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Author: dott.ssa Cristina Selvi

Depressione: come riconoscerla

Cos’è la depressione?

È un disturbo del tono dell’umoreL’umore è una funzione psichica importante nei processi di adattamento umano e ha la caratteristica di essere flessibile.

Nella persona sana il tono dell’umore è abbastanza stabile e oscilla verso l’alto o verso il basso in base alle esperienze positive o negative che la persona sta vivendo.
In un soggetto depresso, al contrario, il tono dell’umore rimane costante verso il basso, indipendentemente dalle situazioni che lo circondano.

Il modo in cui la depressione si manifesta varia da persona a persona, ma è possibile individuare alcuni sintomi comuni. È importante sottolineare che ciascuno di noi può provare gli stessi sintomi in momenti di tristezza o sconforto. Ma più questi fenomeni risultano essere intensi, frequenti e persistenti nel tempo, più è probabile che sia presente un quadro depressivo.

Ecco i principali sintomi per diagnosticare la depressione:

  1. L’umore depresso: tristezza costante, perdita di energia e slancio vitale.
    Chi soffre di depressione prova forte infelicità e malessere diffuso, continuo stato d’animo pessimista, senso d’intrappolamento in un tunnel senza via d’uscita. Tutto appare insormontabile.
  2. Mancanza di interesse o piacere verso attività che prima davano un senso di soddisfazione e gratificazione (hobby, sport, svaghi etc).
    La persona depressa si sente come vuota, incapace sia di gioire che di arrabbiarsi, e quindi di provare qualsiasi emozione e sentimento.
  3. Diminuzione o aumento dell’appetito spesso associati a notevole perdita o aumento di peso (oltre 5 kg), non giustificati da diete o patologie specifiche.
  4. Disturbi del sonno con difficoltà di addormentamento o di mantenimento del sonno, con frequenti risvegli durante la notte o all’alba in preda a sentimenti di ansia. Oppure, al contrario, aumento del bisogno di dormire (ipersonnia), anche durante il giorno.
  5. Disturbi psicomotori con fenomeni di agitazione e ansia, o, all’opposto, rallentamento dei movimenti e dei riflessi.
  6. Uno stato astenico: senso di spossatezza non giustificata, affaticabilità, intorpidimento psicofisico, anche in assenza di qualsiasi sforzo o attività.
  7. Calo del desiderio sessuale: il soggetto depresso subisce una graduale demotivazione all’agire e questa si riflette anche nella sfera sessuale. 
  8. Calo dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità, senso di colpa eccessivo, persistente e inadeguato.
  9. Diminuzione delle capacità di concentrazione e dell’efficienza intellettiva (nello studio, sul lavoro etc.). La persona smarrisce inoltre la capacità di pensare e di prendere decisioni, anche le più semplici.
  10. Pensieri di morte. Nei casi più gravi possono comparire sintomi psicotici quali allucinazioni e/o deliri che portano alla nascita di idee anticonservative, pensieri di morte fino a vere e proprie ideazioni suicidiarie.

Come curare la depressione:

Per fare diagnosi di depressione è necessario che siano presenti contemporaneamente almeno 5 dei sintomi sopra elencati da un periodo di tempo di almeno due settimane. Quando questi criteri  sono presenti è necessario rivolgersi a un medico specializzato per fare una diagnosi accurata e iniziare subito la cura per la depressione più adatta al proprio caso clinico.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di Depressione e disturbi dell’umore a Milano. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato  fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

Sintomi fisici e somatici nei disturbi psichiatrici: dolore e depressione

Dolore e depressione

Secondo evidenze oramai riconosciute e condivise dal mondo scientifico, l’organismo è un sistema complesso e connesso nelle sue diverse parti e allo stesso tempo aperto alle connessioni con il mondo esterno, con il quale scambia messaggi in entrata e in uscita.
Da questo punto di osservazione è interessante notare come i disturbi psichiatrici siano molte volte segnalati non soltanto dalla comparsa di sintomi mentali ma anche da una serie di disturbi e sintomi che riguardano il nostro corpo.

Stato infiammatorio e depressione: la low grade inflammation

E’ facile comprendere come questo sia possibile riconoscendo al nostro encefalo, e al sistema nervoso nel suo insieme, il ruolo di “centralina” che coordina e permette un fluido funzionamento di tutti i nostri organi e apparati.
Inoltre, oggi iniziano a farsi più evidenti le prove di un interessamento non soltanto centrale, cioè a livello dell’organo cervello nella depressione, la quale viene via via studiata e riconosciuta anche come malattia sistemica a cui sottostanno processi “infiammatori”.
In particolare le cosiddette Low Grade Inflammation, cioè condizioni che perdurando nel tempo possono dare il via a processi patologici veri e propri, con il loro corredo di sintomi e di segni clinici.
Da queste iniziali evidenze, sulle quali il mondo scientifico sta da anni studiando, deriva ad esempio l’utilizzo di integratori come gli Omega 3 o di interleuchine e citochine in low dose, in alcune patologie come la Depressione o la Demenza senile, ovviamente in associazione e ad integrazione delle terapie specifiche per questa patologie.

I sintomi fisici di ansia e depressione

La depressione e i disturbi d’ansia si presentano, quasi invariabilmente, con un insieme di sintomi sia psicologici che fisici.

Esistono però, forme depressive che vengono definite mascherate nelle quali, addirittura, i sintomi affettivi specifici della depressione, come la tristezza, il pianto l’angoscia o l’ansia, non fanno parte del quadro clinico, il quale si manifesta esclusivamente con dolori diffusi o a volte localizzati, più tipicamente agli arti inferiori ma non solo, con stanchezza marcata, disturbi vaghi come vertigini, cefalea, dolori muscolari o oste-articolari.
La stanchezza rappresenta il sintomo più frequentemente riferito: astenia soprattutto mattutina, è presente in circa l’80% dei pazienti depressi.

A volte nelle donne in menopausa è possibile la comparsa di dolore diffuso o localizzato ai genitali e al perineo.
Non sono rari anche i disturbi a carico dell’apparato digerente e urinario come la pollacchiuria, cioè un bisogno continuo ed impellente di urinare.

In questi casi è sempre complesso porre una corretta diagnosi differenziale e riconoscere il quadro presentato dal paziente come depressione, ma, una volta esclusa la presenza di cause fisiche, la somministrazione di un farmaco antidepressivo induce la scomparsa di ogni sintomo che prima disturbava la vita del paziente.

La frequenza del sintomo dolore nella depressione è dovuta al fatto che il neurotrasmettitore Serotonina, che regola il tono dell’umore, è anche implicato nella percezione dolorifica, una sua carenza ne diminuisce la soglia e aumenta la nostra sensibilità al dolore.

Stanchezza cronica e dolore cronico nella depressione

Stanchezza cronica e dolore cronico sono due sintomi che non devono mai essere sottovalutati, richiedono un serio approfondimento medico su più livelli per escludere che siano correlati ad una patologia fisica.
Se nulla emerge in questo senso, deve essere presa in considerazione l’origine psicogena.
Anche in questo caso le ipotesi diagnostiche sono diverse e deve essere compito dello specialista psichiatra approfondire per consigliare il paziente verso la terapia più adatta.

 

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Scarica l’infografica “Dolore e depressione”

  • esistono forme di Depressione che non presentano sintomi psichici
  • sono chiamate Depressioni mascherate
  • stanchezza, dolori muscolari, dolori osteoarticolari, dolore gli arti inferiori, cefalea, vertigini, dolore ai genitali esterni o al perineo, disturbi gastrointestinali.
  • vanno escluse tutte le cause organiche che potrebbero essere la causa di questi sintomi
  • la somministrazione di un farmaco antidepressivo risolvere la sintomatologia fisica
  • la serotonina, neurotrasmettitore implicato nella depressione, è anche determinante nella regolazione della percezione dolorifica
  • stanchezza cronica e dolore cronico sono sintomi che non vanno trascurati e richiedono un corretto inquadramento diagnostico

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di dolore e somatizzazioni nei disturbi di ansia e depressione. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato  fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

Depressione e psicoterapia

Depressione e psicoterapia

Depressione è un termine generico che si presta a molte interpretazioni personali e a volte non del tutto corrette. Come ho già scritto in altri articoli la depressione può essere un vissuto emotivo, un sentimento ma può essere anche un sintomo che si presenta con intensità variabile e sfumature qualitative differenti.
A volte si tratta di una vera e propria malattia e si accompagna ad altri sintomi o segni rilevati dal medico: quello che noi psichiatri definiamo Episodio Depressivo.

Per impostare un corretto percorso terapeutico, il medico deve poter accertare di fronte a quale delle diverse situazioni si trova e l’eventuale origine o le concause di ciò che il paziente sta vivendo.

E’ indispensabile quindi differenziare le forme di Depressione cosiddetta reattiva dalle forme di Depressione endogena.

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>> Scarica l’infografica Depressione endogena e reattiva in formato pdf

La Depressione reattiva (esogena) ha una genesi prevalentemente psicologica e può essere definita come una risposta eccessiva e non adattiva ad un evento di vita quale ad esempio la rottura di un legame affettivo, la perdita di una persona cara o la perdita del lavoro. Non sempre comunque in queste situazioni si arriva ad avere un vero e proprio Episodio Depressivo.

Si parla di Depressione quando i sintomi sono di entità, gravità e durata tali da concretizzare un quadro ben riconoscibile dallo psichiatra.
E’ molto importante riconoscere e discriminare le differenti situazioni cliniche in quanto la terapia da impostare sarà diversa, così come la prognosi.

La possibilità di sviluppare Depressione reattiva dipende da alcuni fattori come il carattere e la struttura della personalità, le risorse cognitive e culturali, il contesto sociale ed affettivo che supporta il paziente mentre attraversa un periodo difficile e stressante della sua esistenza.
In queste forme depressive gli agiti autolesivi sono rari e se avvengono sono il più delle volte a scopo di richiesta di aiuto e dimostrativi.
Nelle forme di depressione esogena (causata cioè da fattori esterni ambientali) la psicoterapia è sempre necessaria, in quanto sono il risultato della impossibilità da parte della persona di attivare le risorse necessarie ad affrontare la propria situazione esistenziale.

Il tipo e la durata dell’intervento psicologico saranno differenti a seconda delle specifiche situazioni, della gravità dei sintomi e dell’evento che ha determinato lo stato depressivo ma anche dalle caratteristiche specifiche del singolo paziente e dalla presenza o meno di una rete relazionale adeguatamente supportiva.

Talvolta anche nelle depressioni reattive può essere necessario favorire la risoluzione dei sintomi più gravi, come ad esempio una forte ansia o l’insonnia, prescrivendo una terapia farmacologica per un certo periodo. In questo modo il paziente, meno disturbato e concentrato sui sintomi, potrà maggiormente trarre beneficio da ciò che emerge ed apprende durante il percorso di psicoterapia.

La Depressione Maggiore (endogena) ha invece un’origine prevalentemente biologica, non è quindi necessario che il paziente stia attraversando o vivendo un momento difficile o triste della propria esistenza per sviluppare un Episodio Depressivo.
I sintomi sono simili alle forme reattive ma si presentano con gravità maggiore.
La tolleranza al dolore psichico della depressione dipende comunque dalla struttura di personalità e dalle risorse del paziente.
In questi casi la possibilità di veri agiti autolesivi è sempre da tenere in considerazione.

Nella Depressione endogena la terapia farmacologica è inderogabilmente necessaria, sarebbe un grave errore diagnostico e terapeutico non prescrivere farmaci in un Episodio di Depressione Maggiore.
Per questo motivo io insisto ripetutamente sulla necessità di rivolgersi a terapeuti che siano in grado di effettuare una diagnosi clinica corretta e precisa, con una formazione professionale che permetta di comprendere veramente se il farmaco è indicato ed indispensabile e la flessibilità di saper integrare, quando necessario, diversi percorsi di cura.

Nella Depressone Maggiore la psicoterapia può essere integrata alla terapia farmacologica, valutando il singolo caso.
Gli obiettivi sono, ad esempio, ridurre i vissuti di colpa che tutti i pazienti sperimentano legati al fatto di sentirsi impotenti ed incapaci di reagire, sostenere il paziente e aiutarlo a trovare strategie migliori per tollerare il suo malessere e aiutarlo ad accettare la necessità di assumerne una terapia, spesso per lunghi periodi, soprattutto nelle forme ricorrenti.
Inoltre, è importante rendere il paziente capace di riconoscere i sintomi della depressione agli esordi, in modo da prevenire eventuali ricadute.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di diagnosi e terapie per curare la Depressione a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

La Psicoterapia di Coppia. Dott.ssa Alessia Santoro

La Psicoterapia di Coppia.

In questo video la dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta, illustra la funzione della Psicoterapia di Coppia presso lo Studio di Psichiatria Integrata a Milano.

Testo dell’intervento:

La coppia è un nucleo dinamico e in continua trasformazione che segue nel corso della vita dei cambiamenti. Non sempre il cambiamento però riguarda entrambi i partners, pertanto è possibile che all’interno della coppia si creino dei problemi perché i due partners vanno in direzioni diverse.

Nel momento in cui la coppia non riesce ad affrontare da sola questo momento di crisi allora sorge l’esigenza di rivolgersi ad un terapeuta preparato che possa accompagnarli nella risoluzione del problema. In questo caso il terapeuta ha come compito quello di accompagnare i pazienti nell’analisi di quella che è la problematica centrale che causa la crisi e soprattutto nell’andare a mettere in evidenza quali sono le dinamiche relazionali che i due partners utilizzano tra loro senza più riuscire ad intendersi.

In questa maniera l’intervento diventa centrale all’interno della terapia di coppia: i pazienti riescono così ad essere consapevoli degli aspetti relazionali che li riguardano e a cercare di correggerli in maniera molto più funzionale. 

La dott.ssa Alessia Giulia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta, si occupa di Psicoterapia di Coppia a Milano collaborando con la dott.ssa Cristina Selvi, PsichiatraPsicoterapeuta e Omotossicologa a Milano presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.

Cosa è l’Omotossicologia. Dott.ssa Cristina Selvi

Cosa è l’Omotossicologia. Dott.ssa Cristina Selvi

In questo primo video dello Studio Psichiatria Integrata sull’omotossicologia, la dott.ssa Cristina Selvi, Medico Psichiatra a Milano, Psicoterapeuta e Omotossicologa, spiega che cosa è l’omotossicologia.

Testo dell’intervento:

Oggigiorno è possibile curare alcune situazioni, anche di tipo psichiatrico, con la medicina non convenzionale. In particolar modo io mi occupo di medicina omotossicologica e di medicina fisiologica di regolazione, all’interno di una visione sistemica della persona e della malattia.

La medicina omotossicologica è una delle sette medicine che sono state recentemente riconosciute come valide dall’Ordine dei Medici di Milano e come tale può essere applicata soltanto da medici. L’omotossicologia può essere definita come un modo di fare medicina che fa da ponte tra la medicina tradizionale e la medicina omeopatica. Semplificando possiamo dire che rappresenta una versione moderna e scentificamente fondata dell’omeopatia.

La medicina omotossicologica si basa su alcuni assunti di base, di cui il principale è che la malattia ed i suoi sintomi rappresentano la lotta dell’organismo che cerca, a volte non riuscendoci, di difendersi dalle tossine con le quali viene a contatto.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di psichiatria a Milano, di psicoterapia e di medicina omotossicologica, presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.