Cura Attacchi di Panico Notturni

Gli attacchi di panico notturni

Cura Attacchi di Panico Notturni

I sintomi degli attacchi di panico notturni

I sintomi con cui si manifestano gli attacchi di panico notturni sono sostanzialmente gli stessi delle crisi di panico diurne: tachicardia, sudorazione seguita da sensazione di intenso freddo, mancanza d’aria e senso di soffocamento, stato d’animo di allarme con intensa ansia, paura di morire o di avere un infarto.

Avvenendo in un momento della nostra vita in cui siamo in uno stato di coscienza caratterizzato dall’assenza di controllo, gli attacchi di panico notturno generano più spavento, preoccupazione e confusione rispetto a quelli diurni.

Sono caratteristici nella fase non-REM del sonno, quindi quando l’attività onirica è disattivata, contrariamente a quanto si immagina, infatti, non sono la conseguenza di sogni terrificanti o di incubi.

Alcune condizioni, sia fisiche che psichiche, possono facilitare la comparsa di attacchi notturni. Sono, ad esempio, più frequenti in chi soffre di ipertiroidismo.

Anche il reflusso gastroesofageo e le apnee notturne possono causare attacchi di panico durante la notte. Ovviamente chi vive un momento di forte stress e pressione psicologica, magari per motivi di lavoro o personali o chi ha recentemente vissuto un lutto o un evento traumatico è più esposto alla probabilità di sviluppare attacchi di panico.

Cosa fare durante un attacco di panico notturno

Dopo un AP notturno è consigliato lasciare passare un certo periodo prima di rimettersi a dormire. Anche le reazioni biologiche durante la crisi d’ansia con la scarica di ormoni e neurotrasmettitori richiedono un po’ di tempo per ritornare ai livelli di base fisiologici. Un po’ come quando si prova una violenta emozione ed è esperienza comune la graduale remissione dell’attivazione emotiva nel giro di alcuni minuti.

È naturale che chi abbia sperimentato un attacco di panico notturno sia preoccupato e abbia il timore di vivere nuovamente questa esperienza nelle notti successive.

Il suggerimento è di affrontare il sonno senza pregiudizi, senza aspettative, né in un senso né nell’altro. Non la convinzione che accadrà sicuramente di nuovo ma anche considerando che ciò potrebbe essere possibile. Sicuramente l’esperienza, per quanto sgradevole, sarà meno spaventosa in quanto già nota e conosciuta.

Certamente è importante porre attenzione a tutte le regole dell’igiene del sonno, troppo spesso trascurate.

Se dovessero ripetersi altre crisi notturne, il consiglio è di rivolgersi al medico che valuterà sia le possibili cause fisiche che quelle psicologiche e consiglierà gli approfondimenti, le terapie e gli approcci più opportuni

Ad ogni modo ricordate che gli attacchi di panico, per quanto esperienze profondamente preoccupanti,  sono del tutto innocui per la salute fisica e soprattutto sono curabili con facilità dallo specialista utilizzando farmaci serotoninergici .

Se non affrontati nel modo corretto, invece, possono dare origine ad uno stato di ansia anticipatoria rispetto al momento del sonno e questa ansia può indurre alcuni soggetti all’abuso di tranquillanti o di alcool. Frequentemente il tentativo di gestire gli attacchi porta a comportamenti di evitamento che non risolvono il problema, ma anzi creano un circolo vizioso inefficace.

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