Le benzodiazepine nella cura dell’ansia (prima parte)

Con questo breve articolo vorrei poter essere utile a chi si trova a vivere una condizione di ansia, perché possa con tranquillità curarsi accettando, se necessaria, una cura farmacologica e vivendo questa come una possibilità per stare meglio e un’alleata per ritrovare un benessere psichico ed emotivo. Conoscere meglio un farmaco aiuta ad assumerlo con maggiore tranquillità e consapevolezza.

Per una serie di motivi culturali e anche causa di una divulgazione non sempre scientificamente corretta, molti pazienti sono restii all’utilizzo di queste medicine che sono invece dotate d’importanti proprietà farmacologiche. L’obiezione più frequente è il timore della dipendenza, cioè di non poterne più fare a meno.

Qualcuno, invece, pensa di dovercela fare da solo, assumere un farmaco per alleviare l’ansia è spesso vissuto come un segno di debolezza, un po’ come se la sofferenza emotiva e psichica differisse da quella del corpo e dovesse essere completamente dipendente dalla nostra forza di volontà.

Questi farmaci sono oramai molto ben noti essendo stati introdotti in terapia da più di 50 anni. Rimangono però ancora ampliamente utilizzati nella pratica clinica, il che conferma che gli studi e le ricerche non hanno trovato, finora, alternative migliori e che l’effetto di queste medicine è considerato a tutt’oggi valido e indispensabile. Non si può negare che questi farmaci, talvolta, siano prescritti in modo un po’ “superficiale” o che alcuni pazienti tendano ad assumerli con eccessiva autonomia rispetto alla prescrizione medica; ciò però non dovrebbe causare il fatto che le benzodiazepine siano per molte persone  medicine da temere e possibilmente da evitare. Sono invece fondamentali per la terapia dell’ansia e dei disturbi del sonno e anche in altre importanti e gravi condizioni neurologiche e mediche in generale. Prima di prescrivere una benzodiazepina rimane comunque buona norma fare una diagnosi approfondita, possibilmente in ambiente specialistico, dei motivi dell’ansia e quindi impostare una cura  risolutiva, non limitandosi a sopprimere il sintomo perché così facendo, il più delle volte, l’ansia si ripresenta con la sospensione della terapia.

Quando si usano le benzodiazepine

Le benzodiazepine attenuano l’ansia, favoriscono il sonno e riducono lo stato di angoscia, se usate bene, sono farmaci efficaci, sicuri e veramente maneggevoli. Sono anche ottimi miorilassanti e agiscono come anticonvulsivanti, di conseguenza rappresentano presidi indispensabili in molte importanti situazioni neurologiche. Ad esempio il loro effetto miorilassante è molto utile in alcune frequenti patologie dell’apparato muscoloscheletrico che si presentano con contratture dolorose, come ernie o protrusioni discali oppure anche in patologie più severe come l’epilessia. Sono efficaci anche nei disturbi somatici legati a situazioni di stress come l’ipertensione, le coliti e le gastriti psicosomatiche.

Come funzionano le benzodiazepine

Anche questi farmaci, come gli antidepressivi, svolgono la loro azione legandosi ai recettori delle cellule nervose. Potenziano l’azione di neuroni che utilizzano il neurotrasmettitore GABA (Acido Gamma-amino-butirrico). Il GABA è il principale neurotrasmettitore inibitorio a livello del sistema nervoso. Avendo un effetto inibitorio, potenziare la sua azione porta a ridurre l’eccitabilità del sistema nervoso e quindi all’effetto calmante e rilassante.

Ogni persona possiede una sua specifica risposta ai farmaci, la quale dipende da diversi parametri: massa corporea, quantità di tessuto adiposo, potenziale enzimatico del fegato di metabolizzare il farmaco,  capacità renale di eliminarlo. Altri importanti parametri da valutare sono l’età del paziente e l’uso concomitante di altri farmaci. Quindi, sebbene esistano delle dosi che la pratica clinica ha indicato essere quelle efficaci, ogni volta queste vanno valutate e modulate a seconda della risposta clinica e degli eventuali effetti collaterali riferiti dal paziente. Il medico deve saper scegliere quale delle tante molecole è più adatta al tipo di ansia che il paziente riferisce e alla situazione psichica e fisica di quel singolo paziente. Le benzodiazepine, infatti, si differenziano per alcuni parametri come ad esempio l’emivita e quindi la durata di azione, cioè quanto tempo il farmaco resta in circolo e attivo. Per esempio, nei soggetti anziani, soprattutto se il farmaco deve essere utilizzato per qualche tempo, una benzodiazepina con emivita troppo lunga potrebbe dare fenomeni di accumulo, perché con l’età, anche nei soggetti sani, rallenta la velocità di metabolizzazione ed escrezione dei farmaci. La scelta si deve basare sull’obiettivo clinico per il singolo paziente.

Nelle prossime settimane tratteremo la modalità di impiego delle benzodiazepine da parte del medico, gli effetti secondari e le interazioni con le altre terapie farmacologiche. Per non perdere gli aggiornamenti puoi ricevere il prossimo articolo direttamente nella tua casella email il giorno stesso in cui viene pubblicato, iscrivendoti gratuitamente alla newsletter dello Studio Psichiatria Integrata cliccando qui.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Psichiatria, psicoterapia e medicina omotossicologica per la terapia dell’ansia a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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