La Depressione Autunnale

Il Disturbo Affettivo Stagionale (SAD) è un sottotipo di Depressione che compare tipicamente in autunno o in inverno,  con remissione nei mesi primaverili.

E’ proprio in questo periodo dell’anno, infatti, che le giornate si accorciano, la riduzione dell’esposizione alla luce solare ha profonde ripercussioni su alcune nostre funzioni biologiche, sottoponendo l’organismo, in particolare al nostro sistema PNEI (psico-neuro-immuno-endocrino), ad uno sforzo adattivo importante che in alcuni soggetti non ha buon esito.

Quando ciò accade, accanto a forme che presentano la sintomatologia tipica della depressione, esistono casi definiti atipici in cui i sintomi prevalenti più caratteristici sono ipersonnia, iperfagia (aumento della fame) con desiderio per i carboidrati e aumento di peso, una profonda anergia cioè mancanza di energia sia psichica sia fisica. Sono frequenti anche dolori fisici come problemi allo stomaco ed emicrania.

La prevalenza di queste forme varia con la zona geografica, essendo ovviamente più frequenti alle latitudini più alte, con l’età e il sesso, circa il 70-80% dei pazienti sono donne e la probabilità è più alta nelle persone più giovani.

Questo accade perché con l’autunno le giornate si accorciano, la quantità  di ore di luce solare  che colpisce la nostra retina  diminuisce, come si riduce l’intensità dei raggi, e questo influisce sulla regolazione dei nostri ritmi biologici e sulla secrezione dei neuro-ormoni.

In altre specie animali ciò genera profonde modifiche in questo senso, basti pensare agli animali che  vanno in letargo.

E, in effetti, questo tipo di depressione ha qualche tratto in comune con il fenomeno del letargo, soprattutto il senso di grande fatica e stanchezza e l’ipersonnia, cioè un notevole aumento del bisogno di sonno, sia notturno che diurno.

Esistono casi in cui la sintomatologia è tanto marcata da caratterizzare un vero e proprio Episodio Depressivo, ma anche casi che possiamo definire sotto-soglia, forme sub-cliniche che comunque rappresentano una condizione  disagio personale per il soggetto che le sperimenta.

Depressione autunnale: il ruolo di melatonina, serotonina, dopamina e BDNF nella depressione stagionale

Si è visto attraverso studi scientifici, che alcuni soggetti sono più sensibili alle modifiche neuro-ormonali indotte dalla carenza di luce come, ad esempio, l’aumento della produzione di melatonina (ormone del letargo).

Tutti noi siamo oramai abituati a conoscere il ruolo positivo di questa sostanza nei soggetti che soffrono di disturbi del sonno.

E, in effetti, una delle terapie consigliate per la depressione stagionale è proprio la Light Therapy, che colpendo la retina, con una determinata lunghezza d’onda, modifica la quantità e la circadianità nella produzione di quest’ormone.

La serotonina gioca pure un ruolo importante nella SAD.

Gli studi chiarificano che, misurando i metaboliti di questo neurotrasmettitore, si nota una variazione stagionale che è correlata con la comparsa di sintomi depressivi. Pongo l’accento sempre sul concetto che queste modifiche sono fisiologiche, avvengono cioè in tutti gli individui sani, possono però avere un effetto negativo in un certo numero di soggetti più sensibili e predisposti ad ammalare.

D’altronde vi sono anche studi che evidenziano come nel disturbo bipolare sia più frequente la comparsa di depressione durante i mesi bui e la comparsa di euforia durante la primavera-estate, confermando un ruolo della stagionalità nella comparsa di sintomi depressivi. Questo accadrebbe perché i soggetti Bipolari sono ipersensibili alla luce che sopprime la produzione di melatonina.

Sempre l’esposizione alla luce, secondo altri studi, aumenta la produzione di Dopamina, sostanza nota per avere un effetto attivante.

Un altro dato che conferma la stagionalità della secrezione di sostanze che agendo a livello del sistema nervoso possono influenzare le funzioni cerebrali, quindi anche l’umore, è  la variazione della produzione di  BDNF (brain derived neurotrophic factor) la cui concentrazione nel sangue varia in relazione al livello di luce e di insolazione. Ricordo che questa sostanza è una neurotrofina (trofòs = nutrimento) è cioè una proteina che influenza positivamente la creazione di nuove connessioni tra le cellule nervose e la plasticità neuronale attraverso lo sviluppo e la sopravvivenza dei neuroni.

Quale è il trattamento della depressione autunnale

Esistono diversi approcci di trattamento , tutti validi ma non interscambiabili, cioè il consiglio di effettuare una terapia piuttosto che un’altra va personalizzato dal medico che visita il paziente.

Light Therapy è un trattamento non farmacologico, naturale e semplice da attuare, non invasivo in nessun modo e priva di effetti collaterali.

Semplificando possiamo dire che funziona perché la luce che colpisce la retina mette in moto una serie di eventi biologici complessi che portano alla riduzione di produzione di melatonina. A questa terapia risponde circa il 70% dei soggetti. In particolare è indicata nei soggetti affetti da Disturbo Bipolare che soffrono di sintomi depressivi.

Se i sintomi sono severi è invece indicata la terapia farmacologica la quale ricalca le linee guida per l’Episodio Depressivo, quindi l’utilizzo di farmaci antidepressivi per lo più di ultima generazione, cioè i serotoninergici.

La dott.ssa Cristina Selvi, Psichiatra a Milano, PsicoterapeutaOmotossicologa, si occupa di terapia della Depressione Autunnale a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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