nell’Episodio Depressivo i sintomi devono essere presenti per almeno due settimane consecutive. Essi sono: umore depresso e marcata tristezza, incapacità di provare piacere e interesse verso il bambino, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno e dell’appetito, riduzione dell’energia, sentimenti di colpa.

La madre può percepirsi come inadeguata nella cura del bambino che è quindi avvertito come un peso e una responsabilità eccessiva o accudito con grande insicurezza, può esservi il timore di rimanere da sola con il bambino.

Si può manifestare con differenti livelli di gravità: Lieve, Moderata, Grave.

La depressione ha un impatto importante sugli esiti ostetrici del parto, sulla coppia e la famiglia, sull’interazione madre-bambino e lo sviluppo emotivo e cognitivo a lungo termine del bambino.

Le cause scatenanti possono essere genetiche, biologiche, ambientali e psicologiche.

Si parla di Psicosi post-partum o puerperale nei casi in cui il Disturbo dell’Umore è particolarmente grave. Compare di solito entro quattro settimane dal parto, l’incidenza è bassa, circa 1 ogni 1000 parti e il rischio di ricadute nelle successive gravidanze è molto elevato.

In questi casi ai sintomi depressivi si associano ideazione delirante e fenomeni allucinatori, può esservi irrequietezza, agitazione motoria o comportamenti bizzarri e inadeguati rispetto ai bisogni del bambino, insonnia grave con la quasi totale impossibilità di dormire. Sono possibili pensieri autolesivi e comportamenti lesivi nei confronti del bambino.

Fattori di rischio per lo sviluppo di una Depressione nel post-partum.

 Vanno considerati fattori di vulnerabilità biologica e fattori di vulnerabilità psicologica e ambientale.

I fattori ambientali che aumentano il rischio sono: un basso livello socio-economico o una scarsa scolarizzazione, l’assenza di un partner supportivo o di un ambiente famigliare adeguato, la presenza di un Disturbo di Personalità, la disoccupazione e una gravidanza non desiderata e non pianificata.

Per quanto riguarda i fattori di rischio biologici sicuramente il principale è una storia clinica di Depressione sia nella paziente che nella famiglia di origine.

Si stima che nella popolazione generale le donne che vanno incontro a questa complicanza siano intorno al 10 -15 %, questa percentuale si alza al 30-40% nel caso di donne che già hanno sofferto di depressione.

Nella donna in gravidanza e nel periodo dopo il parto avvengono modifiche dell’assetto ormonale importanti e caratteristiche che preparano l’organismo allo sviluppo del bambino, al parto e all’allattamento.  Durante la gravidanza i livelli di molti ormoni aumentano per poi diminuire drasticamente dopo il parto. Estrogeni, progesterone, testosterone, ormoni di origine ipofisaria e cortisolo subiscono modifiche importanti dei loro livelli plasmatici.

In verità vi sono cambiamenti importanti anche a livello metabolico e  immunitario, così come a livello dei neurotrasmettitori. E’ cioè implicato tutto il sistema PNEI (psico-neuro-immuno-endocrino).

Ad esempio, alcuni studi hanno evidenziato che nel periodo post-partum vi è una riduzione di GABA, che ha un’azione ansiolitica e sedativa e più in generale una diminuzione del tono serotoninergico. Tutte queste alterazioni non portano a conseguenze in tutte le donne ma nei soggetti predisposti possono favorire l’insorgenza di una depressione post-partum.

Altri studi evidenziano una riduzione nel sangue materno di BDNF, questa neurotrofina contribuisce a regolare la plasticità delle sinapsi tra le cellule nervose e la neurogenesi e si sta studiando la sua correlazione con la depressione. Sono stati trovati bassi livelli di BDNF nelle donne dopo il parto e anche nelle donne con depressione post-partum. La riduzione di questa neurotrofina pare inoltre correlata con bassi livelli di serotonina.

Nella depressione è stata ipotizzata una disfunzione dell’asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene, nella Depressione post-partum vi sarebbe una riduzione dell’attività, come si osserva nelle depressioni stagionali e nelle depressioni atipiche.

Prevenzione della depressione in gravidanza e post-partum

 Le misure preventive comprendono l’educazione informativa e la consulenza prenatale, contatti frequenti con il pediatra, l’ostetrica e l’infermiera. Gli operatori coinvolti nella gestione della donna dopo il parto sono diversi il ginecologo, il medico di base, gli assistenti sociali ed eventualmente psichiatra e psicologo.

Allertare la donna e la famiglia sull’importanza di un supporto nelle prime settimane che permetta alla donna di riposare, mantenere un sonno adeguato e pianificare qualche attività piacevole senza il bambino. Ciò vale soprattutto per quella fascia di donne identificate come vulnerabili per la presenza di fattori di rischio.

Alcuni studi stanno approfondendo il ruolo di una corretta supplementazione alimentare di Vitamina D e di Omega 3 sull’incidenza di depressione post parto, ma sono ancora necessari approfondimenti.

Sicuramente una dieta adeguata in nutrienti e in acidi grassi polinsaturi Omega 3 e 6 possono ridurre il rischio di malattia e anche di depressione.

Terapia della depressione in gravidanza e post-partum

 Il trattamento di una forma depressiva nel periodo del post-partum deve prevedere un intervento multidisciplinare su tre livelli: la farmacoterapia, la psicoterapia e l’intervento psicosociale attuato da infermieri, ostetrica, assistenti sociali e famigliari.

L’insorgenza di una Depressione post-partum deve innanzitutto essere diagnosticata in modo corretto e preciso dallo psichiatra. La diagnosi avviene con il colloquio clinico durante il quale il medico riceve informazioni dirette dal paziente e dai famigliari, si basa inoltre sull’osservazione clinica e sul rilevamento di segni che rendono la diagnosi certa.

In caso di Depressione il trattamento farmacologico e d’obbligo.

Non è clinicamente corretto consigliare a queste pazienti il solo supporto psicologico che, per quanto necessario e indispensabile, va sempre accompagnato alla terapia farmacologica.

In alcuni casi può essere necessario interrompere l’allattamento e supportare, sia da un punto di vista pratico che emotivo, la mamma ad affidarsi all’allattamento artificiale che permette comunque una crescita armonica e sana del bambino e verso il quale vi sono ancora molti pregiudizi. I farmaci utilizzati appartengono, secondo i casi, alla categoria degli antidepressivi, ansiolitici, antipsicotici e anticonvulsivanti. Alcuni di questi possono essere assunti anche durante l’allattamento, ma starà al medico fare un corretto bilancio dei benefici e delle controindicazioni.

Nei casi di Psicosi post-partum è spesso necessario ricoverare la paziente per un breve periodo, in attesa che i farmaci risolvano il quadro clinico. Questo allo scopo di sollevarla dalle incombenze materne che non riesce a svolgere e quindi proteggerla dal senso di inadeguatezza e da eventuali comportamenti dannosi nei confronti del figlio.

Come tutti i casi di Depressione, anche la Depressione Post-partum e la Psicosi post-partum, richiedono un intervento medico attento ma rispondono molto bene ai farmaci e alle terapie antidepressive.

E’ importante rassicurare la donna che nel giro di alcuni giorni (4/6 settimane al massimo) la terapia farmacologica ridurrà i sintomi fino alla loro scomparsa e potrà riprendere la sua vita godendo del suo bambino e riacquistando le energie psichiche e fisiche per potersi occupare di lui.

Anche in questo caso un approccio integrato di psicoterapia e terapia farmacologica rappresenta l’intervento terapeutico più consigliato per ottenere la maggior probabilità di successo terapeutico e guarigione.

 La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra e Psicoterapeuta, si occupa di Psichiatria, Psicoterapia, Omotossicologia  Depressione in Gravizanza e Depressione post-partum a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

 

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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