Ansia e alcolismo

L’alcool è una sostanza psicotropa che agisce come sedativo a livello del sistema nervoso centrale e facilità la disinibizione sociale, è quindi una sorta di anestetico della sofferenza emotiva. È definita psicotropa una sostanza in grado di agire a livello cerebrale dando sintomi di dipendenza e fenomeni di tolleranza e assuefazione.

Per queste sue proprietà esiste un’importante relazione tra abuso di alcool e ansia.

Oltre ai disturbi dovuti all’abuso, l’alcool può indurre altri tipi di sindromi come la dipendenza, l’astinenza e l’intossicazione acuta alcolica, condizione talvolta molto grave, se non trattata in tempo, e potenzialmente mortale.

L’alcolismo richiede un intervento terapeutico integrato con lo psichiatra, lo psicologo e spesso il medico internista, a causa delle conseguenze che dell’uso incontrollato e prolungato possono avere anche a livello fisico, in particolare sul fegato e sul sistema nervoso con la comparsa di sintomi  neurologici, sugli apparati  gastrointestinale e cardiovascolare.

I danni provocati non dipendono esclusivamente dalla quantità di alcool ingerita ma anche da variabili soggettive, geneticamente determinate, come la capacità di metabolizzare l’alcool etilico, che è variabile da soggetto a soggetto.

Dagli anni ’60 l’abuso di alcool è stato finalmente riconosciuto come una patologia medica e di conseguenza non solo considerato un comportamento scorretto su un piano morale e sociale. Certamente questo ha contribuito alla grande quantità di studi clinici che indagano le cause, studiano la prevenzione e migliorano nel tempo le conoscenze riguardo alla terapia.

Il fenomeno dell’alcolismo sta assumendo proporzioni molto preoccupanti dal punto di vista sociale e sanitario,  soprattutto si sta notevolmente abbassando l’età in cui inizia il consumo di alcool e l’età in cui compaiono i primi problemi fisici e psichici legati all’uso eccessivo di bevande alcoliche. L’alcool viene sempre più utilizzato dai giovani come disinibente  sociale e, nel caso di una personalità fragile o di ragazzi inclini ad ansia e depressione, la possibilità di sviluppare una vera e propria  dipendenza è elevatissima.

Si parla di Disturbo da Dipendenza quando insorgono sintomi fisici, psichici, cognitivi e comportamentali in seguito all’assunzione di alcool.

Sintomi psichici e comportamentali legati all’alcolismo

Da un punto di vista psichico il pensiero sull’alcool e la sua  ricerca  diventano i contenuti prevalenti nella mente del soggetto, con le caratteristiche di pensiero ossessivo che si accompagna all’incapacità di controllare o ridurre l’assunzione. Il soggetto non riesce a moderare o ad astenersi dal bere nonostante la sua convinzione sia di potercela fare e nonostante ciò lo porti ad uno stato di alterazione evidente, con ripercussioni a livello sociale o lo esponga a condotte rischiose, come la guida in stato di ebrezza o lo svolgimento di attività di lavoro  in cui è necessaria concentrazione e una presenza lucida.

Il paziente è inoltre costretto ad assumere via via quantità maggiori di alcool per evitare i sintomi dell’astinenza, questo perché vi è un graduale aumento delle capacità del fegato di metabolizzare l’alcool, per il fenomeno della cosiddetta tolleranza. Naturalmente l’evoluzione è verso una condizione in cui compaiono i sintomi caratteristici dell’astinenza alcolica.

Questo avviene soprattutto nelle ore mattutine a causa del calo del tasso etilico durante il sonno. I disturbi dovuti all’astinenza scompaiono con l’assunzione di alcool e ciò produce un circolo vizioso per cui il paziente tende a bere già alla mattina e poi durante tutta la giornata per evitare i sintomi della astinenza.

Altri sintomi tipici nei soggetti che abusano di alcool sono le modifiche del tono dell’umore, che oscilla da stati depressivi a stati di disforia caratterizzata da irritabilità, aggressività e l’impulsività e lo sfasamento del ritmo sonno veglia.

Sintomi fisici dell’alcolismo

L’etanolo aumenta la secrezione acida dello stomaco e può provocare una gastrite di tipo emorragico. L’esofago è un altro organo spesso danneggiato nei forti bevitori, anche in questo caso si osservano erosioni della mucosa e un importante aumento del cancro esofageo.

Sempre a livello esofageo nei pazienti in cui è già presente lo stato di grave sofferenza epatica, si possono formare delle varici, cioè delle dilatazioni di vasi venosi che, in alcuni gravi casi rischiano di rompersi determinando delle profuse emorragie e talvolta condurre alla morte del paziente.

Una gravissima patologia conseguente all’assunzione esagerata di alcolici è la pancreatite che causa necrosi e atrofia della ghiandola nei casi cronici ma può anche manifestarsi in forme acute, fulminanti e mortali.

Molto nota l’epatite da alcool la cui evoluzione è nella cirrosi epatica e quindi nel cancrocirrosi, cioè quella forma di tumore maligno che colpisce il fegato affetto da cirrosi.

A livello del sistema nervoso l’alcool determina una poli-nevrite cioè un’infiammazione e poi una degenerazione delle fibre nervose dovuta all’effetto tossico dell’alcool e alle carenze vitaminiche. I sintomi sono inizialmente di tipo sensitivo come crampi o parestesie e poi sono alterate anche le funzioni motorie.

L’apparato cardio-vascolare anche è leso dall’azione tossica dell’acetaldeide, che deriva dal metabolismo dell’alcool etilico, sulle fibre cardiache, ciò può portare a insufficienza del muscolo cardiaco con tachiaritmie, difficoltà respiratorie, edemi alle caviglie e ipertensione arteriosa.

Disturbi della sfera cognitiva nell’alcolismo

L’abuso cronico di alcool si accompagna ad evidenti disturbi della memoria, soprattutto quella a breve termine, che viene definita come memoria di fissazione. Altri deficit cognitivi sono le evidenti difficoltà di concentrazione e di attenzione che possono gravemente interferire con le quotidiane attività lavorative o personali.

Cause dell’alcolismo

Fattori predisponenti all’abuso di sostanze psicoattive sono la struttura della personalità e la presenza di un disturbo psichiatrico maggiore, come i Disturbi d’Ansia e la Depressione, non adeguatamente riconosciuti e curati. Gli alcolisti utilizzano la sostanza per automedicarsi.

Spesso i pazienti con abuso e dipendenza da alcool hanno una famigliarità positiva per Disturbi dell’Umore o d’Ansia e frequentemente nella famiglia di origine altri hanno sofferto di alcolismo. I pazienti presentano una struttura caratteriale incline a vissuti di tipo ansioso o depressivo, hanno personalità dipendenti e fragili, inclini a impulsività e bassa autostima, difficoltà relazionali, poche capacità di problem solving e di gestione emotiva della frustrazione. Tutte queste caratteristiche rendono il paziente più esposto alla sofferenza di fronte alle inevitabili difficoltà e ai disagi esistenziali. A volte l’alcolismo è la conseguenza dell’impossibilità di elaborare un grave evento traumatico come può tipicamente accadere dopo un grave lutto non elaborato.

La percentuale di disturbi psichici riscontrata negli alcolisti disintossicati è notevolmente maggiore rispetto alla popolazione generale, confermando come l’alcool venga utilizzato a scopo automedicazione per lenire, non soltanto sentimenti spiacevoli come la tensione o il senso di vuoto e solitudine o problemi relazionali, ma anche veri e propri sintomi di patologie come gli attacchi di panico, la fobia sociale, il disturbo d’ansia generalizzato, l’agorafobia, la depressione e la distimia. Anche nella fase euforica del Disturbo Bipolare può esserci abuso di alcool come conseguenza della disinibizione, dell’impulsività e della scarsa capacità di valutare le conseguenze del proprio comportamento che caratterizza questa patologia.

La Sindrome da Astinenza Alcolica

E’ un’importante situazione clinica caratterizzata da sintomi e segni molto evidenti e che richiede un corretto e tempestivo intervento medico. Si instaura dopo alcune ora dalla brusca interruzione o dalla drastica riduzione del consumo di alcool. I sintomi principali sono una forte ansia e stato di agitazione psichica e motoria, tremori evidenti soprattutto alle mani, irritabilità, sintomi depressivi, grave insonnia e un senso di angoscia profonda con paura della morte. Una sintomatologia che per molti aspetti è simile a quella di un attacco di panico. Spesso sono presenti nausea, vomito, sudorazione profusa, tachicardia. Nei casi più gravi si hanno allucinazioni, soprattutto visive, stato confusionale, disorientamento spazio temporale e convulsioni (Delirium Tremens).

Trattamento dell’alcolismo

La terapia medico-psichiatrica dell’alcolismo richiede un buon inquadramento diagnostico. Innanzitutto vanno valutate le reali possibilità di disintossicare il soggetto senza ricorrere ad un ricovero. Spesso, infatti, la prima fase della terapia richiede un breve periodo in ambiente protetto allo scopo  di disintossicare il paziente e gestire l’astinenza.

Ad ogni modo, sia che l’approccio sia ambulatoriale o residenziale, il paziente deve essere supportato nella fase di disassuefazione alla sostanza sia da un punto di vista farmacologico che psicologico.

La terapia farmacologica è necessaria, inizialmente, per ridurre i sintomi dell’astinenza fisica che indurrebbero il paziente a ricadere nel comportamento di abuso e deve essere effettuata sotto stretto controllo medico-psichiatrico. Il medico internista si dovrà occupare della valutazione e della terapia dei danni che l’alcool ha causato all’organismo del paziente.

Solo dopo questa fase sarà possibile una valutazione dello stato psichico e della struttura di personalità, i cui risultati non siano inquinati dallo stato di alterazione causato dall’alcool o dai sintomi dell’astinenza. La maggior parte dei soggetti mostrerà una patologia di tipo depressivo o un disturbo d’ansia che dovranno essere curate in modo adeguato sia con la terapia farmacologica sia con la psicoterapia. Anche in assenza di una patologia psichiatrica conclamata il più delle volte il paziente alcolista presenta una struttura di personalità caratterizzata da tratti disfunzionali e fragile che richiederà un lungo intervento di psicoterapia.

La dott.ssa Cristina SelviPsichiatra a MilanoPsicoterapeuta e Omotossicologa, si occupa di alcolismo a Milano e dipendenze da sostanze. Ha fondato lo Studio Psichiatria Integrata al fine di promuovere un approccio integrato ai disturbi dell’umore fra varie discipline e metodi, che fornisca alla persona una risposta il più adeguata, più personalizzata e più corretta possibile in un momento di difficoltà della propria vita.

dott.ssa Cristina Selvi
La dott.ssa Cristina Selvi, Medico ChirurgoPsichiatra e Psicoterapeuta,  si occupa di Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica a Milano, presso il suo Studio Psichiatria Integrata, in Piazzale Gorini 6. E' autrice di un Blog di Informazione Medica e di un Ebook sugli argomenti Psichiatria, Psicoterapia e Medicina Omotossicologica e promotrice di un modello d’intervento integrato fra queste discipline che valorizzi una conoscenza globale della persona. | Google | Contatti |
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