Il panico non ci fa paura!

“Guarda la paura in faccia e questa cesserà di turbarti” diceva un detto popolare; niente di più vero se riferito al disturbo di panico.

La terapia di pazienti con disturbo di panico concede ottimi risultati.

Si tratta di un disturbo molto diffuso ed invalidante ma esso racchiude una caratterista positiva: se affrontato, è guaribile!

Iniziamo allora ad affrontarlo andando a capire alcune caratteristiche salienti relative al disturbo di panico.

Chi ha vissuto un attacco di panico lo descrive come un breve ma intensissimo periodo di paura in cui sente di essere in procinto di morire, di impazzire, di perdere il controllo, di essere colpito da un infarto o da chissà quale altra grave malattia. Si prova una sensazione di tremore, soffocamento, vertigini, palpitazioni, capogiro, nausea, senso di disorientamento ed estraneamento dalla realtà che comporta il bisogno disperato di allontanarsi dalla situazione che si sta vivendo per fuggire altrove.

Questo brevissimo ma intenso disagio, può cambiare la vita a chi lo vive.

Si tratta di una crisi così intensa che mobilita una quantità tale di energie da non poter durare a lungo: una volta raggiunto l’apice, non può durare più di venti minuti.

In genere, i primi attacchi di panico sono inaspettati e non riconducibili ad una specifica situazione; nel corso del tempo possono ripetersi, divenire ricorrenti ed associabili a condizioni particolari quali, ad esempio, guidare l’auto, stare sui mezzi pubblici o al supermercato. Ciò induce significativi cambiamenti nel comportamento della persona che tenderà a mettere in atto straordinari meccanismi di evitamento delle situazioni temute, evitamenti che, in apparenza, sono utili metodi di prevenzione e protezione dall’ansia, ma, in realtà, rappresentano il miglior modo per sprofondare sempre più all’interno del disturbo di panico. L’evitamento rappresenta una via facile e rapida che permette di allontanare lo stimolo temuto e contemporaneamente trasmette una sensazione di controllo e comando della situazione. C’è da aggiungere, però, che le fughe messe in atto danno sì la sensazione di essersi “salvati” ma lasciano dentro di sé un senso di sconfitta e di sconforto.

Esiste un’elevata percentuale di pazienti che da anni vivono chiusi in casa nel timore di poter essere colti da un attacco di panico nel momento in cui dovessero uscire e si esponessero senza più protezioni. Per questo motivo, gli attacchi di panico condizionano chi ne soffre fino a condurlo verso una parziale invalidità. L’evitamento impedisce di imparare dall’esperienza, contrasta la possibilità di confrontarsi con i propri timori, rimanda la risoluzione del problema, anzi, lo complica sempre di più.

Se il paziente è ben preparato e sostenuto dal punto di vista psicologico, può provare a non fuggire dalle situazioni temute e dai propri sintomi, può provare a passare attraverso la propria storia di panico per riuscire a comprendere meglio cosa l’abbia determinata, quali meccanismi psicologici l’abbiano causata. Attraverso la psicoterapia si può rivedere la propria storia personale, riesaminare le proprie strategie (spesso inconsapevoli) per affrontare le situazioni, oppure far fronte ai segni lasciati da un evento traumatico.

In sintesi, per riuscire a trattare e risolvere il panico, occorre affrontarlo e occorre conoscerlo!

La dott.ssa Alessia Santoro, Psicologa e Psicoterapeuta, si occupa di Attacco e Disturbo di Panico a Milano collaborando con la dott.ssa Cristina Selvi, Psichiatra, Psicoterapeuta e Omotossicologa presso lo Studio Psichiatria Integrata in piazza Gorini 6.