Perdere è un po’ perdersi: il counseling come risorsa per ritrovarsi

Oggi vi propongo nuovamente un articolo scritto dalla dott.ssa Alessandra Micalizzi che tratta del lutto, nelle sue diverse possibili declinazioni, e dell’elaborazione di questa esperienza traumatica. Quando il processo  del lutto  non avviene in modo fisiologico è possibile affiancare ed aiutare la persona che sta soffrendo attraverso un percorso di Counseling.

Il processo di crescita coincide con alcuni momenti importanti di distacco, alla ricerca della propria identità e di un posto nel mondo. A partire dalla prima infanzia, infatti, il distacco dalla figura materna segna il passaggio dal momento fusionale (con la madre) alla definizione dei propri tratti individuali.

Ma non tutte le separazioni sono fisiologiche e costruttive. In alcuni casi, la vita ci porta a sperimentare delle perdite che rischiamo di non riuscire a gestire perché avvengono in momenti già delicati della nostra esistenza o perché non sappiamo di avere le risorse per affrontarle.

Si può trattare della perdita di una persona cara, come nel caso del lutto, del lavoro, di un aspetto del proprio sé, come quando sentiamo di non riconoscere più noi stessi, di un affetto importante a causa di una separazione definitiva, scelta o subita.

Ogni separazione non fisiologica ha un costo emotivo non indifferente e questo può causare un momento di crisi della nostra esistenza acuendo fragilità latenti che richiedono di essere affrontate.

In genere le fasi dell’elaborazione di un distacco sono quattro: la prima, di disperazione acuta, è caratterizzata dalla totale perdita di lucidità e da una visione pessimistica verso il futuro con la relativa mancanza di progettualità; segue una fase depressiva (non necessariamente patologica) che porta all’illusoria ricerca della situazione precedente, nella maggior parte dei casi soluzione non attuabile; si entra nella terza fase quando si comincia ad accettare il vissuto, ma ancora non si trovano le risorse per poterlo affrontare ed elaborare; l’ultimo momento è detto della riorganizzazione perché in esso l’individuo prova ad andare oltre e ad aprirsi nuovamente alla vita e alla progettualità.

Se queste possono essere considerate le fasi universali dell’elaborazione di una perdita, occorre ricordare che non esiste un tempo prestabilito per superarla.

Spesso le persone che vivono attorno al dolente o a chi ha vissuto un distacco importante, tendono a spronare l’individuo a superare in tempi brevi la propria disperazione. Non esiste un tempo sano e un tempo patologico: ognuno, sulla scorta delle risorse a propria disposizione, del supporto ricevuto da altri significativi, delle esperienze pregresse, necessita di un proprio tempo, personale, intimo e non quantificabile a priori.

Altro aspetto importante, appena accennato, è che la riconquista di una serenità interiore e verso il mondo non coincide con il ristabilire le condizioni di precedenti. Elaborare significa anche accettare la non reversibilità di alcune situazioni; occorre lavorare piuttosto sull’accettazione del cambiamento e la ricerca di un nuovo equilibrio, certamente possibile.

Un percorso di counseling può essere la risposta giusta per essere affiancati in momento critico, intervenendo positivamente sui tempi di elaborazione della perdita e soprattutto sulla stabilità del risultato ottenuto. In molti casi, dopo diverso tempo, si ha la sensazione di avere superato il proprio vissuto doloroso ma di fronte all’ennesima prova della vita, magari meno importante, si crolla nuovamente in uno stato che potrebbe presentarsi, questa volta, sottoforma di una sintomatologia patologica.

Un percorso di counseling consente di riscoprire le proprie risorse personali, che possono essere utilizzate per affrontare la particolare circostanza della perdita e qualsiasi futura difficoltà della vita.

Ancora, attraverso il counseling con l’Esperienza Immaginativa è possibile lavorare in modo progressivo sull’accettazione di una realtà nuova, con cui familiarizzare e sentirsi a proprio agio, utilizzando lo spazio immaginativo come contesto protetto e sicuro per l’utente che decide di intraprendere un percorso di questo tipo.

È possibile chiedere ulteriori chiarimenti sui meccanismi dell’elaborazione della perdita e/o sul counseling attraverso l’apposito form o chiamando il numero 377-3162035 (dott.ssa Alessandra Micalizzi).

La dott.ssa Alessandra Micalizzi, esperta in comunicazione e relazioni d’aiuto, collabora con la dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a Milano, Psicoterapeuta e Omotossicologa, presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6 organizzando incontri di counseling a Milano individuali o di gruppo.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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